Palestra, l'Inter accelera: rilancio anti-asta da 45 milioni, dialogo aperto con l'Atalanta
I nerazzurri preparano il blitz per evitare aste e regalare a Chivu l'esterno già per il ritiro
I nerazzurri preparano il blitz per evitare aste e regalare a Chivu l'esterno già per il ritiro
Filippo Conticello Giornalista 9 giugno - 08:53 - MILANO English versionL’Inter di ogni ordine e grado, dai dirigenti nella stanza dei bottoni all’articolato staff tecnico già in vacanza, condivide lo stesso desiderio: vuole Marco Palestra in nerazzurro nel più breve tempo possibile. Non c’è nessuno, però, che sia il presidente Marotta o l’allenatore Cristian Chivu, che non sappia quanto questa partita sia complessa e, potenzialmente, lunga. Del resto, le caratteristiche dell’interlocutore sono note a tutti: l’Atalanta, società amica dell’Inter per propria stessa ammissione, non è la gioielleria in cui si fanno affari semplici o a buon mercato. La Dea terrà alta l’asticella del prezzo, ribadisce che accetterà offerte soltanto con il 5 davanti, ma dall’altro lato all’Inter pensano già a un primo rilancio, tutt’altro che simbolico: sarebbe il segno che in Viale della Liberazione intendono fare subito sul serio e che, con un po’ di buona volontà da parte di tutti, ci si potrebbe pure incontrare a metà del fiume. Sarebbe anche un atto di realpolitik perché in questa trattativa complessa l’elemento di semplificazione è, soprattutto, la volontà dell’esterno azzurro: Palestra sa bene che probabilmente busseranno alla sua porta squadre danarose e prestigiose della Premier e il suo capitano in Nazionale, Gigio Donnarumma, gli ha tessuto magnifiche lodi del City e pure della vita a Manchester, ma il talento atalantino è altrettanto convinto che il prossimo salto di carriera debba essere italiano, anzi milanese. Insomma, Palestra ha messo davanti l’Inter e l’Inter non ha intenzione di badare a spese per lui: i tempi sono cambiati e lo sanno entrambe le parti in commedia.
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—La cifra di 40 milioni fatta pervenire giorni fa informalmente alla Dea, e ritenuta non sufficiente dal club che detiene il cartellino, potrebbe essere “aggiustata” presto: all’Inter ragionano di salire per via ufficiale a 45 milioni, e i prossimi giorni saranno decisivi proprio per un passo di questo tipo. Non è uno sforzo qualunque, ma una decisione storica dentro al club di Oaktree: l’ultimo giocatore pagato in partenza oltre 40 milioni risale a quando l’era cinese era in fase espansiva, appena prima che il Covid sgonfiasse la bolla. Tra l’altro, faceva lo stesso mestiere di Palestra, esterno di destra a quattro ruote motrici: Achraf Hakimi, modello di riferimento per questo prototipo di laterale moderno. Gli analisti di Chivu, che hanno studiato le performance nell’ultima stagione al Cagliari, pensano si possa avvicinare al marocchino e non essere solo un replicante di Dumfries nelle strettoie del 3-5-2. Prima di trovare il giusto ingrediente tattico, però, c’è da convincere l’Atalanta che, come naturale che sia, vuole far crescere al massimo gli introiti di una cessione, necessaria e non certo traumatica: il buon governo bergamasco di questi anni ha dimostrato come si possa rimanere a livelli altissimi, nonostante (almeno) una grande vendita. In linea generale, la famiglia Percassi vorrebbe il cash senza contropartite, ma è altrettanto vero che a Bergamo hanno fiuto per i giovani e, non a caso, ne studiano alcuni della cantera interista. Tra l’altro, molti sono stati svezzati da Roberto Samaden, per una vita al lavoro tra i baby di Interello e oggi responsabile del settore giovanile atalantino: quello su cui ci sono più relazioni positive è Matteo Cocchi, classe 2007, che ha due anni meno di Palestra, ma ha la stessa agenzia di procuratori che lo gestisce. In ogni caso, di rilancio in rilancio, l’Inter ha un preciso obiettivo temporale: presentarsi al ritiro con il proprio colpo in vetrina. Per riuscirci, per quanto possibile, non bisogna rallentare lungo la via maestra o perdersi in lunghi periodi di riflessione: solo così si potrà anticipare davvero la cavalleria inglese sempre in agguato.
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