Danilo, il Brasile e il suo terzo Mondiale: "Proviamo a vincerlo. Ancelotti è come CR7"
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Danilo, il Brasile e il suo terzo Mondiale: "Proviamo a vincerlo. Ancelotti è come CR7"

Martedì 9 giugno 2026
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"Noi abbiamo Carlo". L'ex difensore della Juventus, in un'intervista a The Athletic, si è soffermato sulla figura del nuovo ct della Selecao e ha ricordato i suoi anni alla Juventus

"Noi abbiamo Carlo". L'ex difensore della Juventus, in un'intervista a The Athletic, si è soffermato sulla figura del nuovo ct della Selecao e ha ricordato i suoi anni alla Juventus

9 giugno - 00:48 - MILANO English version

"Non è stato un periodo facile dopo l'ultimo Mondiale, perché abbiamo avuto molti problemi. Abbiamo cambiato allenatore tre volte e non abbiamo giocato bene né ottenuto i risultati che speravamo. A volte il calcio non ha senso. In Brasile c'era poca fiducia nella nazionale". La fotografia che Danilo offre della sua Selecao è questa. Nitida. Ma adesso, alla vigilia della sua terza partecipazione a una Coppa del Mondo, in squadra e nel paese più in generale c'è un ritrovato ottimismo. Anche grazie alla presenza di un profilo esperto in panchina come Carlo Ancelotti. 

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ancelotti valore aggiunto

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"Prima ci si aspettava che vincessimo ogni partita per 3-0, giocando anche un bel calcio. Ma ogni squadra che affrontiamo si prepara bene e si difende con grande organizzazione. Non è facile. Tuttavia, abbiamo molti giocatori di qualità - ha spiegato Danilo in un'intervista a The Athletic -. Disponiamo di una squadra che unisce giovani talenti e giocatori esperti. E abbiamo Carlo Ancelotti. Possiamo mettere insieme tutti questi elementi e provare a vincere il Mondiale. Ancelotti è come Cristiano Ronaldo. È una delle persone più famose del calcio eppure vive le sue giornate con noi come una persona normale. È umile, e questa è una delle qualità più importanti dei campioni. Ha vinto tantissimo, ma lavora come se non avesse mai vinto nulla". 

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ricordi bianconeri

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"Ho giocato nella Juventus in un periodo di transizione tra i grandi successi e i momenti di difficoltà. Ero più esperto, più tranquillo e più concentrato su me stesso e sul calcio. La Juve è stata fantastica e importante per me perché i miei figli sono cresciuti lì. Le persone mi hanno trattato bene, mi sono sentito amato e ho cercato di ricambiare questo affetto. Inoltre, ho giocato con Gianluigi Buffon, Leonardo Bonucci e Giorgio Chiellini: da loro ho imparato come gli italiani vivono e interpretano il calcio, con tutta la loro passione e resilienza". Una squadra in cui si è ritrovato a giocare anche insieme a CR7 (di nuovo), nominato prima: "Sì, e avevo già giocato con lui al Real Madrid. A Torino era più esperto, ma continuava a segnare molti gol ed era sempre un professionista esemplare. Ti spronava continuamente e ti spingeva a dare il massimo sia in allenamento sia in partita. La gente pensa che Cristiano sia una specie di extraterrestre, ma in realtà era una persona normale, che rideva e si divertiva con la sua famiglia. Ovviamente, però, Cristiano vive per il calcio e dedica quasi tutto ciò che fa a migliorarsi ogni giorno".

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