Inter, vincere a Rotterdam per non rivivere l'incubo playoff: il calendario e i rischi
Se sconfitti i nerazzurri dovrebbero vincere per forza tutti i match successivi: Stoccarda, Borussia Dortmund, Liverpool e Slovan Bratislava
Se sconfitti i nerazzurri dovrebbero vincere per forza tutti i match successivi: Stoccarda, Borussia Dortmund, Liverpool e Slovan Bratislava
Dal nostro inviato Filippo Conticello 2 novembre - 21:58 - ROTTERDAM (OLA) Italiano Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleNel mitologico “De Kuip”, “La Vasca” di Rotterdam, l’Inter potrebbe nuotare felicemente oltre i tormenti del derby, ma rischia pure di finire in mari europei ancora più agitati. Il successo è necessario per l’ambizione di proseguire una Champions d’élite, come vorrebbe anche la proprietà americana e come impone la storia, anche recente, del club. Al contrario, un risultato negativo complicherebbe e non di poco la faccenda. Insomma, i nerazzurri rischiano di lasciare in Olanda la possibilità di proseguire il cammino lungo la strada più corta e conosciuta: senza battere il Feyenoord, la qualificazione diretta agli ottavi diventerebbe una rincorsa disperata, considerando anche Dortmund e Liverpool da incrociare ancora lungo il cammino.
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—Non sarebbe un addio matematico ai primi otto posti, ma il calendario rende pericoloso qualsiasi ulteriore minimo indugio: la Champions si è fatta in salita e l’Inter lo sapeva salendo su quell’aereo verso Rotterdam. Dopo tre giornate i nerazzurri sono ventesimi con tre punti, altrettanti sotto il Barcellona ottavo, ma il successo sullo Shakhtar ha almeno rimesso in moto la classifica dopo le sconfitte contro Real Madrid e Bruges. Una scossa che ha ridato ottimismo nella Coppa più importante, ma senza cancellare però il ritardo accumulato in precedenza. Calcolatrice alla mano, un pareggio al De Kuip porterebbe l’Inter a quattro punti a metà del maxi-girone, lasciandole un massimo possibile di sedici in caso di successive quattro vittorie nelle ultime quattro. Ambizioso, ma non impossibile. Una sconfitta, invece, farebbe alzare il livello di allerta ad Appiano dopo il derby finito di traverso, ma in Champions abbasserebbe il tetto punti: massimo quindici, sempre a patto di fare poi percorso netto. Sarebbero gli stessi punti fatti da Chivu l’anno passato e non erano stati sufficienti a entrare nelle prime otto per una sola, misera lunghezza.
IL CALENDARIO
—Resta il problema del calendario: dove bisognerebbe andare a rosicchiare il terreno mancante? Il 25 novembre a San Siro arriverà lo Stoccarda, oggi sesto con sette punti e appena due gol subiti in tre giornate. Poi, il 9 dicembre, la trasferta a Dortmund contro un Borussia in forma super: i tedeschi hanno sei punti, il doppio dei nerazzurri, e vengono da un pari contro il Bayern in Bundesliga. Il 19 gennaio il livello si alzerà ancora di più, arriva il Liverpool a Milano: gli inglesi hanno cominciato con tre vittorie su tre, dodici gol segnati e nove punti. Immaginare di doverli battere per forza, dopo avere già dovuto superare Stoccarda e Borussia, dà la misura dell’impresa. L’ultima partita, il 27 gennaio sul campo dello Slovan Bratislava, è sulla carta la più accessibile. Ma i tre punti eventualmente conquistati in Slovacchia potrebbero non bastare a riparare ciò che si è perso prima.
RISCHIO DERBY
—Tradotto, al De Kuip i nerazzurri devono vincere a ogni costo e, anche in quel caso, non sarà facile spuntare un posto nel G8. Resterebbe, comunque, la via dei tortuosi spareggi riservati alle squadre dal nono al ventiquattresimo posto: due partite in più a febbraio e il ricordo di quanto successo a Bodo a far gelare. In ogni caso, Chivu ha voluto riportare ogni pensiero sulla Champions dimenticando l’Italia, ma è inevitabile intrecciare i due piani: la sconfitta contro il Milan ha riempito l’ambiente di cattivi pensieri, di dubbi sulle cattive partenze e sullo stato psico-fisico dei nerazzurri.
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