Faso, il Sinner del tennistavolo: "Ora i Mondiali, poi vado in Germania per diventare il n. 1"
La Gazzetta dello Sport

Faso, il Sinner del tennistavolo: "Ora i Mondiali, poi vado in Germania per diventare il n. 1"

Lunedì 27 aprile 2026
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Il 15enne a novembre ha trascinato gli azzurri a uno storico argento battendo le potenze asiatiche. "Una medaglia ai Giochi? Un sogno che vorrei realizzare. E nel frattempo magari il mio Palermo sarà tornato in A"

Il 15enne a novembre ha trascinato gli azzurri a uno storico argento battendo le potenze asiatiche. "Una medaglia ai Giochi? Un sogno che vorrei realizzare. E nel frattempo magari il mio Palermo sarà tornato in A"

Sergio Arcobelli Giornalista 27 aprile 2026 (modifica alle 17:56) - MILANO

Londra chiama, e lui risponde senza tremare. Non è solo un viaggio: è un salto dentro la storia. A cento anni esatti dalla prima edizione dei Mondiali di tennistavolo, il palcoscenico torna dove tutto è iniziato. E tra le 64 nazionali al via martedì 28 aprile c’è anche l’Italia, con un ragazzo che di anni ne ha appena quindici ma sembra già avere lo sguardo di chi ha capito dove vuole arrivare. "Il mio sogno è diventare il numero uno". Danilo Faso è il nome che circola, il volto fresco di una generazione che a novembre ha già fatto rumore a livello giovanile: gli azzurrini hanno battuto le potenze asiatiche e conquistato una storica medaglia d’argento a squadre. Ma per il ragazzo che sta diventando atleta sotto gli occhi di tutti è arrivato il momento del salto tra i grandi. 

Danilo Faso Pongista Nato a Meaux (Francia) il 23 settembre 2010, in Italia ha giocato a Casamassima (Bari), Palermo, Servigliano (Fano) e Messina 

Danilo, com’è andata la preparazione? 

"Sono stato tanto in giro, come sempre. Tornei, allenamenti… però adesso sto riprendendo bene il ritmo. Questo Mondiale sarà una bellissima esperienza, anche pensando al percorso verso Los Angeles 2028". 

Ritroverà le grandi potenze: Cina, Giappone, Corea… fa paura? 

"Ai gironi affronteremo Togo, Austria e Malesia. Le squadre più forti sono dall’altra parte del tabellone. Se le incontreremo, vorrà dire che saremo andati avanti. E quello è l’obiettivo". 

Avete già stupito il mondo ai giovanili, battendo anche la Cina. È cambiato qualcosa nella sua vita? 

"È stato bellissimo, davvero. Battere Giappone ai quarti e Cina in semifinale con i miei compagni è stata un’emozione fortissima. Le attenzioni sono aumentate, sì, ma cerco di restare concentrato su quello che devo fare". 

Anche i riconoscimenti sono arrivati. 

"Ho vinto un premio a Roma, l’Italian Sportrait Awards, nella categoria giovani. C’erano tanti sportivi importanti… è stato un momento speciale". 

Tra questi anche Jannik Sinner, ma non vi siete incontrati. 

"No, purtroppo no. È sempre in giro, come me. Ma mi piacerebbe conoscerlo". 

Intanto lei guarda già all’estero: giocherà in Germania. Perché questa scelta? 

"Per crescere. Ho fatto due anni in Italia, ora voglio confrontarmi con un livello diverso. In Germania il campionato è molto competitivo. Sarà una nuova esperienza, conoscerò giocatori nuovi. È quello che mi serve". 

Sono un grande tifoso del Palermo: spero che Inzaghi ci riporti in A 

Danilo Faso

Come è riuscito a battere la Cina? Lì il ping pong è più di uno sport nazionale, è quasi una religione. 

"Con la fantasia. Se la buttiamo sul fisico, sull'allenamento e sulle armi loro non vinceremo mai. Quindi dobbiamo trovare altri sistemi ed essere più sereni. Io non mi sento un robot, mentre loro trasmettono l'idea di essere macchine da guerra". 

Si sente cambiato anche fisicamente? 

"Sì, sto crescendo sotto tutti i punti di vista. Ho preso venti centimetri e mi stanno crescendo pure i baffi. La mia qualità principale è la velocità, essere aggressivo al tavolo. Però sto lavorando anche sulla forza. So che devo migliorare ancora tanto". 

Ha uno staff importante: preparatore, fisioterapista... 

"Sì, ho anche un mental coach francese. Mi aiuta molto. E poi c’è mio padre Marco, che è sempre con me, e altre persone che mi seguono ogni giorno. Stiamo duecento giorni all’anno fuori casa, con le valigie sempre pronte". 

Le pesa rinunciare alla vita di un ragazzo della sua età? 

"No, non mi pesa. Ho tanti amici in giro per il mondo. Viaggiare mi piace. La scuola? Online. Certo, è una vita diversa, ma è quella che ho scelto". 

Parla anche più lingue. 

"Italiano, inglese, francese… e un po’ di russo grazie a mia madre Yulyia, ucraina. Mi aiuta a comunicare con tutti". 

E i social? 

"Li uso poco. Durante la giornata sono impegnato, e quando torno a casa preferisco riposare". 

Il tennistavolo è uno sport completo. È divertente, davvero

Danilo Faso

Tra un allenamento e l'altro, ha anche il tempo di seguire il Palermo calcio? 

"Sì, sono un grande tifoso. Spero che Pippo Inzaghi ci riporti in Serie A". 

Che cosa direbbe a un ragazzo per convincerlo a provare il tennis tavolo? 

"È uno sport completo. Devi essere veloce, coordinato, forte mentalmente. C’è tanta tattica, tanti effetti. È divertente, davvero". 

E cosa serve all’Italia per crescere in questo sport? 

"I risultati aiutano. Se la gente vede che vinciamo, si appassiona. Le Olimpiadi possono fare la differenza".  

Un’ultima domanda: sogna le Olimpiadi? 

"Sì. Ma prima c’è questo Mondiale. E voglio giocarmelo fino in fondo".

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