Benevento: mazzette per le pratiche, dirigente Santamaria in cella
Il Mattino

Benevento: mazzette per le pratiche, dirigente Santamaria in cella

Mercoledì 1 aprile 2026
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Dalla tarda serata di lunedì è rinchiuso nel carcere di contrada Capodimonte Gennaro Santamaria, 63 anni, dirigente di primo piano del Comune capoluogo gravemente indiziato del reato...

Dalla tarda serata di lunedì è rinchiuso nel carcere di contrada Capodimonte Gennaro Santamaria, 63 anni, dirigente di primo piano del Comune capoluogo gravemente indiziato del reato di concussione. L’arresto è scattato da parte dei carabinieri del Reparto investigativo del Comando provinciale dopo che il funzionario aveva ricevuto, in un bar di via Napoli al rione Libertà, una tangente di quattromlia euro, da un geometra titolare di uno studio tecnico. L’uomo aveva versato questa prima rata nel bar dopo una richiesta di denaro di 70mila euro.

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Chiaramente le banconote versate erano state in precedenza fotosegnalate dai carabinieri che hanno atteso lo scambio all’interno del bar e, una volta uscito dal locale, il funzionario è stato bloccato. Sono stati sequestrati nella sua auto appunti inerenti delle pratiche. Infine è stato condotto presso la caserma di via Meomartini dove è rimasto fino a tarda sera.

Le perquisizioni

Nel frattempo sono scattate le perquisizioni sia nella sua abitazione sia negli uffici comunali dove operava, sia in quello principale a Palazzo Mosti sia nel secondo ufficio ubicato a viale Principe di Napoli. I carabinieri hanno riferito le varie fasi dell’arresto e soprattutto il risultato delle perquisizioni, in particolare l’esito di quella nella sua abitazione, al magistrato Maria Colucci, che era titolare del fascicolo sin dal momento in cui era stata presentata la denuncia da parte del geometra ed erano scattate le indagini, e al procuratore Nicola D’Angelo, che ha adottato il provvedimento di arresto in carcere.

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Le indagini hanno avuto inizio da una dettagliata denuncia sporta da un geometra amministratore di una società di progettazione locale che aveva visto le sue istanze per ottenere licenze edilizie bloccate negli uffici comunali. Un comportamento che andava avanti, secondo l’accusa, da circa tre anni. Le istanze del geometra erano state artatamente sottoposte a una anomala stasi, tra ritardi burocratici e pretestuose richieste d’integrazione documentale, finalizzata a provocare uno stato di difficoltà economica per l’amministratore della ditta.

La vessazione

Condotte ritenute vessatorie e poste in essere dal pubblico ufficiale Santamaria che, abusando della propria posizione, avrebbe preteso il denaro. Questa escalation di ostacoli nei confronti delle pratiche urbanistiche del geometra è culminata nella richiesta esplicita di 70.000 euro per sbloccare l’iter delle istanze. Subito dopo l’arresto c’è stata una perquisizione presso l’abitazione dell’indagato.

Qui oltre al sequestro di vari orologi di pregio che secondo una prima stima hanno un valore di centomila euro, i carabinieri si sono trovati di fronte a un vero e proprio archivio. Nella sua abitazione sono state infatti rinvenute 157.400 euro in banconote principalmente da 50 e 100 euro, suddivise con precisione in mazzette da 5.000 euro ciascuna. Ogni mazzetta era inserita in una trentina di buste di carta recante all’esterno l’indicazione a penna della cifra contenuta e con l’indicazione di alcuni uffici comunali. In una busta inoltre c’era un assegno. Buste collocate in due casseforti che erano all’interno dell’abitazione.

Le cassaforti

Lo stesso funzionario arrestato ha indicato ai carabinieri l’ubicazione dei due forzieri. Allo stato attuale delle indagini, secondo una nota degli inquirenti, i reati contestati attengono esclusivamente al profilo di responsabilità individuale del dirigente e non risultano estese, né riconducibili, ad altri settori o comportamenti. L’indagine ha inteso cristallizzare la condotta isolata di un singolo, senza che siano emersi elementi di connessione con la restante struttura comunale.

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«Questo risultato investigativo dimostra - ha scritto il procuratore Nicola D’Angelo - come la legalità non possa essere delegata esclusivamente all’azione repressiva della Procura della Repubblica o delle Forze dell’Ordine. Il vero e insuperabile argine contro ogni forma di sopruso, concussione o condizionamento illecito risiede nel sentimento di legalità dei cittadini e nella loro determinazione a non piegarsi alle logiche del malaffare».

La collaborazione

Da qui un appello dopo il rinvenimento di somme di denaro così ingenti e non giustificate, a richiamare l’urgenza di fare fronte comune contro ogni forma di prevaricazione. Per questo motivo, la Procura della Repubblica di Benevento «invita fermamente cittadini, professionisti e imprenditori a non subire in silenzio, ma a denunciare tempestivamente qualsiasi episodio di concussione, estorsione o comunque di pressione illecita di cui siano stati vittime o testimoni». Sin dal primo momento dell’arresto il dirigente ha nominato come suo difensori Andrea De Longis e Antonio Di Santo. Ora si attende l’interrogatorio da parte del Gip chiamato a convalidare l’arresto. Nella mattina di ieri i legali del dirigente lo hanno incontrato in carcere e Santamaria si è informato solo sui tempi dell’interrogatorio di convalida.

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