Gomma media, istinto e talento di guida: così Marquez ha sbancato l'Ungheria. Mondiale riaperto?
La Gazzetta dello Sport

Gomma media, istinto e talento di guida: così Marquez ha sbancato l'Ungheria. Mondiale riaperto?

Lunedì 8 giugno 2026
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L'incidente al via che ha messo fuori le due Aprilia di Martin e Bezzecchi ha pesato sul risultato finale dell'ottavo GP stagionale. Ma dietro al successo dello spagnolo a Balaton Park ci sono dettagli frutto di precise scelte e qualità del campione del mondo della Ducati

L'incidente al via che ha messo fuori le due Aprilia di Martin e Bezzecchi ha pesato sul risultato finale dell'ottavo GP stagionale. Ma dietro al successo dello spagnolo a Balaton Park ci sono dettagli frutto di precise scelte e qualità del campione del mondo della Ducati

Massimo Falcioni 8 giugno - 13:03 - MILANO Marc Marquez, 33 anni, 100 vittorie nel Motomondiale

Al GP d’Ungheria, sul circuito del Balaton Park, con i trionfi nelle gare di sabato e domenica, Marc Marquez recupera in un solo weekend 30 punti sullo sfortunato Marco Bezzecchi. Con otto GP disputati e 14 round ancora da correre (28 gare tra sabato e domenica), il Mondiale 2026 è tutt’altro che chiuso. Per Marquez, i veri esami sono attesi a Brno (20-21 giugno), ad Assen (27-28 giugno), al Sachsenring (11-12 luglio) e a Silverstone (8-9 agosto). "Avevo scelto la gomma posteriore media – il commento di Marquez – e pensavo di aver sbagliato, perché tutti in Ducati, compreso Gigi Dall’Igna, mi spingevano a usare la morbida, anche per facilitarmi la guida nelle attuali condizioni fisiche. Ma ho deciso di seguire il mio istinto e sono andato sulla media". Nei primi giri Acosta lo ha sopravanzato, tentando la fuga: "All’inizio non riuscivo a stargli dietro, ma ho deciso di avere pazienza e ho avuto ragione". E lo sa bene il “Tiburón” della KTM: il vero “squalo” della MotoGP resta ancora lui, Marc Marquez. Nella domenica in cui Jorge Martin (poi sanzionato con un doppio long lap penalty da scontare in Repubblica Ceca) commette un errore – anche se Bagnaia precisa: "Più colpa dell’asfalto che del pilota" – e fa all-in al via, innescando una pericolosa carambola nella quale cadono Marco Bezzecchi, Fabio Di Giannantonio, Raul Fernandez e Fermin Aldeguer, Marquez sente l’odore del sangue. E conquista una vittoria di enorme peso, per il morale e per la classifica, rimettendosi di fatto in gioco per il titolo iridato.

VIDEO: MotoGP in Ungheria: i segreti del Balaton Park

unico in tripla cifra

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Con una prova di forza magistrale, e con il solo Acosta in grado di contrastarlo – resistendo però soltanto fino al quindicesimo giro – il nove volte campione del mondo ha pure conquistato la centesima vittoria nel Motomondiale. Un successo che coincide, oltretutto, con l’affermazione numero 100 di Ducati Corse. Marc è il primo pilota del Circus iridato a raggiungere quota 100 nelle tre principali statistiche: 100 vittorie, 166 podi e 104 pole position. La vittoria arriva a distanza di nove mesi dall’ultima affermazione, ottenuta a Misano, dopo l’incidente innescato da Bezzecchi a Mandalika e il calvario fisico di quattro mesi che ha pesantemente condizionato il suo rendimento nelle prime gare della stagione. E appena 28 giorni dopo il duplice intervento al piede e alla spalla destra. Ora, con i 37 punti conquistati nel weekend, grazie a un fantastico hat trick (pole position, Sprint e gara), Marc Marquez si porta a -72 da Marco Bezzecchi in campionato. Un distacco dalla vetta ridotto di quasi un terzo in appena due gare dal suo rientro in pista. Lo stesso Marquez, però, sembra frenare sulle possibilità di rimonta: "Oggi siamo stati fortunati. Certo, in un campionato così lungo può succedere di tutto, ma al momento non sono ancora in condizione di recuperare terreno". Ma se la distanza dalla vetta resta ampia – anche considerando la forza dell’Aprilia sul piano tecnico – un pilota del calibro di Marquez, pur non essendo ancora al 100% della condizione fisica, ha dimostrato in carriera di essere capace di qualsiasi rimonta. E tutti i suoi avversari ne sono perfettamente consapevoli.

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VIDEO: MotoGP, GP Ungheria: highlights gara

la guida di marc

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 Netta è stata la dimostrazione di superiorità che Marc ha offerto al Balaton Park sul piano della guida rispetto a tutta la concorrenza. Soprattutto domenica, quando si è permesso di utilizzare una gomma media al posteriore, consapevole di poter mantenere un passo insostenibile per gli altri piloti. Un capolavoro strategico iniziato già venerdì mattina, quando Marquez ha girato costantemente con la stessa gomma media posteriore per quasi tutta la sessione. Nel pomeriggio, mentre gli altri cercavano il tempo con gomme soft nuove, è riuscito a stampare un incredibile 1'37"907 con pneumatici medi usati. Questo approccio gli ha consentito di non stressare eccessivamente il fisico sulla distanza. "Faccio due giri forte e tre piano, per gestirmi", aveva spiegato venerdì, concentrandosi esclusivamente su passaggi puliti per comprendere il limite della moto sul tracciato ungherese. Il layout antiorario del Balaton Park gli ha inoltre consentito di caricare l’avantreno e far scivolare il posteriore, riuscendo a girare la moto in uno spazio ridottissimo. Marc ha scavato un solco rispetto agli avversari grazie a una guida nella quale modulava la frenata fin dentro la curva. Invece di privilegiare traiettorie rotonde e scorrevoli, ha preferito “spigolare” le curve, seguendo un approccio stop-and-go. Ha sacrificato la velocità a centro curva per raddrizzare la Ducati il prima possibile, riducendo così il tempo di permanenza sulla spalla dello pneumatico e massimizzando l’accelerazione. In questo modo è riuscito a sfruttare il gas in anticipo, valorizzando la trazione in uscita della Desmosedici e combinando il movimento del corpo con una gestione millimetrica dell’acceleratore. "L’Aprilia ci sta dando paga. Se vogliamo avere una chance dobbiamo fare un passo avanti", aveva dichiarato Fabio Di Giannantonio giovedì, alla vigilia del weekend ungherese. Ebbene, Ducati quel passo avanti sembra averlo compiuto proprio in questo fine settimana. Perché forse ha ritrovato il suo vero valore aggiunto, il fattore chiave che potrebbe fare ancora una volta la differenza. E quel fattore si chiama, ancora, Marc Marquez.

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