Parma, uccide il fidanzato a coltellate: arrestata 21enne. «Omicidio dopo improvvisa reazione violenta»
Il Mattino

Parma, uccide il fidanzato a coltellate: arrestata 21enne. «Omicidio dopo improvvisa reazione violenta»

Sabato 28 marzo 2026
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I carabinieri del nucleo investigativo di Parma, coordinati dalla Procura, hanno arrestato, su ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari, Brenda Alesandrina Fumagalli, cubana di 21 anni,...

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I carabinieri del nucleo investigativo di Parma, coordinati dalla Procura, hanno arrestato, su ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari, Brenda Alesandrina Fumagalli, cubana di 21 anni, indagata per l'omicidio volontario del compagno convivente Critopher Gaston Ogando, 28enne, di origini dominicane, morto il 5 marzo in ospedale, a seguito di una profonda ferita d'arma da taglio subita il giorno prima. La donna, interrogata, aveva sostenuto la tesi di un incidente domestico. Ma le indagini dei carabinieri hanno smentito questa versione e il delitto è stato inquadrato come un atto scaturito da una improvvisa reazione violenta.

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La ricostruzione dell'omicidio

Il personale del 118 intervenuto forniva una descrizione precisa delle condizioni critiche in cui avevano rinvenuto la vittima, raccogliendo le parole dell’uomo «aiuto, respiro male, muoio, portatemi in ospedale, aiutatemi!» e anche quelle della donna che avrebbe spiegato al sanitario che era stata lei a dare la coltellata all’uomo accidentalmente. Nonostante il trasporto d'urgenza in codice rosso e un delicato intervento chirurgico, la vittima è morta la mattina seguente a causa di uno choc emorragico conseguente alla profonda ferita. Sin dalle prime battute dell'inchiesta, la donna ha sempre sostenuto la tesi dell'incidente domestico. Secondo le dichiarazioni e la ricostruzione dell’indagata, mentre si trovava in cucina intenta a lavare le stoviglie con un grosso coltello in mano, il compagno le si sarebbe avvicinato alle spalle per “sculacciarla” per gioco e nel voltarsi di scatto per intimargli di smettere, la donna lo avrebbe inavvertitamente colpito, sostenendo che l'uomo si fosse di fatto “auto-trafitto” nell'intento di abbracciarla. La donna ha raccontato ai Carabinieri in maniera ripetitiva una medesima versione dei fatti, senza mai variare alcun particolare, e dunque senza mai discostarsi da quanto sino ad allora dichiarato.

Le indagini

Le indagini, corroborate anche dai preliminari esiti dell’esame autoptico, hanno consentito di smentire le dichiarazioni dell’indagata in ordine alla natura accidentale dell'evento e di far propendere, viceversa, per la volontarietà della condotta dell’indagata. Nello specifico, come osservato dal Gip nella ricostruzione dell'accaduto, la postura della vittima e la direzione del colpo, nel senso che la lama è penetrata dall'alto verso il basso e da sinistra verso destra. Questa traiettoria indica che la vittima si trovasse di fronte all'indagata, con almeno il braccio sinistro sollevato. Tale dato permette di smentire la versione della donna, la quale sosteneva di essersi girata di scatto mentre l'uomo cercava di abbracciarla da dietro. 

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