Famiglia nel bosco, Catherine può riabbracciare i figli (dopo 25 giorni): incontro protetto nella casa famiglia di Vasto
PALMOLI Primo incontro dopo 25 giorni. Oggi Catherine, salvo cambiamenti dell'ultimo minuto, potrà riabbracciare i suoi tre figli, ospiti nella casa famiglia a Vasto, dove vivono dal 20...
PALMOLI Primo incontro dopo 25 giorni. Oggi Catherine, salvo cambiamenti dell'ultimo minuto, potrà riabbracciare i suoi tre figli, ospiti nella casa famiglia a Vasto, dove vivono dal 20 novembre 2025. Un momento particolarmente atteso, che arriva dopo 25 giorni di separazione. L'ultimo contatto diretto tra la donna e i bambini risale infatti al 6 marzo scorso, quando il tribunale per i minorenni dell'Aquila ha disposto il suo allontanamento con decreto.
APPROFONDIMENTI VideoFamiglia nel bosco, Catherine e Nathan in Senato: le foto
Nei giorni scorsi, gli avvocati Marco Femminella e Danila Solinas avevano depositato istanza per far incontro i bambini e la madre. In una prima fase, nonostante il provvedimento del tribunale non lo prevedesse, era stata concessa a Catherine la possibilità di vivere all'interno della comunità insieme ai figli. Una scelta che, per i servizi sociali, rispondeva all'esigenza di rendere meno traumatico il distacco dall'ambiente familiare originario, favorendo un adattamento progressivo dei minori al nuovo contesto educativo e relazionale.
Col passare dei giorni, tuttavia, la situazione è stata oggetto di nuove valutazioni da parte degli operatori. Dalle relazioni redatte dalla struttura e trasmesse agli organi competenti è emerso un quadro diverso rispetto a quello iniziale. La presenza della madre è stata ritenuta «gravemente ostativa agli interventi programmati» e, soprattutto, «pregiudizievole per l'equilibrio emotivo e l'educazione dei minori». Una formulazione che ha determinato un cambio di indirizzo nella gestione del caso.
Alla luce di tali elementi, la casa famiglia ha deciso di non rendersi più disponibile ad accogliere la donna al proprio interno. Dal 6 marzo, quindi, ogni contatto diretto è stato interrotto. I rapporti tra Catherine e i bambini sono proseguiti esclusivamente a distanza, attraverso videochiamate organizzate con il supporto del marito Nathan e sotto la supervisione dei responsabili della comunità. Inizialmente erano previste tre chiamate a settimana, con comunicazione alla madre data la mattina stessa o il giorno precedente. Una modalità che consentiva comunque una certa continuità nel legame affettivo.
Con il tempo, però, anche queste occasioni di contatto sarebbero state ridimensionate. La frequenza delle videochiamate è stata progressivamente ridotta, in linea con le indicazioni emerse dalle valutazioni degli operatori. Nathan continua a mantenere un ruolo di interlocutore con la struttura, fungendo da tramite nei contatti consentiti e ricevendo le comunicazioni relative alle modalità di relazione con i figli.
In questo contesto, l'incontro previsto per oggi assume un valore particolarmente significativo. Si tratta del primo momento di riavvicinamento in presenza dopo settimane di distanza e rappresenta un passaggio importante all'interno di un percorso ancora in evoluzione. Non è chiaro, al momento, con quali modalità si svolgerà l'incontro, se protetto, supervisionato o con tempi contingentati. Avverrà sotto l'attenzione degli operatori e nel rispetto delle disposizioni dei servizi sociali.
Nei giorni scorsi, Nathan ha avuto un colloquio con l'assistente sociale Veruska D'Angelo, che segue la vicenda, da cui è emersa appunto la possibilità di un incontro tra bambini e madre. Era presente anche la garante regionale per l'infanzia e l'adolescenza Alessandra De Febis e un mediatore culturale.