Regione, il via libera alla legge di Bilancio: subito scintille Fi-Fdi
La Finanziaria viene approvata come previsto senza sussulto alcuno. I sussulti, quelli, ci sono solo nell?opposizione per le frizioni tra Fi ed Fdi ormai fratelli-coltelli a tutti gli...
La Finanziaria viene approvata come previsto senza sussulto alcuno. I sussulti, quelli, ci sono solo nell’opposizione per le frizioni tra Fi ed Fdi ormai fratelli-coltelli a tutti gli effetti. Con una scena madre poco prima che in Consiglio regionale inizi la seduta per dare il via libera al Bilancio. Eccola: Massimo Pelliccia, capogruppo degli azzurri, è accerchiato dai giornalisti che gli chiedono un commento sulla manovra. Poi se il suo partito voterà l’ex ministro della Cultura a capo dell’opposizione dopo le dimissioni di Edmondo Cirielli: «Allo stato dell’arte, Sangiuliano non lo votiamo», scandisce affinché non ci siano fraintendimenti.
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L’ex ministro è appena arrivato, sente il suo nome, e si gira come di riflesso. E rimane impassibile ad ascoltare il resto del ragionamento: «La verità è che Fratelli d’Italia spesso non mantiene gli impegni che prende ufficialmente con la coalizione. Invece, la nostra idea di opposizione è sui contenuti, sulla concretezza, sul confronto con la maggioranza». Parole che caricano come una pila elettrica il capogruppo di Fdi che attende il suo turno per posizionarsi tra i microfoni e replicare. E lo fa in maniera secca: «Vedremo se - quasi minaccia - Forza Italia non mi vota. Il capo dell’opposizione viene scelto dai consiglieri dell'opposizione e quindi, ovviamente, ci saranno dei numeri sui quali bisognerà misurarsi. Lo dico senza alcuna polemica, perché poi - rimarca - in Fi ho tantissimi amici. Credo che poi la questione dovrà essere valutata anche in una sede più elevata. Che è quella nazionale, non certo questa». Sipario.
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Nel frattempo arriva sorridente l’assessore all’Urbanistica Enzo Cuomo, con alcuni fogli sottobraccio. Si tira dietro un po’ di assessori con sé (Casillo, Cutaia e Maraio) oltre a chiunque incroci nel corridoio verso la buvette. Governatore compreso. Ci tiene a offrire il caffé a tutti perché il Tar ha appena pubblicato l’ordinanza con cui l’ex consigliera Carmela Rescigno chiedeva, in un ricorso, l’annullamento della sua nomina in giunta. Richiesta respinta.
L’aula
Dibattito ridotto quasi all’osso, altro che le sette ore previste per la seduta. D’altronde la rotta era stata già stabilita dal governatore a gennaio con i capogruppo: niente emendamenti da discutere per velocizzare i tempi e uscire il più presto possibile dal bilancio provvisorio. Naturali i malumori non solo dell’opposizione ma anche di alcuni consiglieri della maggioranza che però sono ben accorti a celare tutto nella speranza che a giugno, quando è previsto un correttivo al Bilancio, si cambi. Ma il governatore Fico, che ha seguito tutti i lavori in II commissione, nel suo intervento mette già le cose in chiaro «L’impronta dell’esercizio provvisorio rimarrà. La cultura di questa giunta resterà questa: la spesa va sempre trattata con molta attenzione, perché sono i soldi dei cittadini e il bilancio deve rimanere in equilibrio finanziario». Brivido dei consiglieri in sala abituati, negli anni deluchiani, alle leggi-mancia di fine anno per far piovere finanziamenti nel proprio collegio elettorale.
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Alla fine il consiglio, presieduto dal dem Massimiliano Manfredi, approva con 33 voti favorevoli e 12 contrari il Bilancio di previsione finanziario per il triennio 2026-2028. Una manovra di oltre 38,5 miliardi di euro, dei quali il 70 per cento riguarda la spesa per il comparto sanità, al netto delle partite di giro, necessarie al mantenimento dei Lea, e alle risorse Pnrr e Fesr per gli investimenti. «Abbiamo lavorato - aggiunge il governatore - in modo veloce, meticoloso e serio e c'è un quadro del bilancio di equilibrio finanziario che porta ad aumentare le risorse per i trasporti, per l'ambiente, per il ciclo dei rifiuti, per il ciclo delle acque, per il sociale e per il sociosanitario. Così come avevamo promesso in campagna elettorale». «Un bilancio solido, frutto anche delle politiche di risanamento portate avanti negli ultimi anni dai precedenti governi regionali, che oggi consente di intervenire in maniera concreta su servizi e settori essenziali per i cittadini, a partire dal trasporto pubblico, dalla sanità e dal welfare», commenta il capogruppo dem Maurizio Petracca. «Un bilancio frettoloso con più ombre che luci. Manca - attacca l’ex ministro Sangiuliano - una grande visione prospettica del futuro della Campania». «È una manovra senza visione, fatta di proroghe e interventi frammentari che non affrontano i problemi strutturali», attaccano i leghisti Grimaldi e Rostan. Mentre il capogruppo Fi Pelliccia sottolinea: «Arriviamo al voto in ritardo, ma questo non può essere additato a noi, perciò abbiamo ritirato 500 emendamenti».