Un virus marino ha fatto il salto di specie: una persona ha perso la vista
Si chiama CMNV, colpisce pesci e crostacei in cinque continenti, e per la prima volta ha infettato l'essere umano
Si chiama CMNV, colpisce pesci e crostacei in cinque continenti, e per la prima volta ha infettato l'essere umano
Daniele Particelli 15 aprile - 18:45 - MILANOPer la prima volta nella storia, un virus che colpisce animali marini ha infettato l'essere umano, causando una grave malattia oculare con perdita della vista. La scoperta, pubblicata su Nature Microbiology, sembra aprire un nuovo capitolo nella ricerca sulle zoonosi e sulle minacce infettive emergenti. Ecco cosa sappiamo.
Il virus e la scoperta
—Il responsabile è il Covert Mortality Nodavirus (CMNV), un patogeno finora noto per infettare esclusivamente invertebrati e pesci, dai gamberetti ai crostacei passando per altre specie acquatiche, provocando perdita di colore e letargia. Fino a qualche settimana fa si riteneva impossibile questo virus che potesse colpire l'uomo. La scoperta è arrivata dallo studio condotto dai ricercatori dell'Accademia Cinese delle Scienze Ittiche di Qingdao, in Cina, secondo il quale sono stati accertati almeno 70 casi di persone con secrezioni oculari riconducibili alla stessa diagnosi, tutte risultate positive al virus: una condizione denominata uveite anteriore virale ipertensiva oculare persistente (POH-VAU). Una delle persone colpite ha perso la vista.
Più della metà dei contagiati lavorava nel settore dell'acquacoltura e il 16% aveva mangiato pesce o crostacei crudi oppure aveva avuto dei contatti ravvicinati con persone o ambienti a rischio. "È allarmante constatare che il virus presenta un'ampia gamma di ospiti, infettando invertebrati, pesci e mammiferi, un livello di adattabilità che ha sbalordito la comunità scientifica", ha commentato su X l'infettivologo Matteo Bassetti nel dare risultato ai risultati dello studio.
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—Nell'uomo, secondo i ricercatori cinesi, il CMNV si manifesta in modo del tutto diverso rispetto agli animali marini. I pazienti infetti sviluppano dei sintomi simili al glaucoma: grave infiammazione oculare e una pressione intraoculare pericolosamente elevata che può causare danni permanenti al nervo ottico e portare alla cecità. Trattandosi di una presentazione clinica insolita, il collegamento con un'origine virale di provenienza marina non è stato immediato.
Quello che sta iniziando a preoccupare maggiormente la comunità scientifica è l'ampiezza della gamma degli ospiti del virus. Il CMNV, infatti, è in grado di infettare 49 specie tra invertebrati, pesci e mammiferi marini ed è presente negli oceani di almeno cinque continenti: Asia, Nord e Sud America, Europa, Africa e Antartide. Le temperature più alte dell'acqua, inoltre, sembrano peggiorare l'infezione, un aspetto che acquisisce un significato particolare visto l'evidente riscaldamento dei mari che gli scienziati denunciano ormai da anni.
"Gli oceani rappresentano oggi una nuova frontiera per le malattie infettive che possono avere un impatto diretto sulla salute umana", ha proseguito Bassetti, pronto a condividere il sospetto dei ricercatori cinesi: non è escluso che il salto di specie possa essere già avvenuto anche in altri contesti geografici al di fuori della Cina, dove è stata condotta la ricerca.
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