Bosnia-Italia, Gattuso: «Serve lo spirito di quando siamo diventati campioni. Il campo? Alibi da perdenti»
Il Mattino

Bosnia-Italia, Gattuso: «Serve lo spirito di quando siamo diventati campioni. Il campo? Alibi da perdenti»

Lunedì 30 marzo 2026
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È la notte di Rino Gattuso, quella delle ultime scelte, che non possono essere sbagliate. Ci tiene, il ct. Da morire. Già la sfida con l?Irlanda l?aveva definita...

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È la notte di Rino Gattuso, quella delle ultime scelte, che non possono essere sbagliate. Ci tiene, il ct. Da morire. Già la sfida con l’Irlanda l’aveva definita «la più importante della carriera», quattro giorni dopo deve alzare il livello. Il campo di Zenica, lo stadio del Bilino Polje non invita all’ottimismo. E’un terreno che valorizza chi lo conosce, e l’Italia ci ha solo camminato sopra per una quindicina di minuti, in divisa. L’allenamento l’ha svolto a Coverciano, in mattinata, prima di raggiungere la Bosnia con un volo charter. Presente al fianco di Rino, l’amico dirigente Buffon, che lo ha scelto per il post Spalletti ed è il primo che si assumerà la responsabilità in caso di sconfitta, l’ennesima, e che nessuno si augura, oppure a lui i meriti del successo. C’è anche il presidente Gravina, che si gioca tanto, il suo futuro sulla poltrona della Figc, l’occasione per lasciare o per riprovare a ricostruire il calcio dopo il tris di Mondiali falliti. Ma l’Italia è ottimista, Gravina lo è: stavolta vuole raggiungere l’obiettivo. Lo deve al calcio italiano, ai colori azzurri che nel tempo hanno sventolato in tutto il mondo, e a un Paese, che deve trovare la forza - come ha fatto in passato - di riunirsi anche al fianco della Nazionale. Gattuso si sentiva sulle spalle l’intero Paese. «La penso allo stesso modo. Ci giochiamo tanto, affrontiamo una squadra forte e di qualità. Serve una grande Italia per coronare il sogno di tornare a giocare un Mondiale». Perché essere ottimisti? «Spero di non deludere i nostri tifosi, mi aspetto di interpretare la partita con carattere, veemenza. Serve lo spirito di quando siamo diventati campioni quando non eravamo più forti. Non deve mancare il senso di appartenenza e il patriottismo. Chi gioca a calcio vive per notti di questo tipo. Se non hai questo vuol dire che devi smettere o di giocare o di allenare. Ci giochiamo tanto perché abbiamo saltato gli ultimi due mondiali. Daremo tutto, senza paura: le partite sono sempre difficili, specie quando sai di non poter sbagliare. Se dovessimo perdere? Mi assumerò le mie responsabilità, ma non ci voglio pensare. Me la voglio giocare: poi vedremo, io ci metterò la faccia come ho sempre fatto». Rino si è anche soffermato su cosa devono fare gli azzurri per portare a casa il risultato: «Sento addosso una grande responsabilità dal primo giorno che ho preso in mano la Nazionale. Non posso pensare se succederà qualcosa di positivo o di negativo, voglio solo trasmettere fiducia ai miei perché so che possiamo raggiungere l’obiettivo. In questi mesi il gruppo è migliorato tanto. Oggi dobbiamo consapevoli che con mentalità, voglia e capacità di soffrire abbiamo raggiunto obiettivi inaspettati. Sette mesi fa non eravamo così, siamo cresciuti e questo mi fa stare più sereno».
Poi, la questione campo. Il terreno preoccupa? «Questo è solo un alibi, da perdenti. Se è brutto, lo è per noi e per la Bosnia. Sembra un terreno che può andare bene, ho allenato un anno da queste parti, in Croazia ho visto terreni peggiori. E comunque possiamo fare poco, dobbiamo solo giocare. Il video di Dimarco? Sono stupidaggini. Siamo stati stupidi noi a farci del male da soli». Barbarez, ct della Bosnia, ha detto che se dovessero segnare un gol, metterebbero il pullman davanti alla difesa. «Lo ricordo quando giocava a calcio, faceva l’attaccante, era bravo, alto, biondo, forte. Lui è anche un giocatore di poker, sa il fatto suo: gli sto facendo un complimento. E’ una persona molto intelligente».

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Le parole di Gattuso a Sky Sport24

«Chi goca a calcio vive per notti così. Non c'è cosa più bella che sentire la tensione salire, sappiamo che ci giochiamo tanto però dobbiamo anche pensare di essere bravi a non perdere energie e giocare per vincere. Sento grande responsabilità, devo pensare a guardare negli occhi i giocatori e trasmettere loro grande fiducia. Abbiamo le possibilità di raggiungere questo obiettivo, in questi mesi siamo migliorati. Dobbiamo essere consapevoli che con mentalità e voglia abbiamo raggiunto obiettivi impensabili, dobbiamo ripeterci. Pressione? Non ti nego che parlando con il mio staff sapevamo che potevamo avere difficoltà mentali, domani sarà una partita diversa. Affronteremo una squadra fisica con qualità e con due attaccanti che si muovono bene. Loro sono una squadra vera, rispettano gli avversari e hanno qualità. Sappiamo che non c'è differenza tra Galles e Bosnia, Dimarco è stato bravo a togliere la polemica. Vogliamo dare una gioia ai nostri tifosi.

Dzeko? Umanamente sbaglio poco, Edin volevo portarlo con me l'anno scorso in Croazia, è un professionista avanti anni luce ed è un grande campione».

Le parole di Donnarumma a Sky Sport24

«Siamo esseri umani, tutti abbiamo voglia di fare bene e andare al Mondiale. C'è la tensione giusta, sappiamo cosa dobbiamo fare e questo è quello che conta. Domani non dobbiamo approcciare la partita come giovedì, dobbiamo evitare di ripetere gli stessi errori. Sono orgoglioso di quanto fatto fino adesso con la Nazionale, ho perso due Mondiali e per questo c'è voglia di riportare l'Italia dove merita». 

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