Usa durissimi alla frontiera: Hussein dell'Iraq fermato per 7 ore. Arbitro somalo rispedito a casa
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Usa durissimi alla frontiera: Hussein dell'Iraq fermato per 7 ore. Arbitro somalo rispedito a casa

Lunedì 8 giugno 2026
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L'attaccante, stella della nazionale irachena, è stato interrogato a lungo prima di riuscire a varcare il confine. Respinto invece il fischietto africano, rimesso su un volo per la Turchia, da dove era arrivato. Molti i tifosi che hanno dovuto rinunciare al viaggio

L'attaccante, stella della nazionale irachena, è stato interrogato a lungo prima di riuscire a varcare il confine. Respinto invece il fischietto africano, rimesso su un volo per la Turchia, da dove era arrivato. Molti i tifosi che hanno dovuto rinunciare al viaggio

8 giugno 2026 (modifica alle 14:33) - MILANO English version

Non solo Iran. I rapporti tra gli Stati Uniti di Donald Trump e i Paesi considerati "poco graditi" rendono complicato l'ingresso negli Usa di tantissimi tifosi (le rinunce non si contano) ma anche dei giocatori di alcune nazionali. Oltre al caso della Repubblica Islamica, alla cui federazione sono stati negati numerosi visti per membri della delegazione, in quanto ritenuti troppo vicini al regime degli ayatollah, ieri è toccato ad Aymen Hussein, stella dell'Iraq e attaccante dell'Al Karma, squadra di Ramadi, nella regione dell'Anbar (dove sorge anche Fallujah, all'epoca dell'invasione americana, roccaforte dell'insurrezione), trovarsi in difficoltà alla dogana dell'aeroporto O'Hare di Chicago.

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leoni della mesopotamia

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Hussein, 93 presenze e 34 gol con i Leoni della Mesopotamia, è stato interrogato per 7 ore dagli agenti dell'immigrazione dello scalo dopo essere arrivato con i suoi compagni di squadra e i membri dello staff. Un portavoce della dogana e della protezione delle frontiere degli Stati Uniti (Border Patrol) ha dichiarato a The Athletic: "Il 5 giugno, la nazionale irachena è arrivata all'aeroporto internazionale di Chicago O'Hare (dove mercoledì giocherà l'ultima amichevole premondiale col Venezuela) proveniente dallo scalo di Dubai. Durante le procedure di controllo, due viaggiatori sono stati sottoposti a un'ispezione aggiuntiva, una procedura di routine che prevede la verifica delle informazioni o la determinazione dell'ammissibilità dei passeggeri. Uno è stato ammesso negli Stati Uniti. Il secondo, un fotografo e non un giocatore della squadra, è stato ritenuto non ammissibile e gli è stato negato l'ingresso a causa di problemi di verifica". A Hussein è stato confiscato il telefono, poi restituitogli dopo accurati controlli. L'Iraq debutterà al Mondiale il 16 giugno (mezzanotte italiana) contro la Norvegia a Boston. I due incontri successivi sono previsti per il 22 con la Francia a Philadelphia e il 26 a Toronto col Senegal.

La nazionale dell'Iraq in partenza per Chicago

arbitro

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E' andata peggio al miglior arbitro africano, chiamato per dirigere partite del Mondiale. Il 34enne somalo Omar Abdulkadir Artan è stato respinto al suo arrivo negli Usa e fatto salire su un volo per la Turchia, da dove era arrivato. A quanto pare senza una spiegazione ufficiale. La selezione di Artan aveva suscitato grande orgoglio nel suo Paese. Il presidente somalo Hassan Sheikh Mohamud lo ha definito "fonte di ispirazione per la nuova generazione di somali", lodando "l'impegno, la professionalità e l'integrità" di un arbitro che è diventato un modello nazionale.

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L'arbitro somalo Omar Abdulkadir Artan

tifosi

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Il grado di difficoltà è ovviamente ancora maggiore per i tifosi. Come ha raccontato la Bbc, Abdulla Adnan, tifoso iracheno, dopo che la sua nazionale si è qualificata per il Mondiale ha subito comprato i biglietti per le tre partite e quelli dei voli per gli States, spendendo circa 1600 euro. Dopo lo scoppio della guerra tra Iran e Usa, gli statunitensi hanno chiuso la loro ambasciata a Baghdad per motivi di sicurezza. Adnan si è dovuto quindi recare ad Amman per cercare di ottenere un visto presso l'ambasciata americana in Giordania. Ma al suo arrivo, il personale gli ha comunicato che, non essendo cittadino giordano, non poteva rilasciargli il visto. Dopo aver ponderato la possibilità di tentare di averlo in Turchia, si è visto costretto a rinunciare al viaggio, rimettendoci tutti i soldi già sborsati. E nelle sue condizioni ci sono moltissimi altri tifosi, di tante nazioni non gradite al Presidente Trump.

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