Intervista all'assessore Claudia Pecoraro: «Via tutte le ecoballe entro fine legislatura»
Claudia Pecoraro, assessore regionale all?Ambiente, Politiche abitative e Pari opportunità, la Campania è ancora sotto sanzione per la gestione dei rifiuti. «Ho...
Claudia Pecoraro, assessore regionale all’Ambiente, Politiche abitative e Pari opportunità, la Campania è ancora sotto sanzione per la gestione dei rifiuti.
«Ho ereditato una situazione dove il mio predecessore ha assunto alcune iniziative su problemi importanti. Proprio nelle scorse ore ho partecipato a due vertici per fare il punto della situazione: uno con la commissione parlamentare d’inchiesta sui rifiuti e un tavolo tecnico per la Terra dei Fuochi. Sulle sanzioni in questo momento sto interloquendo con il governo riguardo alla capacità di discarica: l’Europa mantiene una sanzione di 20mila euro al giorno perché dobbiamo garantire che i rifiuti siano stoccati all’interno della regione con un ciclo chiuso e siano liberate le aree. Ricaveremo spazi nelle attuali discariche senza creare nuovi sversatoi. Ma poi bisogna arrivare a discarica zero: ovvero riutilizzare il più possibile i rifiuti. E ci stiamo muovendo in questa direzione».
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Al momento mancano gli impianti di compostaggio per chiudere il ciclo.
«Non solo. Anche tutti gli scarti devono essere usati per farne bio-gas. Intanto registriamo la presenza di tanti comuni virtuosi, mi riferisco all’Irpinia, dove c’è una grande capacità di riciclo con la capacità di fare un ottimo compost domestico. Ma ci sono tantissimi esempi: sono stata recentemente all’impianto di depurazione di Cuma, il terzo più grande d’Europa, dove i fanghi di scarto vengono riutilizzati per farne energia».
Intanto ci sono ancora le ecoballe dell’emergenza di più di vent’anni fa.
«Purtroppo ci sono i tempi tecnici per il conferimento negli impianti fuori regione ma questo lavoro deve terminare completamente entro la fine della legislatura: questo è il nostro obiettivo».
Non solo rifiuti: la Campania ha indici altissimi di inquinamento atmosferico. In particolare Napoli e Salerno a causa delle navi nei porti.
«Attualmente la Campania è sotto procedura d’infrazione: i maggiori problemi ci sono a Napoli e nelle zone limitrofe. L’elettrificazione dei porti è una priorità: l’Autorità portuale sta procedendo su Napoli e si andrà in questa direzione anche per Salerno ma credo si debba puntare sulle rinnovabili anche per gli scali. Almeno in quota parte. Poi servirebbero limiti alla circolazione delle vecchie auto diesel ma sarebbe un impatto enorme dal punto di vista economico e sociale quindi è complicato procedere con rapidità. Intanto la Regione sta presentando al Mase un progetto per 29 milioni di euro per garantire la sostituzione delle vecchie stufe a pellet. E indiremo un bando analogo per sostituire i vecchi formi delle pizzerie proprio per abbattere le emissioni di Co2».
Il fiume Sarno: cosa manca per completare la bonifica?
«Intanto sono stati chiusi grazie ad un progetto con Gori ed ente d’ambito 98 scarichi abusivi su 113 e ormai non è il fiume più inquinato d’Europa. Poi c’è il progetto “grande Sarno”, più complesso, che prevede la bonifica del letto fiume dalla foce alla fonte. Per farlo, grazie al lavoro del collega Mario Casillo, è stato necessario anche un accordo con le Ferrovie per modificare le campate di un ponte. Parliamo di un progetto da quasi 500 milioni di euro».
Lei ha anche la responsabilità delle politiche abitative: ci sono moltissime famiglie non così povere da ottenere un alloggio popolare ma al tempo stesso impossibilitate ad accedere al mercato immobiliare.
«C’è un piano: grazie al Fesr che prevede come si debba usare il 7 per cento delle risorse per trovare una soluzione abitativa a quella fascia di persone in difficoltà. Intanto stiamo facendo un censimento degli alloggi comunali e regionali e poi vogliamo interloquire con l’agenzia nazionale dei beni confiscati: alcuni immobili possono essere riusati per l’housing o il co-housing sociale».
A Salerno la Regione non ha rinnovato le autorizzazioni delle fonderie Pisano: va bene l’ambiente ma sono a rischio cento posti di lavoro.
«Con i colleghi Bonavitacola e Saggese abbiamo incontrati i lavoratori e i sindacati prima ancora di revocare le autorizzazioni all’azienda. La Regione intende sostenere la proprietà, anche interloquendo con le comunità locali, per trovare in Campania un’area adatta alla delocalizzazione. Ma occorre costruire un’acciaieria green».
A Salerno non c’è stata intesa per un candidato sindaco del campo largo come in Regione. E l’M5s corre contro l’ex governatore De Luca.
«Abbiamo provato a dialogare con il Pd ed io stessa, da esponente dell’M5s, ho fatto un appello. Non ci siamo riusciti. Ma credo che il progetto da perseguire assolutamente sia il campo largo per le prossime politiche contro la destra che arretra sui diritti civili e sociali».
Primarie per scegliere il leader di centrosinistra?
«Sì».
Ma la candidatura di De Luca non danneggerà il progetto 2027?
«Non voglio pensare in negativo: l’obiettivo principale rimangono le politiche senza farsi influenzare da personalismi e vicende locali».