Parma-Napoli, probabili formazioni: Conte pronto alla sfida con il sorriso
A lui sono sempre piaciuti i passi del nemico dietro la porta. E sa bene che l?Italia intera (a parte quella che tifa Napoli) lo aspetta al varco: tra l?Inter e lo scudetto...
A lui sono sempre piaciuti i passi del nemico dietro la porta. E sa bene che l’Italia intera (a parte quella che tifa Napoli) lo aspetta al varco: tra l’Inter e lo scudetto c’è di nuovo di mezzo Antonio Conte, proprio come l’anno scorso. E questo potrebbe dar fastidio. Anzi, dà fastidio. Se i giochi non sono fatti per il titolo nerazzurro, se il Milan è fuori dalla corsa per il primo posto, la colpa (o il merito, dipende dai punti di vista) è del tecnico leccese. La storia di Conte ct lo rende di buon umore: perché essere considerato il migliore di tutti è una cosa che a lui piace tantissimo.
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Se è il primo della lista, è solo una medaglia sul petto. Il rumore dei nemici, come da sua antica definizione, è ora un frastuono in più ma che non gli avvelena questi giorni di passione: un anno fa era la Juventus, ora è la Nazionale. Toglierlo di mezzo al campionato (e al Napoli) sarebbe un sogno per tutti: per chi insegue lo scudetto e per chi un posto in Champions. Perché Conte è una certezza: o arriva primo o arriva secondo in serie A. Come un buono del tesoro ma con picchi di rendimento tipo la quotazione dell’oro. Ecco, la vigilia di Conte è una vigilia di sorrisi e buon umore. Anche di battute coi calciatori: la vittoria con il Milan, il meno 7 dall’Inter, l’obiettivo aziendale che si avvicina, hanno regalato ancora ieri un Conte quasi inedito, pronto alle battute con i calciatori e con quelli del suo staff.
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Il ritorno
A Parma ha praticamente vinto uno scudetto che ha pure rischiato di perdere dopo il rigore concesso e poi cancellato a Neres in pieno recupero. I veleni con Chivu sono iniziati proprio da quel Parma-Napoli, con i due rossi, uno al rumeno e l’altro ad Antonio. Il tutto dopo l’esultanza del Napoli per il pareggio di Pedro e della Lazio a San Siro. Conte reagì a una provocazione della panchina dei ducali. Non si sa con chi ce l’avesse. Domenica l’Inter giocherà la sera a Como, mentre il Napoli di pomeriggio: almeno, non ci saranno incroci via radio come invece quel 18 maggio sera. Conte non ha parlato con De Laurentiis in questi giorni, né prevede incontri con il patron prima della fine dal campionato.
Gli piace essere l’oggetto del desiderio di tutti, d’altronde quale club in difficoltà non sogna Conte per aggiustare ogni cosa? Quella del Napoli, sia chiaro, non è una panchina sbullonata: e immagina pure che certe voci di sondaggi sono state messe in giro proprio perché ora il Napoli è l’anti-Inter. Il resto del campionato che non ha Conte sogna l’addio di Conte dal Napoli e il tecnico ritiene che ogni sua frase venga interpretata sempre in un senso. Ora gli tocca essere incudine e un po’ se la ride: non è solo la vigilia di Parma-Napoli ma una vigilia lunga sette partite tra Inter e Napoli.
Il contratto
Conte, ovunque è andato, ha avuto la freddezza e l’intelligenza di sfilarsi nel momento migliore, quando ha capito che dopo ci sarebbero stati solo intoppi. E niente più crescita. A Napoli questo non lo vede: crede ancora nel progetto di De Laurentiis, sa bene che la prossima estate non sarà necessario investire in 9 acquisti e quindi non arriverà all’incontro con il patron con chissà quali richieste. Voleva carta bianca e l’ha avuta: la tentazione della Nazionale l’avrà sempre, ma ora non c’è perché non c’è ancora dirigente della Figc che glielo ha chiesto. D’altronde, chi potrebbe trattare? A maggio, quando vedrà il presidente, non chiederà un prolungamento del contratto. Ascolterà.
Conte crede nello scudetto e la squadra crede in Conte: i calciatori hanno avuto molti momenti per girare le spalle al loro tecnico, se avessero voluto. Ma mai nessuno lo ha fatto. Dopo Bologna, quando Conte minacciò di andar via, nessuno lo ha tradito. E anche a gennaio, con quella serie incredibile di sventure, in molti avrebbero potuto mollare. Ma hanno creduto in quel condottiero che non ha mai smesso di sognare il posto in Champions. «Questo scudetto per togliercelo di dosso, dovranno strapparcelo», dice ai suoi giocatori. La volata è iniziata, con la prima tappa Parma di Carlos Cuesta. Che, all’andata disse di Antonio: «Per me è un riferimento assoluto». Non solo per lui.