Bergamo capitale delle Bocce Paralimpiche: al via le Finali Scudetto DIR
Dal 12 al 14 giugno il Centro Tecnico Federale ospiterà l'atto conclusivo dei Campionati Italiani di Società DIR. Per la prima volta l'evento sarà organizzato e gestito dal SIP
Dal 12 al 14 giugno il Centro Tecnico Federale ospiterà l'atto conclusivo dei Campionati Italiani di Società DIR. Per la prima volta l'evento sarà organizzato e gestito dal SIP
Filippo Testini 8 giugno - 18:08 - MILANOMesi di sfide, allenamenti intensi e selezioni regionali stanno per convergere verso l'appuntamento più atteso dell'anno. Dal 12 al 14 giugno 2026, il Centro Tecnico Federale di Bergamo si trasformerà nel cuore pulsante delle bocce paralimpiche ospitando le finali dei Campionati Italiani di Società DIR (riservati ai livelli A, C21, B e C) che tornano dopo la pausa dello scorso anno. Tre giorni ad alta intensità agonistica in cui le migliori formazioni provenienti da tutta Italia si contenderanno il titolo tricolore al termine di un percorso che ha visto impegnati atleti e tecnici nelle diverse fasi della stagione agonistica. La manifestazione rappresenta un importante momento di aggregazione, competizione e valorizzazione, confermando il ruolo centrale dello sport delle bocce come strumento di inclusione, riscatto e crescita personale.
il programma
—Le attività prenderanno il via ufficialmente venerdì 12 giugno con l'accreditamento delle squadre e il sorteggio ufficiale delle gare. Nel pomeriggio spazio ai quarti di finale che definiranno il quadro delle società qualificate. Sabato 13 giugno sarà la giornata interamente dedicata alle semifinali, incontri decisivi che decreteranno le formazioni protagoniste delle finali tricolori. Il momento clou è in programma domenica 14 giugno quando andranno in scena le finali dei Campionati Italiani di Società DIR per tutti i livelli in gara. Al termine degli incontri si svolgerà la solenne cerimonia di premiazione che incoronerà le società campioni d'Italia 2026.
il ruolo del sip
—L’appuntamento lombardo segna uno spartiacque importante per l’intero movimento poiché è il primo ad essere interamente organizzato e gestito in autonomia dal SIP. Un risultato che premia gli investimenti continui delle società sportive sul talento di questi atleti, con l'obiettivo di continuare a promuovere l'attività sul territorio per intercettare nuove leve e garantire a sempre più ragazzi il diritto allo sport e alla competizione.
voci dal campo
—Dietro i grandi appuntamenti nazionali c'è il lavoro quotidiano, silenzioso ed empatico di tecnici e volontari che vivono quotidianamente il campo da gioco "Da quattro anni guidiamo con immensa gratificazione umana e sportiva gli atleti paralimpici DIR, riscontrando enormi progressi tecnici nell'accosto e nella bocciata, coronati dal titolo italiano nella coppia B lo scorso anno - spiega Marco Cavicchi, responsabile settore paralimpico 'La Ferrarese' - Al di là dei successi, la vittoria più grande resta l'aver creato un gruppo compatto, unito dall'affetto e dal sostegno reciproco in ogni allenamento. Trasmettiamo ai ragazzi dedizione e impegno, valori ripagati da una presenza puntuale e da un entusiasmo travolgente confermato anche dalle famiglie. A volte, a causa degli impegni lavorativi legati ai loro percorsi di inclusione sociale, perdiamo a malincuore qualche atleta già formato; continuiamo però ad accogliere nuove leve, sperando sempre di veder tornare chi ha dovuto lasciarci", conclude Cavicchi. Gli fa eco Ernesto Bronzini, membro commissione paralimpica federale e dirigente squadra San Cristoforo di Fano, per il quale "lavorare con gli atleti DIR è un'esperienza serenamente appagante: in un mondo mercificato, il tempo speso con loro è ripagato dalla purezza dei loro sorrisi e dalle emozioni che trasmettono. Nel tempo i ragazzi hanno mostrato notevoli progressi nell'autonomia di gioco e nelle abilità tecniche, tanto da guadagnarsi il passaggio alle categorie superiori - continua Bronzini - Ancora più importanti sono la crescita dell'inclusione e la voglia di fare squadra, che hanno trasformato questo gruppo in un vero e proprio nucleo protetto della nostra società".
il mezzogiorno
—A testimoniare la crescita del movimento DIR anche nel Sud Italia è la realtà de La Potentina, società in cui confluiscono le cooperative sociali La Mimosa e La Tartaruga. "Accogliamo persone con disabilità di diversa gravità, seguite passo dopo passo dal tecnico Vincenzo Lorusso e dal sottoscritto — racconta Antonio Lorusso, Presidente del club — Negli anni, il confronto con associazioni di altri territori extra-regionali ci ha spinto a promuovere con forza l'attività federale. Questo percorso mi ha dato lo stimolo per investire energie nel settore DIR, ottenendo splendide soddisfazioni sia a livello locale che nazionale. Risultati che hanno dato enorme visibilità regionale a tutto il comparto, permettendoci persino di ottenere contributi e migliorare l'accessibilità delle nostre strutture abbattendo le barriere architettoniche".
i protagonisti
—Ma la vera anima di questo percorso sono coloro che scenderanno in campo a Bergamo con il cuore a mille e la voglia di vincere, sono proprio i ragazzi. Oltre i moduli e le tattiche dei tecnici, a parlare sono le emozioni pure di chi vive la corsia di gioco come uno spazio di libertà e riscatto. È il caso di Gianluigi Mancini e Pasquale Fazio, atleti in forza alla Potentina. Pasquale racconta che la squadra si approccia a questi campionati "nel migliore dei modi, sapendo di poter ottenere un ottimo risultato". Anche il compagno di squadra Gianluigi, fiducioso, aggiunge: "Grazie all'ottimo lavoro svolto durante tutto l'anno, andrò a Bergamo molto più tranquillo e consapevole dei nostri mezzi". La competizione per queste finali scudetto è altissima, e gli avversari sono pronti a dare battaglia. Ne è convinto Lorenzo Bronzini, giocatore della San Cristoforo di Fano. "Dopo un anno di allenamenti intensi insieme ai miei compagni, sono pronto a scendere in campo e a dare il massimo per conquistare lo scudetto". Ripensando al cammino che ha portato la sua squadra fino a questo palcoscenico nazionale, Lorenzo non nasconde il sacrificio ma sottolinea l'orgoglio del gruppo: "È stata dura, ma ce l'abbiamo fatta. Abbiamo sudato tante maglie, ma è stata una sensazione bellissima riuscire a conquistare i punti fondamentali per far vincere il team".
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