Salerno, Lanocita: «Liberiamoci dal moloch deluchiano»
Per sostenere la candidatura a sindaco di Salerno di Franco Massimo Lanocita potrebbero presto arrivare in città leader nazionali come il presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte e...
Per sostenere la candidatura a sindaco di Salerno di Franco Massimo Lanocita potrebbero presto arrivare in città leader nazionali come il presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte e il segretario di Avs - Sinistra Italiana Nicola Fratoianni. Una capatina potrebbe farla anche il presidente della regione Campania Roberto Fico. Da remoto, a causa di impegni istituzionali, già ieri è arrivato il supporto dell’assessore regionale all’ambiente Claudia Pecoraro. «Salerno ha bisogno di serietà, competenza e spirito costruttivo - scrive Pecoraro - è il tempo di mettere al centro l’interesse della comunità, superando contrapposizioni e personalismi che non aiutano. In questo quadro, restiamo in attesa di comprendere quali scelte intenderà assumere il Pd, con l’auspicio che possa contribuire a un percorso chiaro e responsabile».
E in sala alla presentazione ufficiale c’erano, tra gli altri, i deputati Franco Mari e Felicia Gaudiano; l’ex senatore grillino e sottosegretario allo Sviluppo Economico nel governo Conte Andrea Cioffi; il già consigliere comunale “dissidente” socialista Rino Avella e il super dirigente ex fedelissimo di Vincenzo De Luca, Alberto Di Lorenzo. Da uditrice ha partecipato anche Giovanna Doria, moglie del già sindaco Enzo Napoli che aveva annunciato la sua intenzione di voto. Non in direzione deluchiana. Alla fine il campo largo ha individuato la quadra e ha anche ritrovato l’entusiasmo che ieri mattina si è sentito forte e chiaro alla presentazione della candidatura di Lanocita, nel corso della quale non sono mancate stoccate dirette proprio a Vincenzo De Luca, al Pd salernitano e a quella parte dell’ex coalizione che ha poi deciso di sostenere Armando Zambrano.
Lanocita: «Una battaglia per la felicità»
«Se l’ex sindaco Vincenzo Giordano - attacca subito Lanocita - avesse avuto paura del moloch democristiano, negli anni ‘80 non avremmo avuto la stagione socialista che ha cambiato la nostra città. Oggi siamo qui con quello stesso spirito: vogliamo rompere il moloch deluchiano e liberare Salerno». Gli fanno eco la coordinatrice provinciale M5s Virginia Villani e la segretaria provinciale di Sinistra Italiana Titti Santulli parlando di un «percorso lungo e faticoso» contraddistinto da «momenti di grande tensione».
Come «l’incontro con il Pd salernitano che ha fatto ostruzionismo sostenendo che il loro candidato era Vincenzo De Luca e poi sparendo» o le trattative con le forze politiche e civiche poi uscite dal tavolo «che parlano di cambiamento in programmi e progetti che garantirebbero continuità a metodi e sistemi già esistenti, solo con volti diversi». «Noi - dicono Santulli e Villani - abbiamo l’obiettivo di dare alla città un progetto che possa garantire una migliore qualità di vita. Una città più sostenibile, vivibile, pulita e soprattutto degna della sua gente». Lanocita sgombra subito il campo dai dubbi: «Siamo qui all’esito di un percorso unitario, costruito attraverso battaglie comuni, impegno civile e una visione condivisa di città. Mettiamo al centro l’interesse collettivo, la tutela dei diritti e il futuro di Salerno».
Tre i punti cardine sui quali il candidato si è concentrato ieri mattina iniziando a svelare le proposte della coalizione per il governo della città: «Dobbiamo lavorare per una città diversa da quella che ci lasciano questi amministratori - attacca Lanocita - meno edilizia e più urbanistica. Gli speculatori hanno avuto carta bianca sulla base di un Puc che prevedeva 180mila abitanti, siamo 126mila e non c’è traccia del rispetto degli standard urbanistici. Ci viene consegnata una città dove è prevista quella schifezza di centrale elettrica in via Ligea, serve al porto, va fatta dentro il porto. Le regole non erano uguali per tutti e ce lo ha dimostrato il presidente Fico: in Regione Campania sono state rispettate le regole e non è stata data l’autorizzazione ambientale alle Fonderie Pisano. Cosa che, invece, De Luca ha garantito sottobanco per anni, adesso basta». Anche lo statuto comunale deve cambiare: «Prevedere gli istituti di partecipazione, a partire dai referendum sui beni comuni. Vanno eletti i consigli di circoscrizione affinché le decisioni su cosa fare nei quartieri siano prese da chi ci abita. E se servono fondi per gli organismi, dimezzeremo i compensi di sindaco, assessori e consiglieri».
De Luca, tappa a Fuorni: «Anche qui sarà rivoluzione»
Annunciata la costituzione del Forum dei giovani: «Siamo l’unica città a non averlo. Così come - prosegue - dobbiamo fare di Salerno una vera città universitaria costruendo studentati e mense e una grande biblioteca nell’ex Tribunale». Il terzo e ultimo punto è forse quello più suggestivo e vede Salerno candidata come Capitale della Cultura 2030. «Siamo stati sede della prima e più importante istituzione medica d’Europa nel Medioevo. Un valore potente cosi come è potente il ruolo che ebbero le donne - dice - Salerno capitale italiana della cultura consentirà di riscoprire anche un’identità purtroppo non opportunamente conosciuta e valorizzata, quello della città monastica e conventuale».