Sicurezza, migranti e rimpatri: in Irpinia il trilaterale con Germania e Francia
Il cuore della diplomazia europea in materia di sicurezza torna a battere in Irpinia. I prossimi venerdì 17 e sabato 18 aprile, le delegazioni dei ministeri dell?Interno di Italia,...
Il cuore della diplomazia europea in materia di sicurezza torna a battere in Irpinia. I prossimi venerdì 17 e sabato 18 aprile, le delegazioni dei ministeri dell’Interno di Italia, Francia e Germania si ritroveranno a Mirabella Eclano per un cruciale vertice trilaterale.
A fare gli onori di casa sarà il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, che accoglierà i suoi omologhi Laurent Nuñez (Francia) e Alexander Dobrindt (Germania). I lavori si apriranno formalmente venerdì sera con l’arrivo delle delegazioni a Villa Orsini e una cena di gala, per poi entrare nel vivo dei tavoli tecnici nella giornata di sabato.
APPROFONDIMENTI Migranti, rimpatriato un irregolare su 4: il 14% in più rispetto al 2023. Il Viminale: «I dati sulla sicurezza erano peggiori rispetto ad oggi»
L'agenda
Al centro del vertice un’agenda dettata dall’urgenza dei tempi. I tre ministri affronteranno i nodi nevralgici della tenuta interna europea: l’immigrazione irregolare, la cooperazione transfrontaliera sulla sicurezza, la repressione della criminalità organizzata transnazionale e il contrasto del traffico di esseri umani. Ma il vero snodo politico dell’incontro irpino sarà l’applicazione del Regolamento europeo sui rimpatri.
La normativa, attualmente incasellata nel delicato processo del Trilogo europeo (il negoziato tra Parlamento, Commissione e Consiglio), rappresenta il banco di prova su cui si misurerà la reale capacità dell’Unione di dotarsi di una politica migratoria credibile e intransigente. L’obiettivo dell’asse Roma-Parigi-Berlino è presentarsi a Bruxelles con una posizione granitica e condivisa per accelerare l’iter di attuazione di un regolamento che la stessa presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen ha deciso di interpretare in senso più restrittivo. L’intesa tra i tre Paesi nasce pertanto dalla consapevolezza di condividere vulnerabilità simili, seppur declinate secondo geografie di crisi profondamente diverse. L’Italia rappresenta infatti la trincea del Sud Europa, costantemente esposta alla pressione degli sbarchi nel Mediterraneo e alla gestione della prima accoglienza; la Francia affronta il collasso del controllo dei flussi interni e le gravi tensioni ai confini settentrionali, con la zona di Calais che rimane un hub critico per i migranti diretti oltre Manica; la Germania sconta la duplice pressione derivante dai continui flussi della rotta balcanica e dalle ondate migratorie strutturali provenienti dal quadrante ucraino.
Meloni scuote la testa durante intervento di Schlein alla Camera: È tutto falso
I precedenti
Il vertice di Mirabella Eclano rappresenta il terzo capitolo di un formato politico-diplomatico ristretto inaugurato lo scorso anno per bypassare le lentezze burocratiche dei 27. Dopo il primo storico incontro di Roma (29 agosto 2025) e il successivo vertice di Parigi (2 dicembre 2025), l’appuntamento italiano porta con sé un inevitabile carico emotivo. La tabella di marcia, infatti, avrebbe previsto una tappa intermedia a Monaco di Baviera nell’ottobre del 2025, ma l’appuntamento fu drammaticamente cancellato a seguito del rischio terroristico che colpì l’Oktoberfest. Quel trauma ha rafforzato nei tre ministri la convinzione che la gestione incontrollata dei confini e la sicurezza interna siano facce della stessa medaglia, rendendo il vertice del prossimo fine settimana ancora più stringente. D’altra parte, la scelta di riportare la grande diplomazia internazionale nel cuore della Campania non è casuale. L’idea di ritornare in Irpinia è maturata lo scorso 22 gennaio, durante il vertice GAI (Giustizia e Affari Interni) tenutosi a Nicosia, a Cipro. In quell’occasione, tra i partner europei erano ancora vivi gli echi del successo organizzativo e della bellezza paesaggistica che fecero da cornice al G7 dei ministri dell’Interno coordinato dall’Italia nell’ottobre 2024. Ecco perché il Viminale ha così deciso di puntare nuovamente sulla «diplomazia dei territori», trasformando Mirabella Eclano da suggestivo borgo irpino a capitale europea della sicurezza. In attesa di decisioni che potrebbero anche ridisegnare il futuro di Schengen.