Civ a Imola: cadute, battaglie, giochi aperti, storie da raccontare
La Gazzetta dello Sport

Civ a Imola: cadute, battaglie, giochi aperti, storie da raccontare

Lunedì 8 giugno 2026
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Il terzo round del Campionato Italiano Velocità ha detto molte cose: Delbianco non è perfetto, la Superbike non è un testa a testa e in Supersport e Moto4 se le suonano di santa ragione

Il terzo round del Campionato Italiano Velocità ha detto molte cose: Delbianco non è perfetto, la Superbike non è un testa a testa e in Supersport e Moto4 se le suonano di santa ragione

Matteo Solinghi 8 giugno 2026 (modifica alle 18:37) - IMOLA (BOLOGNA) Con la doppietta di Imola, Cavalieri si rilancia in campionato e si mette in scia a Delbianco

Se i primi due round del Civ sembravano aver definito le gerarchie in pista per la stagione 2026 nelle varie classi, Imola inverte la tendenza e crea scompiglio, rimescolando le carte in gioco. In un fine settimana caldo, caldissimo, su un affascinante tracciato è andato in scena lo spettacolo del Campionato Italiano Velocità. Tanti i temi in gioco: dalle numerose cadute alla Variante Bassa al livello sempre più elevato del torneo in tutte le classi, da un Delbianco che è tornato a commettere un errore in gara (non gli succedeva dal 2024) a un Pirro sottotono e una Superbike con più attori protagonisti. In mezzo, una storia vera, fatta di passione e determinazione. Snoccioliamo tutti i temi del fine settimana di Imola, senza dimenticare di sottolineare l'accordo che ha portato Imola a rinnovare il proprio ruolo di protagonista all'interno del Civ fino al 2029.

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Superbike

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Non poteva farsi regalo migliore, Samuele Cavalieri, se non vincere sia Gara 1 che Gara 2 a Imola nella categoria regina. Nel giorno del suo compleanno, il pilota Ducati Broncos ha replicato il trionfo del sabato dominando l’intera manche e rilanciandosi in campionato. Proprio la doppietta di Cavalieri, unita al pesante “zero” fatto segnare da Alessandro Delbianco in Gara 1 a Imola, danno lo spunto per uno dei (tanti) temi del lunedì: la Superbike non ha un unico protagonista e non è neanche un testa a testa, ma ci sono molteplici primi attori (tra l’altro, con moto diverse: Ducati, Yamaha e Aprilia a podio domenica, la Honda di Giannini il sabato e le due Bmw di Pusceddu e Russo a ridosso del podio). Certo, alla lunga la costanza verrà premiata, ma la doppietta di Cavalieri, la competitività di Giannini e Bernardi e la presenza di nomi importanti come quelli di Pirro e Rinaldi non fanno altro che rendere avvincente il campionato e la categoria. Menzione speciale per Bernardi: trovatosi appiedato a inizio stagione, ha preparato una Ducati nel garage di casa con l’aiuto del padre, salvo poi cadere nei test di Misano (con tanto di rottura di una vertebra e moto disintegrata) e rinunciare al primo weekend del Civ 2026. Nonostante ciò, Aprilia ha creduto in lui e gli ha fornito una moto. Bernardi, di rientro dall’infortunio, ha preso in mano la moto il giovedì di Imola, ha spinto, è cresciuto nell’arco del weekend e la domenica è salito sul terzo gradino del podio. Quando si dice “le belle storie del Motorsport”, fatte di determinazione, sudore, impegno, sacrifici, passione.

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Andrea Mantovani (Ducati) inseguito da Lorenzo Dalla Porta (Yamaha)

Supersport

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Un tema ricorrente è quello della competitività all’interno del Civ. Accennato in conferenza stampa da Delbianco, il quale ha sottolineato l’alto livello del Campionato Italiano Velocità come a lui stesso fatto notare da addetti ai lavori anche in ambito internazionale, il concetto è stato ripreso da Andrea Mantovani, dominatore della Supersport con la Ducati della Scuderia D’Ettorre, sottolineando come il 2° classificato fosse Lorenzo Dalla Porta, campione del mondo Moto3. Altro tema della Supersport è il dualismo Ducati-Yamaha: Mantovani, il cui weekend era iniziato in salita, ha dovuto mediare con lo stile di guida dei suoi diretti avversari, Dalla Porta e Patacca. La guida degli alfieri Yamaha, forti in staccata e con una guida stop & go anche per via delle caratteristiche della moto giapponese, si contrappone a ciò che la Ducati chiede di fare a Mantovani, alla ricerca di maggiore percorrenza e scorrevolezza. Due stili contrapposti che hanno dato grande spettacolo in pista a suon di sorpassi.

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Moto4

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Una delle categorie più esaltanti da vedere dal vivo è sicuramente la Moto4, il trampolino di lancio prima di arrivare in Moto3. Griglia affollata e una sfilza di poco più che bambini a suonarsele di santa ragione con sorpassi e controsorpassi, staccate al limite, scie. Di fatto è un monomarca Honda Nsr250R dove l’unica modifica apportabile è la rapportata finale del cambio. Una cinquantina di Cv di potenza su per giù, meno di 90 kg di peso, oltre 200 km/h a Imola e 220 km/h al Mugello. Il resto lo fa la grinta di questi piccoli grandi talenti con coraggio da vendere e senza alcun timore di cadere, sbagliare, imparare. In questo contesto, a Imola ha brillato il Team Buccimoto Factory, quello più strutturato nella categoria e in grado di piazzare tre piloti sul podio di Gara 2: Savino, Dotta e Fino.

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Cadute

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Detto che Imola non è mai una pista di facile interpretazione e che il giro va costruito turno dopo turno, per molti piloti la criticità della pista è stata la Variante Bassa, le ultime due curve che immettono sul rettilineo. Un sinistra-destra dove si può guadagnare molto se lo si affronta con la giusta linea, tagliando sui cordoli, ma se si è un filo lunghi, fuori traiettoria, con la moto troppo inclinata sui cordoli stessi o si accelera eccessivamente presto o troppo bruscamente, ecco che la scivolata è dietro l’angolo. Tante, quasi tutte in quel punto, le cadute nel fine settimana di Imola. A parte un paio di errori alla Tosa, in Variante Bassa si sono spesso decise le sorti delle corse del terzo round del Civ. Lì sono caduti Delbianco in Gara 1 e Giannini in Gara 2 in Superbike, Antonelli due volte in Supersport, Tamburini (coinvolgendo poi Salvetti) in Gara 2 Moto4. Un punto ostico da tempo o carene, insomma, ma estremamente affascinante, specchio di un Campionato Italiano Velocità - a detta di molti piloti nelle varie conferenze stampa post gara - sempre più avvincente e dal livello sempre più internazionale.

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