Sigilli al cantiere di Stabia: «Scarico abusivo di rifiuti»
I vapori immessi direttamente in atmosfera, le vernici e i solventi nel terreno. Nessun filtraggio, nessuna vasca per la raccolta dei liquidi e, soprattutto, nessuna autorizzazione che desse a una...
I vapori immessi direttamente in atmosfera, le vernici e i solventi nel terreno. Nessun filtraggio, nessuna vasca per la raccolta dei liquidi e, soprattutto, nessuna autorizzazione che desse a una delle realtà imprenditoriali più in vista della fascia costiera una veste di legalità. Quando, all’alba di ieri, i carabinieri hanno varcato l’ingresso del cantiere navale Marina di Stabia si sono ritrovati davanti a una bomba ecologica. Un blitz frutto della task force, che va avanti ormai da quattro anni, finalizzata all’individuazione dei responsabili dell’avvelenamento del fiume Sarno. Già sessantasei le attività, tra aziende manifatturiere e cantieri navali, finite sotto sequestro. Un elenco che, con l’operazione di ieri, ha visto l'innesto di un ulteriore tassello. A entrare in azione, sotto il coordinamento della Procura di Torre Annunziata diretta da Nunzio Fragliasso, i militari del Nucleo operativo ecologico di Napoli, agli ordini del colonnello Pasquale Starace. Un’area di circa 60mila metri quadrati adibita a rimessaggio nautico, con al suo interno oltre 120 imbarcazioni in manutenzione in vista della quasi imminente stagione estiva, è stata così sequestrata dai carabinieri per gravi violazioni ambientali.