Taekwondo, Grand Prix a Roma: Dell'Aquila oro da leggenda, Alessio d'argento
La Gazzetta dello Sport

Taekwondo, Grand Prix a Roma: Dell'Aquila oro da leggenda, Alessio d'argento

Lunedì 8 giugno 2026
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Al Foro Italico l'Italia del taekwondo lancia un segnale forte verso Los Angeles 2028. A prendersi la copertina il 25enne di Mesagne, già oro olimpico a Tokyo, autore di una rimonta da campione

Al Foro Italico l'Italia del taekwondo lancia un segnale forte verso Los Angeles 2028. A prendersi la copertina il 25enne di Mesagne, già oro olimpico a Tokyo, autore di una rimonta da campione

Chiara Soldi Giornalista 8 giugno - 16:30 - MILANO Vito Dell'Aquila

C'è stato un momento, a pochi secondi dal termine della finale, in cui il Foro Italico ha trattenuto il respiro. Il sudcoreano Eunsu Seo era davanti e Vito Dell'Aquila sembrava aver speso tutto quello che aveva. Poi è accaduto ciò che i grandi campioni sanno fare nei momenti decisivi: l’azzurro ha trovato le energie per piazzare i colpi decisivi, ribaltando il match e prendendosi Roma. L'oro conquistato nel World Taekwondo Grand Prix, tappa tutta italiana del circuito internazionale più importante della disciplina, vale molto più di una semplice vittoria. Perché Dell'Aquila, nella sua straordinaria carriera, aveva già conquistato praticamente tutto: il titolo olimpico a Tokyo 2021, quello mondiale nel 2022, e i due titoli europei nel 2019 e nel 2024. Ma il Grand Prix di casa, davanti al pubblico tricolore, era ancora un tassello mancante. Domenica 7 giugno 2026, il 25enne di Mesagne ha saputo colmare quel vuoto con una prestazione da ricordare. 

RE DELL'AQUILA

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Il percorso del pugliese, partito dai sedicesimi, è stato quello dei grandi giorni. Ha prima liquidato il due turchi Yusuf Badem e Furkan Ubdeyde Camoglu, per poi superare anche quello che sulla carta si presentava come lo scoglio più grande: il coreano Tae-joon Park, oro olimpico a Parigi 2024, battuto con una prova di enorme maturità tattica. In semifinale ha piegato il giordano Ja'afar Aldaoud, guadagnandosi la sfida per il titolo contro Seo. La finale è stata un condensato di spettacolo e tensione. Primo round perso di misura, 49-47. Il secondo dominato dall'azzurro, capace di riportare immediatamente il match in equilibrio. Nel terzo e decisivo assalto il sudcoreano ha provato più volte a scappare, ma Dell'Aquila è rimasto agganciato all'incontro, trovando negli ultimi istanti il sorpasso che ha fatto esplodere il Foro Italico. Un successo costruito con tecnica, carattere e cuore: "Ho coronato un sogno. Quando ho sentito che le gambe stavano per mollare ho messo da parte la tattica e ho iniziato a combattere d'istinto", ha raccontato Dell’Aquila. Poi la dedica più toccante: quella alla nonna, scomparsa poche settimane fa: "È stato un periodo duro. Questa medaglia è per lei". 

ALESSIO D'ARGENTO

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Se Dell'Aquila ha regalato la copertina all'Italia, Simone Alessio ha confermato di essere una delle certezze del taekwondo azzurro. Il campione calabrese, due volte campione del mondo nel 2019 e nel 2023, ha conquistato la medaglia d'argento nella categoria +80 kg al termine di un percorso di alto livello, arrendendosi soltanto in finale contro il russo Rafail Aiukaev. Anche qui un match intenso e spettacolare: l’azzurro ha conquistato il primo round ed è stato a un passo dalla vittoria anche nel secondo, perso per una penalità a tre decimi di secondo dalla scadenza del tempo, prima di arrendersi soltanto al terzo parziale in una finale combattutissima chiusa sul 2-1. Per Alessio si tratta dell'ennesimo risultato di prestigio in una carriera che negli ultimi anni lo ha visto stabilmente tra i protagonisti del circuito mondiale. A Roma ha mostrato ancora una volta qualità tecniche e personalità, aggiungendo una medaglia che certifica la continuità di rendimento di uno degli atleti più rappresentativi del taekwondo italiano, capace di restare competitivo ai massimi livelli stagione dopo stagione.

VERSO LOS ANGELES

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All’argento di Simone Alessio si è aggiunto anche quello di Antonino Bossolo nel ParaTaekwondo. Già bronzo alle Paralimpiadi di Parigi 2024, il siciliano ha ceduto solo in finale contro il giapponese Shunsuke Kudo, salendo sul secondo gradino del podio nella competizione riservata agli atleti della classe K44 che, per la prima volta, è stata integrata nel programma dell’evento romano. Per l’Italia tre medaglie complessive che confermano la solidità del movimento azzurro e lanciano un segnale importante all'inizio del percorso verso Los Angeles 2028.

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