Il dopo Vanoli: Grosso e De Rossi si giocano la Fiorentina
Le possibilità che l'attuale tecnico resti in viola sono ridotte al minimo. I due campioni del Mondo 2006, che bene stanno facendo con Sassuolo e Genoa, favoriti per la successione. E ci sono tre outsider stranieri
Le possibilità che l'attuale tecnico resti in viola sono ridotte al minimo. I due campioni del Mondo 2006, che bene stanno facendo con Sassuolo e Genoa, favoriti per la successione. E ci sono tre outsider stranieri
Fabiana Della Valle Giornalista 6 maggio - 07:37 - MILANO Grosso e De Rossi, allenatori rispettivamente di Sassuolo e GenoaLa partita che deciderà il prossimo allenatore probabilmente finirà ai calci di rigore e forse è anche giusto che sia così, visto che entrambi i candidati forti conoscono a fondo la materia e sanno come si fa a buttarla dentro dal dischetto anche quando il pallone diventa più pesante di una pietra: Fabio Grosso e Daniele De Rossi vent’anni fa hanno condiviso l’esperienza più forte della loro carriera da giocatori, il trionfo al Mondiale di Germania, e tutti e due hanno contribuito a trasformare il sogno azzurro in realtà segnando nella sequenza finale contro la Francia. Adesso da allenatori hanno portato le rispettive squadre, Sassuolo e Genoa, in acque tranquille e sicure e sono in cima alla lista di gradimento di Fabio Paratici per rimpiazzare Paolo Vanoli. "Lui e il suo staff hanno fatto un lavoro straordinario. Se e quando raggiungeremo la matematica salvezza ci siederemo per decidere che cosa ne sarà del futuro, sempre pensando al bene della Fiorentina", ha detto il diesse nel prepartita di Roma, ma le possibilità di permanenza dell’attuale allenatore sono ridotte al minimo. Una decina di giorni fa la Viola ha ospitato Grosso al Franchi e domenica accoglierà De Rossi nella penultima sfida casalinga della stagione. Un’occasione per osservarli all’opera dal vivo e sciogliere le ultime incertezze.
Antica conoscenza
—Grosso è una vecchia conoscenza di Paratici, che alla Juventus lo ha avuto prima da giocatore e poi da allenatore della Primavera. Il nuovo ruolo fu un’intuizione di Federico Cherubini, che all’epoca s’occupava del settore giovanile, e Paratici ne colse subito le doti, tanto che nel 2018 insieme a Pavel Nedved lo suggerì a Giovanni Carnevali per la panchina del Sassuolo. L’ad neroverde prese Roberto De Zerbi ma Grosso è comunque arrivato in Emilia qualche anno più tardi, nel 2024, riportando subito la squadra in A e arrampicandosi quest’anno fino alla decima posizione. Paratici e Grosso si conoscono e si stimano, Carnevali ha già fatto capire, anche con dichiarazioni pubbliche, che in caso di richieste importanti lo lascerà partire ma avendo un contratto fino al 2027 servirà un indennizzo per liberarlo.
Salvezza anticipata
—Grosso soddisfa i requisiti richiesti dal diesse, è giovane, rampante, conosce già la A e gioca un calcio propositivo e offensivo. Stesso discorso per De Rossi, che in questa stagione si è fatto apprezzare parecchio subentrando a Patrick Viera e risollevando il Genoa dalla terzultima posizione alla salvezza raggiunta con tre giornate d’anticipo. L’ex romanista con l’aritmetica certezza ha ottenuto pure il rinnovo automatico per un altro anno, a Genova sta bene ma prima del sì dovrà confrontarsi con il club per capire quali sono i programmi e le ambizioni.
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Suggestioni estere
—Il made in Italy piace parecchio, però occhio alle sorprese in stile Paratici: il nome nuovo è lo spagnolo Marcelino, che lascerà il Villarreal, intrigano anche Inigo Perez, semifinalista in Conference League con il Rayo Vallecano, e Pellegrino Matarazzo, irpino-americano della Real Sociedad. Il nome lo conosceremo al massimo entro una decina di giorni. Prima serve il punto che ancora manca per raggiungere la salvezza.
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