Rocchi al telefono con Gervasoni: "Loro non vogliono vedere quell'arbitro"
Il gip poi ha valutato che dalle intercettazioni non potesse emergere altro e negato una proroga per dare a quel "loro" un nome e un cognome
Il gip poi ha valutato che dalle intercettazioni non potesse emergere altro e negato una proroga per dare a quel "loro" un nome e un cognome
3 maggio - 08:45 - MILANO"Loro non lo vogliono più vedere": sarebbe questa l’intercettazione dell’aprile 2025 tra il designatore Gianluca Rocchi e il supervisore del Var Andrea Gervasoni, su cui si basa parte dell’accusa di concorso in frode sportiva che il pm Maurizio Ascione ha contestato nell’invito a comparire a Rocchi. Quel "loro" non ha un nome e un cognome, anche se dalla telefonata tra i due, gli inquirenti desumono che gli interisti, in un incontro a San Siro la sera della semifinale di Coppa Italia del 2 aprile, avessero trasferito a Rocchi lo scarso gradimento verso l’arbitro Daniele Doveri. Che però viene designato subito tre giorni dopo per la partita Parma-Inter di campionato.
la proroga negata
—Nel corso del dialogo compare anche un nome proprio, "Giorgio": questo fa ipotizzare la Procura che l’interista ad aver avanzato le proprie lamentele fosse stato Giorgio Schenone, "club referee manager" dei nerazzurri, che però può parlare con il referente Can per i rapporti con le società. Il gip, nell’estate 2025, aveva valutato che dalle intercettazioni non potesse emergere altro e ha negato un’ulteriore proroga.
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