Concussione, dirigente del Comune di Benevento arrestato in flagranza: «70mila euro per sbloccare pratiche»
Il Mattino

Concussione, dirigente del Comune di Benevento arrestato in flagranza: «70mila euro per sbloccare pratiche»

Martedì 31 marzo 2026
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I militari del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale dei Carabinieri di Benevento, coordinati dalla Procura Sannita diretta dal Procuratore Nicola D'Angelo, hanno eseguito...

I militari del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale dei Carabinieri di Benevento, coordinati dalla Procura Sannita diretta dal Procuratore Nicola D'Angelo, hanno eseguito l’arresto in flagranza di reato di Gennaro Santamaria, 63 anni dirigente del Comune di Benevento nel settore Servizi del Cittadino e responsabile del Gabinetto del sindaco, gravemente indiziato del delitto di concussione.

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L'operazione trae origine da una denuncia sporta da un libero professionista, amministratore di una società di progettazione locale. Il professionista ha riferito agli inquirenti una reiterata serie di condotte vessatorie poste in essere dal pubblico ufficiale il quale, abusando della propria posizione apicale, avrebbe indebitamente preteso un'ingente somma di denaro in cambio dello sblocco di procedimenti amministrativi e pratiche edilizie.

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Le istanze della vittima erano state appositamente sottoposte a un'anomala stasi istruttoria – tra ritardi burocratici e pretestuose richieste di integrazione documentale – finalizzata a indurre uno stato di soggezione e asfissia economica. Questa escalation è culminata nella richiesta esplicita di 70.000,00 euro per sbloccare l'iter delle pratiche.

I carabinieri sono intervenuti d'iniziativa subito dopo la consegna di una prima tranche di 4.000,00 euro in contanti (denaro precedentemente censito dalla Polizia Giudiziaria e già restituito all'avente diritto). 

Nel corso della successiva perquisizione presso l'abitazione dell'indagato, oltre al sequestro di vari orologi di pregio (del valore stimato in circa 100.000,00 euro), i Carabinieri si sono trovati di fronte a un vero e proprio "archivio" del contante: 157.400,00 euro in banconote (principalmente da 50 e 100 euro) suddivisi con chirurgica precisione in mazzette da 5.000,00 euro ciascuna. Ogni mazzetta era inserita in una busta di carta recante all’esterno l'indicazione a penna della cifra contenuta.

La Procura precisa che le condotte contestate attengono esclusivamente al profilo di responsabilità individuale del dirigente e non risultano estese, né riconducibili, ad altri settori o dinamiche gestionali della macchina amministrativa dell'Ente. Non sono emersi elementi di connessione con la restante struttura comunale.

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