In terapia intensiva per una coltellata, 5 mesi dopo torna e segna il gol salvezza: il miracolo di Bruno
Il 18enne Petrone era stato ferito a Napoli da un gruppo di coetanei e gli era stata asportata la milza. La sua rete ha contribuito alla permanenza dell'Angri nell'Eccellenza Campania
Il 18enne Petrone era stato ferito a Napoli da un gruppo di coetanei e gli era stata asportata la milza. La sua rete ha contribuito alla permanenza dell'Angri nell'Eccellenza Campania
Oscar Maresca 5 maggio 2026 (modifica alle 21:14) - MILANOL’esultanza senza maglietta mostra i segni di quella tragica notte. Era lo scorso 27 dicembre quando Bruno Petrone, centrocampista classe 2007 dell’Angri, è stato aggredito e accoltellato da un gruppo di coetanei a Napoli, in zona Chiaia. Operato d’urgenza, il 18enne aveva subito l’asportazione della milza finendo in terapia intensiva per alcuni giorni. A mamma Dorotea, nel letto d’ospedale, con un filo di voce aveva chiesto: "Potrò tornare a giocare?". Cinque mesi dopo ci è riuscito segnando il gol più importante della stagione. Il giovane ha realizzato l’ultima rete nella finale playout del campionato di Eccellenza Campania, girone B, tra i grigiorossi e il Castelpoto: la sfida è terminata 3-1. Il gol di Petrone ha consegnato la salvezza ai suoi. Per festeggiare, il giocatore è corso a esultare insieme a compagni e tifosi sfilandosi la divisa. La profonda cicatrice sul fianco sinistro non svanirà più, Bruno però ha trovato la forza di reagire.
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—Quattro giorni dopo aver rischiato di morire, Bruno aveva rassicurato tutti scattando una foto dall’ospedale condivisa dall’Angri sui social. La squadra lo ha aspettato, Petrone è tornato ad allenarsi e nella partita più importante del campionato è stato decisivo. "Per noi è come un figlio – ha detto Claudio Anellucci, presidente del club campano – ha già il contratto pronto per la prossima stagione". Tra i tanti messaggi ricevuti dal giovane calciatore nei mesi scorsi, c’era anche quello del Napoli: "Forza Bruno, siamo tutti con te". Quando aveva 16 anni, il centrocampista ha anche debuttato in Serie C con il Sorrento.
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l'appello
—Per il ferimento di Petrone sono stati fermati quattro adolescenti tra i 15 e i 17 anni. L'aggressione si era verificata intorno alle 2 di notte del 27 dicembre in via Bisignano, nel cuore del quartiere Chiaia. Le telecamere di sicurezza avevano permesso agli investigatori di ricostruire l'intera vicenda. L'aggressore, un 15enne, avrebbe raccontato di essersi procurato un coltello per timore di una ritorsione dopo un vecchio litigio. L’ennesimo fatto di sangue tra giovanissimi. Mamma Dorotea aveva lanciato un appello a poche ore dell’accaduto: "Mio figlio ha rischiato di morire, poteva perdere la vita in pochi secondi dicendo addio a tutti i suoi sogni. Sono stata fortunata, lui ha combattuto e si è ripreso. Il pensiero però va a tutte quelle madri che non possono più abbracciare i loro figli". Bruno voleva tornare in campo e ce l’ha fatta, con un gol ha salvato il suo Angri dalla retrocessione. Finalmente è tornato a esultare.
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