Napoli, blitz nel centro demolizioni a Secondigliano: trovato un arsenale, arrestato 29enne
Venti di faida soffiano a Secondigliano, scatta la task force per provare ad arginare, prima che sia troppo tardi, l?ultima escalation di sangue e piombo. Dopo i recentissimi agguati, su...
Venti di faida soffiano a Secondigliano, scatta la task force per provare ad arginare, prima che sia troppo tardi, l’ultima escalation di sangue e piombo. Dopo i recentissimi agguati, su tutti quelli tesi a due rampolli del clan Licciardi, lo Stato prova a riprendere il controllo del quartiere e, in generale, dell’area nord di Napoli.
APPROFONDIMENTI Napoli, imprenditore antiracket nel mirino della camorra: raid incendiario all’ufficioNapoli, blitz a Scampia: catturato il narcos del clan Amato-PaganoNapoli, blitz antidroga a Secondigliano: 11 arresti tra Vanella-Grassi e clan Licciardi
In quest’ottica, quello messo a segno oggi pomeriggio è stato certamente un colpo investigativo di rilievo: a finire in manette è stato il ventinovenne Stefano Margarita, cugino del più noto Saverio Emanuele Margarita, considerato da inquirenti e investigatori uno degli uomini del clan Amato-Pagano incaricati della riscossione del racket. Tornando al blitz, sotto sequestro sono finiti mezzo chilo di cocaina, una pistola calibro 7,65 carica, due fucili calibro 12 e circa 40 cartucce dello stesso calibro. Un vero arsenale da guerra.
Secondigliano, lavori ok nuova vita per la piscina: «Lo sport salva i giovani»
A entrare in azione sono stati ancora una volta i poliziotti del commissariato Secondigliano, diretto dal vicequestore Tommaso Pintauro, profondi conoscitori del territorio e delle sue dinamiche criminali, che già da qualche tempo stavano monitorando i movimenti di Stefano Margarita. La retata è scattata quando il ventinovenne si è intrufolato in un centro demolizioni di via Casoria, già sottoposto a sequestro.
Poco dopo aver scavalcato il cancello, il sospettato è stato subito bloccato. A quel punto, con il supporto dell’unità cinofila dell’Ufficio prevenzione generale della questura, i poliziotti hanno passato al setaccio l’intera area e le sorprese non si sono fatte attendere. Tra le lamiere di vecchie auto cannibalizzate e materiali di risulta, gli agenti hanno scoperto mezzo chilo di cocaina (cir»ca 120 dosi e un panetto ancora da frazionare), una pistola carica, due fucili e decine di munizioni.
Napoli, partono i lavori alla piscina comunale di Secondigliano: «A fine 2027 l'apertura»
Le tre armi sono risultate oggetto di furto, motivo per il quale Margarita è stato arrestato anche per ricettazione, oltre che per detenzione di stupefacenti, di armi da fuoco e violazione di sigilli. Per lui si sono quindi spalancate le porte del carcere di Poggioreale, dove resta detenuto in attesa dell’udienza di convalida. Toccherà nei prossimi giorni al suo difensore, il penalista Domenico Dello Iacono, provare ad aprire una breccia in un quadro indiziario fin qui granitico. Le armi sequestrate saranno invece sottoposte a breve agli accertamenti tecnici di routine chiamati ad accertarne l’eventuale impiego in recenti fatti di sangue o raid di tipo intimidatorio. Si torna a scavare dunque negli equilibri criminali dell’area nord, mentre gli investigatori mantengono alta l’attenzione su possibili nuovi sviluppi. La tensione resta alle stelle.