Federico Russo (Mimmo) dei Cesaroni: "Faccio anche il commesso, ma vi spiego perché..."
Il giovane attore ha parlato di quanto è difficile il mestiere dell'attore, dei provini e dei guadagni
Il giovane attore ha parlato di quanto è difficile il mestiere dell'attore, dei provini e dei guadagni
Lucia Resta Collaboratore 27 aprile - 20:44 - MILANOFederico Russo ha cominciato a fare l'attore da bambino e per molti ormai è noto principalmente come "Mimmo dei Cesaroni", la voce narrante della serie nelle prime stagioni, che nell'attuale I Cesaroni - Il ritorno in onda stasera su Canale 5 ritroviamo nelle vesti di un uomo responsabile alle prese con il suo primo incarico da insegnante di sostegno. L'attore classe 1997 ha rilasciato un'intervista in cui ha parlato delle difficoltà di fare l'attore. A SuperGuida Tv, infatti, alla domanda su quanto il lavoro di attore sia da considerare precario, ha risposto: "È così. Io, per esempio, ancora oggi faccio anche il commesso part-time nel negozio di un amico. Non c’è nulla di cui vergognarsi, anzi: è un’esperienza e mi aiuta anche a non intaccare i risparmi, per rispetto dell’educazione che ho ricevuto. Questo è un mestiere precario, ma se lo sai e lo accetti, allora va bene. È come per un cantante o un calciatore: devi metterlo in conto".
Federico Russo con il resto del cast de I Cesaroni - Il ritorno
Federico Russo e il lavoro da attore
—Russo, commentando il fatto che il suo collega Niccolò Centioni abbia fatto il lavapiatti a Londra e in seguito è stato etichettato così, ha detto: "Esatto, ed è un peccato. Basta poco per trasformare una cosa normale in un titolo sensazionalistico. Ma la verità è che tantissimi attori fanno lavori 'normali' tra un progetto e l’altro. C’è molta attenzione oggi sulla crisi del cinema, ed è giusto, ma bisogna anche dire che tanti attori 'medi' lavorano magari uno o due progetti l’anno, e poi possono passare anche periodi senza lavorare. Fa parte del gioco. Non è una cosa di cui vergognarsi: è la realtà di questo mestiere".
Le precisazioni di Federico Russo su Instagram
—Evidentemente le parole di Federico Russo non sono state comprese da tutti e molti lo hanno attaccato per le sue dichiarazioni, così il giovane attore ha dovuto fare delle precisazioni nelle sue storie su Instagram. Il risultato è stata una piccola lezione su quello che c'è dietro il mestiere dell'attore (e dell'artista più in generale), che tornerà sicuramente molto utile a tante altre persone. Russo ha esordito: "Entriamo nello specifico soprattutto per le testoline bacate e gli haters che hanno commentato 'Ah ma te pare, gli attori guadagnano milioni', 'Ah non l'hanno chiamato'. No". Poi ha ricordato a chi non lo conosce bene, che oltre a I Cesaroni, lui ha preso parte a molti altri progetti tra tv e piattaforme di streaming e ha spiegato che chi fa l'attore, dopo un percorso di studio anche nelle accademie più quotate, non è detto che dopo abbia sempre dei progetti adatti a lui.
I cambi di look di Federico Russo per gli altri ruoli interpretati oltre quello di Mimmo Cesaroni
Di solito gli attori esordienti vengono indirizzati verso delle agenzie, fanno i provini e cominciano a costruire la propria carriera. Possono anche esserci dei provini "per strada", cioè aperti per necessità di produzione o di regia. "Si può iniziare in tanti modi, come avviene per la musica tra talent, video su YouTube e così via" ha detto Russo. Poi ha precisato: "I provini non sono accessibili a tutti. Nel senso che non viene richiesta solo la bravura, ma anche il physique du rôle in base al ruolo, quindi se devi essere moro, biondo, alto, basso; la provenienza, cioè romano, milanese, siciliano, toscano; l'età. In base a questo il casting decide chi prendere".
La questione dei guadagni degli attori
—Per quanto riguarda i compensi Federico Russo ha spiegato: "Le cifre non sono quelle che dite voi, non si guadagnano milioni. L'attore viene pagato in maniera lorda e quindi poi versa i contributi e in più da un bel po' di anni è anche un libero professionista e quindi paga anche le tasse della partita Iva". Ci ha tenuto poi a fare una precisazione: "Per non essere ipocrita: sì, sono cifre più grandi, ma se fai un progetto o due in un anno non campi di rendita, se no i big, gli attori grandissimi, non lavorerebbero più, potrebbero fare un lavoro ogni tre quattro anni". Infine ha anche affrontato il tema della "chiamata diretta": "Prima che arrivi a essere chiamato direttamente da un regista o un produttore ne deve passare di acqua sotto i ponti". Infine ha concluso: "Quando parlavo di linearità io intendevo questo: puoi affermati a 18, 40, 50 anni, non si sa perché l'affermarsi significa che io ho dimostrato che ho il talento per avere quella posizione tramite il mio lavoro, il mio impegno, la mia gratitudine, e in più quel progetto deve avere una risonanza tale che il pubblico e gli addetti ai lavori lo vedono, gli danno attenzione".
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