Tenuta Ferrandelle, confiscati quattro terreni del boss Schiavone ?Sandokan?
Il Mattino

Tenuta Ferrandelle, confiscati quattro terreni del boss Schiavone ?Sandokan?

Martedì 31 marzo 2026
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La Corte d'appello di Napoli ha ordinato la confisca di quattro terreni agricoli dell'estensione di circa 15 ettari, per un valore stimato di oltre un milione di euro, facenti parte della...

La Corte d'appello di Napoli ha ordinato la confisca di quattro terreni agricoli dell'estensione di circa 15 ettari, per un valore stimato di oltre un milione di euro, facenti parte della Tenuta Ferrandelle, azienda di Santa Maria la Fossa, di proprietà, prima dell'intervento dello Stato, del capoclan dei Casalesi Francesco "Sandokan" Schiavone. I giudici dell'ottava sezione penale hanno accolto l'istanza presentata dalla Direzione distrettuale antimafia sulla base delle investigazioni economico-patrimoniali effettuate dai miliari della Guardia di Finanza di Caserta. Indagini da cui è emerso che una parte sostanziosa dei terreni della tenuta agricola, pari a quasi 15 ettari su 56, erano sfuggiti al primo sequestro del 1996, poi tramutatosi in confisca definitiva. Quei terreni sottratti al clan sono stati in seguito assegnati alla società consortile Agrorinasce, che amministra 160 beni confiscati al fine di valorizzarli e a destinarli ad uso sociale; un'altra parte della tenuta era stata invece assegnata allo Stato durante l'emergenza rifiuti per farvi un centro di stoccaggio (l'area è poi andata alla Regione).

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E proprio Agrorinasce, quando prese possesso dei fondi che le erano stati assegnati, si è accorta che su una parte consistente della tenuta non poteva accedere, visto che su una quindicina di ettari c'era stato un frazionamento degli appezzamenti di terreno, che erano poi rimasti nella proprietà dei prestanome di Sandokan; un frazionamento probabilmente realizzato proprio con l'intenzione di sottrarre una parte della tenuta alla confisca. La segnalazione è partita dalla denuncia di Agrorinasce, ed è così che sono iniziate le indagini dei finanzieri del Nucleo di polizia economico-finanziaria - sezione misure di prevenzione - guidati dal tenente colonnello Carlo Cardillo. I militari delle Fiamme Gialle hanno dovuto fare un lavoro complesso andando a scavare anche in vecchie sentenze risalenti agli anni 80 per ricostruire l'esatta estensione, l'assetto proprietario della tenuta, i frazionamenti e i vari intestatari; ed è così emerso che i quattro appezzamenti per 15 ettari erano ancora nella titolarità di contadini ritenuti da sempre prestanome del capoclan, anche sulla base di sentenze che ne hanno riconosciuto l'interposizione fittizia.

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