Le cupole di Napoli dal tetto del duomo
Le cupole di Napoli sono quasi 500, quante le chiese, colorano il cielo: San Lorenzo Maggiore è in verde, di rame; la basilica dell?Annunziata in bianco, la sua ricostruzione si deve...
Le cupole di Napoli sono quasi 500, quante le chiese, colorano il cielo: San Lorenzo Maggiore è in verde, di rame; la basilica dell’Annunziata in bianco, la sua ricostruzione si deve a Luigi Vanvitelli. Donnaregina si mostra in grigio come Sant’Aspreno diventata Jago museum. . La più vicina è quella della cappella del Tesoro con le due ampolle. E Santa Maria della Sanità si tinge di giallo: è luminosa, maiolicata. Ma, da qui, dal tetto del duomo, grazie al tour al via oggi per turisti e cittadini (già sold out a Pasqua e nelle prossime settimane), si vede anche l’ex lazzaretto, l’ospedale della pace. Poi San Gennaro di spalle davanti al Pio Monte della Misericordia tra i murali di Jorit che raffigurano Maradona e Pino Daniele, i grattacieli del centro direzionale, Porta Capuana, Capri.
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In fondo, c’è una nave da crociera dopo una serie di condizionatori, sdraio, abusi, vicoli, il Vesuvio, fino allo splendido campanile di piazza Mercato. E ancora: il Maschio Angioino e il palazzo reale. Si distingue, non proprio per bellezza, l’hotel Jolly: «Comunque il primo progetto firmato da una donna» ricorda Luisa Rauso, 28 anni, orgogliosamente architetta, napoletana di Barra, guida turistica di Mudd, acronimo del museo diocesano diffuso che, attraverso il gioco di suoni e lingue, rappresenta il nuovo «mood», un esempio di come «prendersi cura dei luoghi permette di prendersi cura delle persone» dice Enzo Porzio, direttore della Fondazione Napoli C’entro. Che riassume le cifre dell’ambizioso progetto avviato tra i decumani e dei posti di lavoro creati, 35 nella città che fa quotidianamente i conti con disagio, criminalità e disoccupazione, soprattutto femminile e tra i giovani.
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Per questo, ci sono i ragazzi sul tetto che scotta, decisi a non cadere: con Luisa, si presenta Noemi Cangiano, trentenne di Villaricca, laureata in Lettere classiche e impegnata nell’Azione cattolica, «appena dodici mesi fa pronta a trasferirmi dalle mie sorelle in Emilia» racconta. «Oggi mi sveglio felice». «La selezione è avvenuta attraverso un bando pubblico collegato a un piano di formazione regionale» chiarisce Emanuele Russo, ventinovenne del rione Sanità e presidente della cooperativa La Sorte, che si occupa della valorizzazione di luoghi abbandonati, e spiega che «il personale incluso ha titoli, ma anche solo la terza media: l’obiettivo è non lasciare indietro nessuno e trasformare spazi mai utilizzati prima, come questo, in opportunità». E Raoul Formicola, stessa età, originario di piazza Garibaldi, studi avviati in Storia dell’arte, ingaggiato sempre dal Mudd, è pronto a presentare l’itinerario sul tetto della cattedrale.
Il percorso inizia nella cappella degli Illustrissimi, che risale al Trecento, adornata dall’Albero di Jesse e dalle Storie della Passione. Da qui si prende l’ascensore (purtroppo non adatto ai disabili), si arriva a 40 metri di altezza e si può entrare dentro la cupola sospesa, sopra l’altare, e guardare dall’interno la struttura in legno che la sostiene, la cosiddetta «foresta» settecentesca. Intorno, un amorino e quel che resta degli affreschi di Giovanni Balducci. «Visibili solo da questa prospettiva» fa notare con entusiasmo Laura Lieto, vicesindaco con delega Unesco, l’organizzazione che più di dieci anni fa ha avviato i primi interventi con il Grande Progetto. «Sogni ripresi finalmente nel 2024 e, grazie a una rete tra pubblico e privati, trasformati in realtà» aggiunge Porzio, ringraziando i partner impegnati con la curia.
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D’improvviso, salita un’ultima rampa di scale, lo sguardo si perde, non ha più confini: ecco Napoli, e il mondo sembra fermarsi. All’inaugurazione il governatore Roberto Fico saluta «i nuovi percorsi e modelli di partecipazione» con una delibera di nove milioni per portare avanti il piano di rilancio. «Il turismo è una grandissima risorsa ma va trattato come un’industria, anche pesante: deve essere diffuso e gestito» rimarca. Il sindaco Gaetano Manfredi sottolinea l’importanza di «far riscoprire Napoli ai napoletani, in questo caso da una prospettiva mai vista». Per i cittadini, l’ingresso è gratuito (su prenotazione). E il cardinale Mimmo Battaglia: «La passeggiata fa alzare lo sguardo, spinge a contemplare la bellezza del cielo». Un invito alla pace; scenari di guerra non sono così lontani. «Per esprimergli solidarietà, ho tentato già in mattinata di mettermi in contatto con Pizzaballa», dice, pensando al cardinale fermato nei pressi del Santo Sepolcro a Gerusalemme. «Salire sui tetti vuole essere un percorso anche interiore. A Napoli Dio è sempre un vicino di casa, uno che ti abita accanto». E il cielo tra le cupole si tocca con un dito.