Domenicali in lacrime: "Zanardi, l'esempio che un cuore d'oro vale più di un'intelligenza artificiale"
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Domenicali in lacrime: "Zanardi, l'esempio che un cuore d'oro vale più di un'intelligenza artificiale"

Domenica 3 maggio 2026
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Il presidente della Formula 1, amico di Zanardi: "Con lui si parlava in dialetto, si scherzava, aveva al centro dei suoi pensieri valori che anch'io condivido. Alex ha lasciato il segno, non solo nel mondo dello sport"

Il presidente della Formula 1, amico di Zanardi: "Con lui si parlava in dialetto, si scherzava, aveva al centro dei suoi pensieri valori che anch'io condivido. Alex ha lasciato il segno, non solo nel mondo dello sport"

Giulia Toninelli Giornalista 3 maggio - 08:58 - MILANO

La commozione è troppa. Il presidente della Formula 1 Stefano Domenicali si deve fermare per riprendere fiato e raccogliere i pensieri: la voce rotta è quella di chi cerca di mantenere la compostezza di un ruolo davanti alla propria emozione, ma farlo quando si parla di amici, e di supereroi come nel caso di Alex Zanardi, è difficile. Lo fa nel paddock di Miami poco prima del minuto di silenzio e commemorazione dedicato all’ex pilota scomparso il primo maggio, raccontando di un uomo che è “stato esempio di vita con leggerezza ed ironia” da tramandare nel tempo a chi, uno come Zanardi, non ha avuto la fortuna di conoscerlo. 

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Domenicali, chi era Alex Zanardi per lei? 

“È molto difficile trovare le parole giuste per descriverlo e non voglio essere banale nel dirlo ma Alex era davvero una persona per bene. Per me questo racchiude un po’ tutto: un esempio, un riferimento, un uomo di valore. Una persona che nonostante abbia avuto un destino terribile è riuscita a reagire in un modo unico, dando un esempio importante agli altri. Questo significa che l’intelligenza artificiale a volte è superflua, nella vita ciò che serve davvero è avere un cuore d’oro”. 

Che insegnamento ci resta di lui? 

“Momenti come questo fanno male ma ci fanno anche riflettere sul valore della vita e sugli esempi che certe persone sono in grado di dare agli altri. Quello che noi dobbiamo portarci dentro di Alex è questa sua carica sempre positiva, straordinaria, e questa capacità di saper reagire. Quelli come me che hanno avuto l’onore di conoscere persone come lui hanno il dovere di far sapere agli altri che nella vita ci sono uomini che possono lasciare il segno. Un insegnamento per tutti sul fatto che i limiti sono quasi sempre quelli della testa, non quelli del corpo”. 

C’è un ricordo che la lega particolarmente a lui? 

“Tanti, e la cosa che mi rende più felice è il fatto che siano tutti ricordi allegri. Con lui si parlava in dialetto, si scherzava. Era una persona sempre con il sorriso anche quando sarebbe stato facile avere un altro tipo di approccio davanti a ciò che gli è successo nella vita. Quel tragico incidente nel 2001 lo ricordo molto bene…”. 

Dove si trovava? 

“Io ero in pista, a Monza in un weekend di gara della Formula 1 con Ferrari. Quello era un fine settimana già tragico per altri motivi, essendo quello appena successivo all’attentato dell’11 settembre 2001 a New York. Eravamo con Michael Schumacher quando Alex ebbe l’incidente, non me lo dimenticherò mai… un momento che mi ricorda tante cose passate che però sono avvenute e che fanno parte della nostra storia”. 

Lontano dai riflettori che uomo era? 

“Così come è sempre apparso. Ho rispettato molto la sua capacità di essere un uomo di famiglia, di avere al centro dei suoi pensieri certi valori che io stesso ho sempre condiviso. Una persona mai sopra le righe, mai diverso in base a chi avesse davanti. È una lezione io in prima persona non posso lasciare non raccolta”. 

Che risposta ha visto dal mondo della Formula 1 dopo la notizia della sua scomparsa? 

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“Ovviamente sono rimasti tutti sotto shock, soprattutto chi lo ha conosciuto e sono tante le persone qui in F.1 che hanno avuto la fortuna di avere a che fare con lui. Abbiamo organizzato un minuto di silenzio in suo ricordo, con l’approvazione della famiglia, e sono felice di vedere che i team abbiano scelto di ricordarlo anche con degli adesivi e delle parole sulle vetture. Alex ha lasciato il segno nel mondo dello sport, non solo nell’automobilismo, ed è giusto che lo sport oggi gli renda omaggio”.

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