America's Cup, Sport e Salute svela i render: a Bagnoli l'hub della vela
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Viste dall’alto, le basi dei team che daranno vita l’anno prossimo alla 38esima edizione della Louis Vuitton America’s Cup spiegano perché anche sotto l’aspetto logistico la scelta di Napoli è stata azzeccata. I render svelati ieri in anteprima da Sport e Salute, il soggetto attuatore dell’evento, rendono l’idea di un grande e razionale “villaggio della vela”, perfettamente incastonato nel contesto ambientale di Bagnoli, con le “squadre” alloggiate in moduli funzionali lungo la costa e gli ampi spazi destinati al pubblico quasi a ridosso, con la possibilità di seguire in diretta, attraverso i maxischermi, le manovre delle barche in acqua. Un “hub internazionale della vela” a tutti gli effetti, per dirla sempre con Sport e Salute. Niente di invasivo ma soluzioni organizzative scelte da un lato per sottolineare l’unicità dell’impatto con lo scenario che ospiterà le regate e dall’altro per favorire le esigenze operative delle “squadre” e il coinvolgimento degli spettatori.
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Insomma, per diventare Capitale internazionale della vela Napoli non si è dovuta snaturare e, anzi sembra già sfruttare il vento migliore per centrare i grandi obiettivi di questa sfida, e cioè il successo sportivo dell’America’s Cup e il definitivo recupero di Bagnoli. Lo conferma anche l’annuncio degli statunitensi di American Racing Challenger di iscriversi alla manifestazione, sesto team in gara in attesa del settimo che dovrebbe essere ufficialmente reso noto quanto prima ma si parla di Australia (l’ACP, l’Associazione America’s Cup Partnership, costituita dai team già iscritti, aveva considerato non vincolante la scadenza del 31 marzo per la partecipazione di nuovi sfidanti, mantenendo aperta la competizione ad altre adesioni). Una notizia, quella dell’ok degli americani, che il ministro dello Sport Andrea Abodi commenta con evidente soddisfazione: «La partecipazione di una 'sfida' statunitense alla 38/a edizione della Louis Vuitton America's Cup conferma la globalità di questo evento e il fascino di esserne parte – dice -. La flotta presente a Napoli si amplia a sei squadre, segnando un passo significativo in termini di attrattività e partecipazione internazionale». Abodi ci contava e non da ieri: «Ero convinto, come dissi qualche mese fa, che gli statunitensi non potessero fare a meno di questa competizione e consigliai pazienza, lasciando le parti al confronto. Alla fine, le controversie sono state superate e potremo assistere allo spettacolo della vela al massimo livello di competitività, anche tecnologica, alla presenza di tutte le sue componenti storiche, con l'Italia ancora una volta al centro del mondo», sottolinea il ministro.
LA NUOVA BAGNOLI
Dai render mostrati ieri si capisce bene come saranno organizzate le basi dei team a Bagnoli. I detentori del trofeo, il defender Emirates Team New Zealand, hanno scelto il loro spazio, così come i quattro challenger di altissimo livello — Luna Rossa per l'Italia, Alinghi per la Svizzera, GB1 per il Regno Unito e K-Challenge per la Francia. Gli Usa e il settimo equipaggio - saranno australiani - faranno altrettanto nei prossimi giorni. I tempi sono in fase di definizione ma già le scadenze si avvicinano. I primi cinque team potrebbero arrivare a Bagnoli entro il prossimo mese di giugno, prendendo confidenza con l’area delle regate e le strutture logistiche, in considerazione del fatto che gli interventi di riqualificazione dell’area procedono nel rispetto dei tempi previsti. Un dato, quest’ultimo, reso possibile dalla forte sinergia messa in campo «dal Governo italiano tramite il commissario straordinario Gaetano Manfredi, dal ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi, da Sport e Salute, dal Comune di Napoli, da Invitalia e dall'organizzazione dell'America's Cup», come sottolinea in una nota Sport e Salute, la società in house del Mef guidata dal presidente Marco Mezzaroma e dall’amministratore delegato e direttore generale Diego Nepi Molineris.
Se dunque sarà Cagliari ad ospitare la prima regata preliminare, dal 21 al 24 maggio, a Napoli subito dopo si inizierà a respirare l'atmosfera della competizione, con «Bagnoli primo segnale concreto di ciò che porterà il 2027: uno degli eventi sportivi più iconici al mondo, per la prima volta in Italia». È per questo che i progressi ambientali e infrastrutturali relativi al recupero dell’area assumono un’importanza decisiva. Gli ultimi aggiornamenti confortano l’ottimismo: i lavori preliminari di dragaggio procedono speditamente e le rassicurazioni fornite dall’Arpac a proposito dei livelli di intorbidimento delle acque - tre volte inferiori alla soglia di guardia – rafforzano la credibilità delle operazioni e soprattutto accelerano i tempi successivi, a cominciare da quelli previsti per il trasferimento della sabbia presumibilmente contaminata verso siti esteri (si parla in particolare di Olanda e Belgio). Per il 14 aprile prossimo ci sarà comunque a Roma una cabina di regia con tutti i soggetti interessati per approvare i progetti esecutivi delle opere a mare. Tra essi c’è anche la costruzione di una scogliera finalizzata a creare un bacino d’acqua protetto, destinato all’approdo delle grandi imbarcazioni. Opportuna e saggia anche la decisione di trasportare via mare i materiali necessari per ridurre al minimo gli inevitabili disagi per i quartieri limitrofi.