Porto di Napoli, pressing per la darsena di levante: «Opera indispensabile»
Il Mattino

Porto di Napoli, pressing per la darsena di levante: «Opera indispensabile»

Domenica 29 marzo 2026
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«Ci vuole una stretta di bulloni, così si sta mettendo a rischio il risultato più importante degli investimenti Pnrr nel porto di Napoli». Pasquale Legora De Feo,...

«Ci vuole una stretta di bulloni, così si sta mettendo a rischio il risultato più importante degli investimenti Pnrr nel porto di Napoli». Pasquale Legora De Feo, presidente di Uniport e amministratore delegato di Conateco e Soteco, ha lanciato un vero e proprio appello.

«Abbiamo bisogno di risposte, la darsena di levante, un piazzale di quasi 300mila metri quadrati, l’unico polmone per ingrandire il porto, rischia di diventare inutile. Ben 500 milioni di euro, tra i fondi impegnati nei 20 anni che sono stati necessari per costruirla, e gli investimenti del Pnrr per metterla in grado di funzionare, sono in bilico. Uno spreco che rischia di affossare l’unica possibilità di sviluppo della più grande azienda della nostra regione, il porto di Napoli». Proprio per questo, Legora De Feo ha fatto partire da Napoli il tour del direttivo Uniport negli scali italiani. Oltre a molti importanti imprenditori dei porti italiani anche il presidente della Commissione Trasporti della Camera, Salvatore Deidda, il presidente nazionale di Conftrasporto, Pasquale Russo, il presidente dell’Autorità di sistema portuale del mare Tirreno centrale, Eliseo Cuccaro, il segretario Giuseppe Grimaldi, il designato alla presidenza di Unione Industriali Napoli, Vittorio Genna, il direttore marittimo della Campania, ammiraglio ispettore Giuseppe Aulicino, tutto il Polo della cantieristica napoletana: Antonio Palumbo, Luigi Salvatori, Anna Ummarino.

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Il sostegno

«Noi siamo tutti accanto - ha sottolineato Pasquale Legora De Feo - al presidente Cuccaro e al segretario Grimaldi. Li apprezziamo e li sosteniamo nel loro difficile lavoro. Dagli uffici di piazzale Pisacane, però, vogliamo risposte certe e in tempi brevissimi. Per il porto di Napoli è un momento cruciale. O mettiamo in opera la nuova darsena di levante così come previsto anche nel Piano regolatore portuale, oppure condanniamo il porto della nostra città, tutta la Campania a perdere una grande occasione di sviluppo».

Ma cosa manca alla darsena per poter essere utilizzata? Il collegamento ferroviario, innanzitutto. I lavori sono cominciati, ma rischiano di fermarsi se non si sposta di qualche metro un fascio di tubi asserviti alla darsena petroli. Una grande questione di sicurezza, dunque. «Grazie al tour, via terra e via mare, organizzato da Uniport - ha detto il presidente della Commissione Trasporti, Deidda - mi sono reso conto dell’urgenza dell’intervento. La darsena di levante consentirà di dare più spazio a tutte le imprese portuali e tutti sappiamo come è importante lo spazio in un porto schiacciato tra la città e il mare. Quei tubi, tra l’altro, sono in una posizione pericolosissima perché passano anche a ridosso di abitazioni. Oggi il porto di Napoli ha una grande occasione che assolutamente non deve perdere, come ha già fatto in passato: il collegamento ferroviario con gli interporti di Nola e Marcianise. Bisogna collegare la darsena alla rete ferroviaria nazionale: i benefici saranno enormi non solo per il porto ma anche per Napoli e la Campania».

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Il futuro

La darsena di levante è il futuro del porto di Napoli. Il presidente dell’Adsp, Eliseo Cuccaro: «Condivido perfettamente - ha detto - le parole del presidente Deidda: il collegamento ferroviario della darsena con gli interporti è fondamentale. L’economia dei porti è già penalizzata dall’Ets e, i nostri, anche dalla tassa regionale sulle concessioni. Stiamo lavorando per abolire o ridurre al minimo questo balzello che grava solo in Campania». Su iniziativa di Uniport è stato preparato anche un video, illustrato dall’ingegnere Marco Di Stefano, con il quale si sono mostrati i benefici che l’apertura della darsena di levante porterà a tutte le attività portuali: più spazio per l’area turistica, crociere e linee del golfo; più spazio ai traghetti, più spazio alla cantieristica e ai contenitori. «Stimiamo - ha concluso Legora De Feo - un investimento privato sulla nuova darsena che supera i 200 milioni e un incremento occupazionale diretto e indiretto, di almeno duemila posti di lavoro. Ecco perché rivolgiamo un vero e proprio appello alla mobilitazione generale. Aspettiamo risposte. Noi non ci fermiamo».

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