Porti, a Torre Annunziata l?azienda big della logistica: «Salto in avanti con Fhp»
Il Polo cerealicolo di Torre Annunziata entra nel gruppo leader italiano della logistica portuale e ferroviaria delle merci rinfuse. La FHP Group, che fa riferimento al maggiore gestore italiano...
Il Polo cerealicolo di Torre Annunziata entra nel gruppo leader italiano della logistica portuale e ferroviaria delle merci rinfuse. La FHP Group, che fa riferimento al maggiore gestore italiano di fondi infrastrutturali F2i SGR, ha acquisito, infatti, il 60% della Solacem, un’azienda che è riuscita negli anni a ritagliarsi un importante ruolo del movimentazione dei cereali: basti pensare che da sola, nel porto di Torre Annunziata, è riuscita a trattarne il 30% che arrivano nei porti di Napoli e Salerno.
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Una importante realtà, dunque, che ora si prepara «ad un nuovo salto in avanti perché - come ha sottolineato Paolo Cornetto, ceo di FHP - l’operazione rappresenta un importante passo nel percorso di crescita della società e consente a FHP di rafforzare ulteriormente la propria presenza nel sistema logistico portuale italiano, aggiungendo un nuovo tassello al piano di sviluppo infrastrutturale del gruppo nel Sud Italia».
Gli obiettivi
«Con questa operazione - ha aggiunto Cornetto - continuiamo ad andare avanti nella strategia di crescita nel settore delle rinfuse e del project cargo. L’investimento in Solacem rappresenterà per noi la prima vera presenza in un porto specializzato nella movimentazione dei prodotti cerealicoli. Insieme ai nostri nuovi partner abbiamo obiettivi ambiziosi di crescita che sono certo riusciremo insieme a cogliere».
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Un nuovo cambio di paradigma, dunque, a cui hanno contributo in maniera rilevante Giuseppe Rocco, ceo di Solacem, confermato alla guida della società dal nuovo socio di maggioranza, e Umberto Masucci, presidente di FHP, e ora anche presidente di Solacem, profondo conoscitore delle dinamiche dello shipping e tenace sostenitore della forza propulsiva del Mezzogiorno. Con l’ingresso di FHP il nuovo assetto di Solacem ora è 60% FHP, 20% della K4 di Giuseppe Rocco e 20% di Finagrit della famiglia Langella.
«L’ingresso di FHP rappresenta un passaggio strategico che rafforza ulteriormente il percorso di crescita di Solacem e consolida la collaborazione industriale tra i soci. Questa operazione apre inoltre nuove prospettive di sviluppo nel sistema portuale e logistico nazionale», ha detto Pasquale Langella, ceo di Finagrit.
«L’arrivo di un partner infrastrutturale di primo piano come FHP rappresenta un’opportunità importante per la crescita Solacem. Continueremo a sviluppare la società rafforzando il suo ruolo nella logistica portuale e nella movimentazione dei cereali, accompagnando al tempo stesso nuove iniziative di sviluppo nel sistema portuale del territorio», ha detto Giuseppe Rocco, ceo di K4 e Solacem.
Le opere
Il cambio di paradigma si completa con il fatto che l’arrivo a Torre Annunziata di FHP è coinciso con la presentazione al Comune del Progetto di fattibilità tecnico ed economico delle opere di messa in sicurezza del bacino portuale. Il progetto, finanziato dalla Regione Campania ed elaborato dall’Rtp Via e Sispi con il coordinamento dell’ingegnere Marco Di Stefano, prevede un finanziamento complessivo di circa 33 milioni di euro di cui 6,3 finanziati dalla Regione su fondi Poc 2021/27 e la restante parte per oltre 26 milioni di euro finanziati dal ministero dei Trasporti.
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Il progetto prevede il prolungamento della diga foranea a gettata con massi naturali e tetrapodi e la formazione di una barriera soffolta di quasi 300 metri che ha lo scopo di intrappolare i sedimenti trasportati dalla corrente, responsabili dei fenomeni di insabbiamento che per anni hanno mortificato la funzionalità dello scalo. Ma tali opere rappresentano solo il punto di partenza di una serie di scenari di sviluppo che sono stati illustrati dal gruppo di progettazione e potrebbero portare a realizzare da un lato un nuovo terminal Ro-Ro e dall’altro un grande porto turistico con la riqualificazione dell’intero waterfront. Attività che potrebbero essere sostenute con il Partenariato pubblico privato tenuto conto che l’investimento complessivo è stimato in oltre 250 milioni di euro e che potrebbero fornire importanti risposte al sistema dei porti della Campania. Il progetto è seguito con molta attenzione dal vice presidente Mario Casillo che è in continuo contatto con il Mit per garantire la continuità dei finanziamenti.