Pozzuoli, auto pagate e mai consegnate: la concessionaria sotto assedio
Il Mattino

Pozzuoli, auto pagate e mai consegnate: la concessionaria sotto assedio

Giovedì 9 aprile 2026
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È riuscito a malapena a salutare i suoi 900mila follower con il solito ?Buongiorno famiglia mia? scandito insieme alla figlia ad apertura di un video promozionale da destinare a...

È riuscito a malapena a salutare i suoi 900mila follower con il solito “Buongiorno famiglia mia” scandito insieme alla figlia ad apertura di un video promozionale da destinare a Tik Tok quando è scattata la protesta. Clienti provenienti da ogni parte della Campania hanno chiesto indietro i soldi delle auto pagate e mai ricevute. Nel mirino ieri mattina è finito il titolare di una concessionaria di auto usate a Bacoli, accusato di aver intascato decine di migliaia di euro per utilitarie e suv mai consegnati. Casi finiti all’attenzione di carabinieri, polizia e guardia di finanza e denunciati in tutta Italia dagli ignari clienti che nei mesi scorsi si erano recati presso l’autoparco di viale Olimpico attirati da prezzi convenienti e pagamenti senza busta paga.

Il caso

Dal sogno di un’auto nuova all’incubo di perdere i risparmi il passo è stato breve. Il modus operandi, raccontato in decine di querele, è sempre lo stesso: auto pagate e mai consegnate dall’imprenditore che, in molti casi, le avrebbe anche vendute nonostante fermi amministrativi mai resi noti; veicoli con guasti ai motori che si sono manifestati dopo pochi chilometri percorsi e interventi su parti meccaniche e carrozzeria mai eseguiti nonostante accordi precontrattuali e attese. Vicende raccontate nei giorni scorsi dal Mattino e che ieri hanno portato anche una troupe di Rete 4 a recarsi sul posto insieme ai clienti che a più riprese hanno inveito contro il venditore. Tra di loro c’era anche una 54enne di Marano che dopo aver acquistato per 8500 euro una Fiat 500 L, che le sarebbe servita per il trasporto della figlia disabile, ha scoperto che i chilometri riportati sul display digitale (160mila) non corrispondevano a quelli reali (circa 500mila). Ricevuta una seconda auto, a sua volta scopriva che questa aveva circa 59mila euro di fermi amministrativi.

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La truffa

«Tengo a precisare che ho una figlia disabile e a seguito della truffa non ho più un veicolo che possa permettermi di svolgere le attività quotidiane che le servono, come le terapie e le visite ospedaliere» ha raccontato ieri la donna che ha segnalato la presenza, all'interno dell'autoparco, con targa polacca della prima auto da lei acquistata . Tra il venditore accusato di truffa e i clienti si sono vissuti attimi di forte tensione a tal punto da richiedere l’intervento dei carabinieri. «Voi state facendo un abuso a casa mia, state montando delle cose sbagliate nei miei confronti», si è difeso l’imprenditore mentre riprendeva la protesta.

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