Napoli, le famiglie dei bambini cardiopatici del Monaldi trasferiti in altri ospedali: «Ripristinate la chirurgia»
Il Mattino

Napoli, le famiglie dei bambini cardiopatici del Monaldi trasferiti in altri ospedali: «Ripristinate la chirurgia»

Mercoledì 1 aprile 2026
6 visualizzazioni

Molti dei bambini cardiopatici in cura presso l'ospedale Monaldi di Napoli, fanno sapere le famiglie, si vedono costretti a un trasferimento presso altre strutture ospedaliere,...

Molti dei bambini cardiopatici in cura presso l'ospedale Monaldi di Napoli, fanno sapere le famiglie, si vedono costretti a un trasferimento presso altre strutture ospedaliere, soprattutto al Bambino Gesù di Roma.

In una nota i genitori chiedono «il ripristino, dove possibile, delle attività chirurgiche complesse presso il Monaldi» e «l'attivazione urgente di misure di supporto economico per i trasferimenti. A queste difficoltà - viene sottolineato - si aggiungono pesanti conseguenze economiche: trasferimenti improvvisi, spese di viaggio, soggiorni prolungati lontano da casa e costi quotidiani che gravano interamente sui nuclei familiari. Al momento, infatti, non risulta previsto alcun supporto economico strutturato da parte dell'azienda sanitaria, lasciando le famiglie sole ad affrontare un carico insostenibile».

APPROFONDIMENTI Domenico Caliendo, i chirurghi: «Cartella clinica corretta, niente falsi sull’espianto»La morte di Domenico, Oppido interrogato tre ore e mezza. Gli avvocati: «Cuore danneggiato? Nessuna comunicazione»Patrizia Mercolino: «Non andremo al Monaldi per la messa di Domenico, lo ricorderemo noi a Nola»

Le famiglie denunciano inoltre «la mancanza di chiarezza sulle tempistiche e sulle modalità dei trasferimenti; l'assenza di un accompagnamento organizzativo adeguato; la difficoltà nel gestire lavoro, altri figli e vita quotidiana lontano dalla propria città; l'impatto emotivo devastante legato allo spostamento forzato in un momento già estremamente delicato».

Domenico Caliendo, parla Oppido: «Mettetevi nei miei panni, io qui non dovrei esserci»

Per le famiglie dei bimbi cardiopatici «appare ancora più incomprensibile l'attuale situazione se si considera che, in passato, il reparto di cardiochirurgia del Monaldi ha rappresentato un'eccellenza nel Sud Italia. Sotto la guida del dottor Oppido, è stato possibile garantire continuità e qualità assistenziale anche in condizioni complesse, portando avanti il reparto con professionalità e dedizione». Oggi, invece, «percepiscono un arretramento significativo nella capacità di gestione e risposta, che si traduce direttamente in disagi concreti per i pazienti più fragili».

Condividi questo articolo