Agguato alla Sanità, arrestato ragazzino di 16 anni: è il fratello del killer di Giogiò
Non fu un agguato quello che, il 18 gennaio scorso al rione Sanità, portò due giovanissimi, entrambi minorenni, in ospedale con ferite d?arma da fuoco. Fu una vera e propria...
Non fu un agguato quello che, il 18 gennaio scorso al rione Sanità, portò due giovanissimi, entrambi minorenni, in ospedale con ferite d’arma da fuoco. Fu una vera e propria sparatoria tra gruppi diversi.
Secondo la ricostruzione fatta dagli uomini della Squadra mobile, diretta dal dirigente Mario Grassia, i due feriti - a bordo di uno scooter bianco - avrebbero esploso i primi colpi. Altri due giovani (arrestati ieri) avrebbero risposto al fuoco con il fuoco andando drammaticamente a segno. I due ragazzi fermati dai poliziotti, su richiesta della procura minorile diretta da Patrizia Imperato, hanno rispettivamente 17 e sedici anni. Quest’ultimo è il fratello minore del killer, anche lui all’epoca minorenne, che il 31 agosto 2023 in piazza Municipio, uccise a colpi di pistola Giovanbattista Cutolo meglio noto come Giogiò.
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A firmare l’ordinanza, che ha consentito il trasferimento dei due in penitenziario, il gip Anita Polito.
La curiosità
Ad incastrare i responsabili del ferimento alcuni dettagli che sono emersi dalle riprese delle videocamere nei pressi di piazza Totò: un giubbotto rosso, delle scarpe rosse, un berretto bianco e un pantalone con una vistosa scritta “Paris Saint-Germain”. Ma non solo. Anche un consolidato rapporto di amicizia tra i due giovanissimi arrestati che, soltanto qualche giorno dopo la sparatoria, hanno postato sui propri profili social, Instagram e Tiktok, foto che li ritraggono insieme in atteggiamenti spavaldi e vincitori. Il fratello del killer di Giogiò aveva anche pubblicato una propria immagine con una pistola in pugno, a dimostrazione - scrive il gip - della sua «dimestichezza con le armi».
Un altro dettaglio importante, che rappresenta bene lo scenario nel quale si è consumata la violenza, una telefonata anonima ai centralini della questura durante la quale viene indicato uno dei due arrestati di ieri quale autore del duplice ferimento. Il numero di telefono dal quale è partita la segnalazione è intestato ad un parente del ragazzo. L'ipotesi della procura è che i suoi familiari temessero una vendetta nei suoi confronti. Quindi: mandarlo in cella per salvargli la vita.
La ricostruzione
Teatro della sparatoria, via Sanità. Il civico 55 per l'esattezza. Le due vittime sarebbero passate più volte davanti a quel portone dove, secondo la ricostruzione degli uomini del dirigente Grassia, si sarebbero ritrovati a trascorrere la serata almeno sette giovanissimi. I due a bordo dello scooter si sarebbero prima soffermati qualche istante, con sguardo di sfida, poi sarebbero tornati impugnando le armi e dicendo: «Infami». Ma la risposta era stata già organizzata: qualcuno aveva pensato bene anche di mettere al sicuro nel portone uno scooter, temendo forse che potesse essere danneggiato. E così, nel giro di una manciata di secondi, sono partiti i colpi d’arma da fuoco che hanno colpito i due a bordo del due ruote. Le immagini delle telecamere hanno ripreso tutto. Unico nodo da sciogliere resta il movente. O, meglio, a cosa siano legati i dissidi tra i due gruppi. Le indagini proseguono in questa direzione anche perché i ragazzi, sentiti dagli investigatori durante le indagini, si sono sempre mostrati omertosi. Anche le due vittime.