Boom crociere, indotto da 18 miliardi: sul podio il polo Napoli-Salerno
L?Italia è il Paese europeo che trae i maggiori benefici dalle crociere. E il polo croceristico Napoli/Salerno è sul podio, tra quelli che più degli altri generano...
L’Italia è il Paese europeo che trae i maggiori benefici dalle crociere. E il polo croceristico Napoli/Salerno è sul podio, tra quelli che più degli altri generano effetti positivi sull’economia del Paese. Uno studio pubblicato da Clia, l’Associazione mondiale delle maggiori compagnie crocieristiche, ha analizzato i dati consuntivi del 2024. Ma, attenzione, sono dati che sono ulteriormente migliorati nel 2025 e che, tutto lascia credere, miglioreranno ulteriormente quest’anno, perché le compagnie hanno cancellato le crociere nel Golfo Persico e le navi impegnate in quell’area, saranno quasi tutte trasferite nel Mediterraneo dove la domanda è in costante crescita.
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Ma cosa dice lo studio nel dettaglio? Che nel nostro Paese, unico in Europa, ricade un quarto dell'impatto economico della crocieristica europea, poiché è il solo grande mercato dove tutti e quattro i canali di spesa (cantieristica, acquisti delle compagnie, spesa passeggeri ed equipaggi, stipendi) generano impatti economici rilevanti e diffusi. E non basta. Lo studio di Clia mette anche in evidenza un altro elemento molto importante che impatta direttamente sui porti: nelle 63 destinazioni della della Penisola la crocieristica genera benefici che vanno oltre la spesa diretta di passeggeri ed equipaggi che è di circa 1,7 miliardi.
Ci sono anche, infatti, i 7,3 miliardi di impatto indiretto legato alla filiera di fornitura del comparto; i 2,9 miliardi di acquisti diretti delle compagnie; e i 2,5 miliardi di effetto indotto dai consumi dei lavoratori. Infine a questo fiume di denaro bisogna poi aggiungere i 3,4 miliardi di investimenti nei cantieri navali. Le destinazioni su cui ricadiano i maggiori benefici, che aumentano con il numero dei passeggeri, vedono ai vertici della classifica Civitavecchia, porto strategico per le escursioni a Roma; Genova/Savona e Napoli/Salerno. Secondo lo studio nel 2024, ma, lo ripetiamo, sono dati che oggi bisogna ritenersi sottostimati, il settore delle crociere ha prodotto benefici complessivi sul territorio del nostro Paese pari a 18,1 miliardi di euro, il 28% dei 64,1 miliardi totali generati in Europa.
L’impatto
Il nostro Paese, dunque, è il principale destinatario del Continente, con un output totale quasi doppio rispetto alla Spagna, seconda con 8,6 miliardi. Per l'Italia, si tratta di una crescita del 23% rispetto ai 14,7 miliardi del 2023. «L'Italia è l'unico mercato europeo - ha detto FrancescoGalietti, direttore di Clia Italia - dove tutti e quattro i canali di spesa generano impatti economici significativi e capillari. Questi numeri non riguardano solo le compagnie: incidono sulle città, i porti, i lavoratori, le imprese locali. La crocieristica genera valore lungo tutta la filiera, dalla nave, al turista in escursione, alla filiera di approvvigionamento, nell’indotto, alla cantieristica, fino alla spesa compagnie ed equipaggi».
Lo studio di Clia evidenzia che in termini di valore aggiunto, la crocieristica contribuisce al prodotto interno lordo italiano per 7,3 miliardi di euro, più di un quarto del totale europeo; di questa cifra, 2,8 miliardi sono in forma diretta e 4,4 miliardi si aggiungono tra effetti indiretti e indotti.
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Un altro dato particolarmente significativo riguarda l’occupazione. La crocieristica genera in Italia ben 113.000 posti di lavoro tra diretti e indiretti, pari al 25% dei 445.000 complessivi in Europa. A questo personale viene erogato per un valore di 3,6 miliardi di euro. Nel dettaglio, le attività crocieristiche hanno generato 8,4 miliardi di output diretto (su un totale europeo di 31,3 miliardi), così suddivisi: 3,4 miliardi di investimenti nei cantieri navali, 2,9 miliardi di acquisti diretti da parte delle compagnie, 1,7 miliardi di spesa di passeggeri ed equipaggi nelle destinazioni e 400 milioni in stipendi del personale residente in Italia. A questi si aggiungono 7,3 miliardi di impatto indiretto legato alla filiera di fornitura del comparto e 2,5 miliardi di effetto indotto dai consumi dei lavoratori.