Detenuti chef e artigiani, con i mercatini di Pasqua: «Il riscatto? È nel lavoro»
Non hanno dubbi i vertici del distretto di Corte di Appello di Napoli, ma anche i docenti e i volontari, gli artisti e gli imprenditori, gli avvocati e le forze dell?ordine giunte...
Non hanno dubbi i vertici del distretto di Corte di Appello di Napoli, ma anche i docenti e i volontari, gli artisti e gli imprenditori, gli avvocati e le forze dell’ordine giunte all’interno del Palazzo di Giustizia di Napoli. Non hanno dubbi su un concetto: non bastano condanne e sequestri, blitz e carcere, per essere in linea con il dettato della Costituzione. Già, perché, al di là del lavoro giudiziario, c’è un’attività che si svolge gomito a gomito con i detenuti, con donne e uomini che si cimentano in attività lavorative. È questo il senso dell’iniziativa presentata ieri nel Nuovo palazzo di giustizia di Napoli, parliamo dei mercatini di Pasqua. Vere e proprie bancarelle, botteghe artigianali in cui sono stati venduti i prodotti di giornate di lavoro: ci sono i prodotti gastronomici, ma anche l’artigianato legato ai vivai, con vere e proprie decorazioni floreali buone ad addobbare le nostre abitazioni anche nelle feste pasquali.