La morte di Domenico, Oppido interrogato tre ore e mezza. Gli avvocati: «Cuore danneggiato? Nessuna comunicazione»
«Ci sono dati che dimostrano che la cartella della circolazione extracorporea del piccolo Caliendo è inattendibile e riporta dati ingiustificabili e incomprensibili»....
«Ci sono dati che dimostrano che la cartella della circolazione extracorporea del piccolo Caliendo è inattendibile e riporta dati ingiustificabili e incomprensibili». È quanto hanno dichiarato ai giornalisti gli avvocato Vittorio Manes e Alfredo Sorge, al termine dell'interrogatorio preventivo davanti al gip di Napoli Mariano Sorrentino del cardiochirurgo Guido Oppido, chiamato a rispondere del reato di falso contestato dalla Procura (pm Giuseppe Tittaferrante, procuratore aggiunto Antonio Ricci) dopo la morte del piccolo Domenico Caliendo.
Nel corso dell'interrogatorio del medico, durato circa tre ore e mezza, hanno spiegato i due avvocati, "è stato offerta una prova di natura scientifica che sostiene che i dati dell'accusa non sono supportati da certezza, ci sono dei limiti temporali che sappiamo essere acquisiti con video e foto, agli atti e messi disposizione degli avvocati della difesa dalla procura». In sostanza, hanno ribadito i due legali, è stata provata «la corretta sequenza degli eventi e anche la correttezza dell'operato» di Oppido.
«Il compito di chi è al tavolo operatorio è quello di stare attenti a quello che si fa. Il contenitore è stato aperto dopo 12 minuti, perché non è stato comunicato che c'erano problemi dopo l'apertura? Ma questa domanda non possiamo rivolgerla al dottor Oppido» hanno detto gli avvocati Vittorio Manes e Alfredo Sorge hanno risposto ai giornalisti che, al termine dell'interrogatorio preventivo del cardiochirurgo Guido Oppido, gli hanno chiesto come mai il medico non avesse controllato lo stato in cui era giunto a Napoli l'organo prelevato a Bolzano dall'equipe dell'espianto del Monaldi coordinata dalla dottoressa Gabriella Farina.
La risposta dell'avvocato della famiglia Caliendo
«La difesa di Oppido sostiene che il clampaggio del cuore del donatore sia avvenuto alle 14,25-14,26. La cartella clinica — firmata dalla perfusionista e dall'anestesista in tempo reale — dice 14:18. Una correzione che il primario non ha ritenuto necessaria finché non è iniziata l'indagine penale». Così, l'avvocato Francesco Petruzzi, legale della famiglia del piccolo Domenico Caliendo, in una nota diffusa dopo aver appreso le dichiarazioni rilasciate dagli avvocati del cardiochirurgo Guido Oppido al termine dell'interrogatorio preventivo sostenuto davanti al GIP di Napoli. «Dalla stessa difesa parrebbe emergere un video con contrazioni cardiache alle 14,34. Se il clampaggio fosse alle 14,25-14,26, l'espianto sarebbe durato otto minuti: impossibile per qualsiasi cardiochirurgo al mondo. Se fosse alle 14:18, come documentato, quelle stesse contrazioni sono perfettamente compatibili con la fisiologia: un cuore espiantato batte ancora per 3-5 minuti». «La difesa di Oppido - prosegue Petruzzi - ha trovato un video e ha cambiato l'orologio. Noi abbiamo la cartella clinica e la scienza».