Paolini: "Non siamo avidi, vogliamo i guadagni distribuiti meglio. Errani? A volte la faccio ammattire"
La Gazzetta dello Sport

Paolini: "Non siamo avidi, vogliamo i guadagni distribuiti meglio. Errani? A volte la faccio ammattire"

Mercoledì 6 maggio 2026
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La regina di Roma 2025 dice la sua sulla protesta sui montepremi ai tornei: "Potremmo boicottarli"

La regina di Roma 2025 dice la sua sulla protesta sui montepremi ai tornei: "Potremmo boicottarli"

Federica Cocchi Giornalista 6 maggio - 09:12 - MILANO

Roma per rinascere, Roma per ritrovare le sicurezze del passato. Di un passato recente, appena un anno fa quando al Foro Italico Jasmine Paolini scriveva la storia con una straordinaria doppietta. Titolo in singolare, e in doppio con Sara Errani che ora le sta accanto nel doppio ruolo di compagna di squadra e coach. La numero otto al mondo arriva da un periodo complicato che tuttavia non le ha tolto il sorriso. 

VIDEO: Paolini agli Internazionali di Roma: "Potremmo boicottare gli Slam"

Jasmine, arrivare agli Internazionali da campionessa in carica, respirare l’aria di casa potrebbe essere la chiave di volta di questo 2026. Che effetto le ha fatto tornare sul luogo del trionfo? 

“È stato bello. Forse mi sono resa davvero conto di quello che sono riuscita a fare l’anno passato su questi campi. Ho ricordi bellissimi, emozioni tornate fuori prepotentemente. E poi l’affetto del pubblico, la gente che chiama il mio nome è tutto bello”. 

La gioia del 2025 però si traduce in tanti punti da difendere: come convive con la pressione? 

“Cerco di non mettermene troppa addosso e di vivere giorno per giorno, partita per partita. Cerco di gestire le aspettative e mantenerle basse, se andrà bene sarò felice, altrimenti continuerò a lavorare sodo come stiamo facendo. Alla fine le vittorie sono il risultato dell’impegno che metti ogni giorno. Per questo sto cercando di cambiare un po’ le prospettive, di concentrarmi sugli allenamenti e di stare meglio in campo alzando un po’ il livello”. 

Ci racconta un po’ questi mesi difficili? Lo slogan del suo sponsor, Asics è “Mente sana, corpo sano”. Lei come sta? 

“Bene. Fare sport rigenera la mente, ma a volte bisogna anche saper staccare un po’, prendere le distanze quando serve. In questa prima parte di stagione ci sono stati momenti in cui non sono riuscita a restare positiva quando le cose non andavano bene e si è innescato un po’ un circolo vizioso. Ora sto cercando di tornare competitiva ad alto livello perché è quello che amo. Non so quando ci riuscirò, cerco di far bene le cose e poi speriamo di raccoglierne i frutti. Vincere aiuta ad avere fiducia in sé stessi. Bisogna essere bravi, però, a farlo anche quando le cose non vanno proprio come si vorrebbe, perché è ancora più importante”. 

Nell’ultimo anno ha cambiato diverse cose nella sua squadra, ora c’è Sara Errani come coach oltre compagna di doppio. 

“È stato un anno particolare, di crescita e consapevolezza. Ho capito di cosa ho bisogno, cosa mi piace cosa non mi piace. Ora ho trovato il giusto equilibrio con la mia squadra e cerco di focalizzarmi sul lavoro giorno dopo giorno”. 

Cosa sta imparando dal vostro rapporto giocatrice-coach? 

“Siamo diversissime anche nel modo di stare in campo. È ammirevole la passione infinita che Sara ha per il tennis, la sua dedizione. Le piace molto guardare le partite. Ho chiesto a lei cosa pensasse del mio tennis, cosa potevo migliorare sulla parte tattica. Ci confrontiamo tanto, e credo di essere riuscita a capire meglio alcune situazioni che magari mi accadevano in campo. Certo, a volte la faccio ammattire, come ieri che ho dimenticato le scarpe prima di andare all’allenamento e lei era un po’ troppo stressata (ride), però tutto a posto. Ho le idee chiare su quello che voglio”. 

A proposito di idee chiare, lei e i suoi colleghi siete molto decisi a far valere i vostri diritti nei confronti degli Slam, l’ultima lettera è stata inviata al Roland Garros. Ci spiega quali sono le vostre rivendicazioni? 

“Chiediamo semplicemente una migliore distribuzione dei guadagni da parte degli Slam. E non si tratta di avere solo assegni più sostanziosi. A volte vogliono farci passare per capricciosi ma non è così, chiediamo che questi tornei si occupino anche di pensioni o maternità, del welfare per i giocatori, cosa non stanno facendo al contrario di Atp e Wta. Gli Slam stanno crescendo tanto ed è giusto che i guadagni vengano redistribuiti meglio e con una percentuale maggiore. Non è possibile che se da un anno all’altro segnano un +30% a noi aumentino il prize money del 2%. E non parlo tanto dei top player ma soprattutto per i giocatori più giovani, che si stanno avvicinando al tennis e hanno bisogno comunque di costruirsi un team, affrontare spese. Non è avidità, la nostra”. 

Aryna Sabalenka, la numero 1 al mondo, ha parlato di boicottaggio. Solo una provocazione? 

“Penso che il boicottaggio non sia da escludere perché finalmente, e forse per la prima volta, siamo davvero tutti uniti e andiamo nella stessa direzione. Magari non subito, ma in futuro potrebbe essere un’azione che faremo”. 

Tra i firmatari della lettera c’è anche Jannik Sinner, un leader in campo e fuori. Lei e lui siete i più attesi qui al Foro Italico. 

“Jannik è un giocatore e una persona straordinaria. Sta riuscendo a raggiungere risultati che quasi non si riescono a commentare tanto sono grandi. È importante per noi, è importante per il movimento del tennis italiano, perché le sue vittorie avvicinano sempre più persone”. 

L’altro giorno, insieme a compagne e compagni di Bjk Cup e Davis è tornata a trovare uno dei suoi fans più attivi, Sergio Mattarella. Verrà a vederla anche quest’anno? 

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“È stato bellissimo tornare al Quirinale, un onore e una soddisfazione. Io ero agitatissima per Flavio Cobolli e Elisabetta Cocciaretto che avevano il compito di parlare, ricordo la mia emozione l’anno scorso, quando era toccato a me. Il Presidente è sempre ben accetto, speriamo che venga a vederci. Me o altri va bene lo stesso, lui è il nostro portafortuna”.

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