Addio alla Supercortemaggiore: chiuso il pozzo della potente benzina italiana
Stogit sta sigillando il pozzo 1 del giacimento Cortemaggiore scoperto da Agip a fine anni Quaranta: da quel buco iniziò la motorizzazione di massa in Italia
Stogit sta sigillando il pozzo 1 del giacimento Cortemaggiore scoperto da Agip a fine anni Quaranta: da quel buco iniziò la motorizzazione di massa in Italia
Giuseppe Croce 9 giugno - 08:22 - MILANO Il cane a sei zampe, prima di diventare il logo dell'Eni, è stato il logo della benzina SupercortemaggioreDopo 77 anni chiude per sempre il pozzo 1 dell'Agip del giacimento "Cortemaggiore", il punto di partenza della storia petrolifera italiana. Trivellato nel giugno del 1949 a Cortemaggiore, in provincia di Piacenza, questo storico giacimento fu voluto fortemente da Enrico Mattei in persona e fu poi "sviluppato" trivellando ulteriori pozzi a poca distanza dal primo. Con il suo definitivo smantellamento non viene semplicemente tappato un foro nel terreno, ma cala il sipario su un pezzo di storia italiana e diciamo addio un'epoca legata alla rinascita industriale e al boom economico del dopoguerra, caratterizzato dalla diffusione di massa delle automobili con motore termico.
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SUPERCORTEMAGGIORE: IL POZZO 1
—I lavori di chiusura mineraria del pozzo sono iniziati da alcuni giorni e procedono giorno e notte sotto la guida dei tecnici di Stogit, azienda controllata da Snam. Una torre di perforazione alta 25 metri è stata allestita per procedere al taglio e al recupero delle vecchie tubazioni che arrivano a circa 1500 metri di profondità. Una squadra di 25 operai lavora quotidianamente per sigillare il giacimento inserendo quattro tappi di cemento, con l'obiettivo di mettere l'area in totale sicurezza e restituire il terreno agricolo al suo stato originale, cancellando ogni traccia dell'insediamento. La storia di questo pozzo è leggendaria. È stato il primo vero giacimento da cui l'Italia ha iniziato a estrarre oro nero in quantità commerciali, dal quale veniva poi raffinata la famosa "Supercortemaggiore". Questa benzina aveva una caratteristica peculiare: era l'unica, all'epoca, a essere raffinata esclusivamente a partire da petrolio estratto in Italia. Nonostante il giacimento fosse di entità modesta, il suo ritrovamento ebbe il grandissimo valore simbolico di dimostrare all'opinione pubblica che l'Italia poteva e doveva perseguire una propria politica energetica autonoma. Il giacimento di Cortemaggiore è stato sfruttato, con oltre 20 pozzi, per 48 anni consecutivi, durante i quali sono stati estratti 726 mila barili di petrolio (poco meno del doppio del petrolio oggi consumato in un solo anno in Italia) e anche molto gas e, purtroppo, ci sono stati anche molti incidenti e incendi. L'ultimo barile di greggio è stato estratto nel 1996, dopo il giacimento è stato usato come stoccaggio nazionale di gas proveniente dall'estero. Adesso il primo dei pozzi perforati viene chiuso per sempre, ma molti altri restano operativi per lo stoccaggio.
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Il distributore di benzina Supercortemaggiore progettato da Marcello Nizzoli e Mario OlivieriLA NASCITA DEL CANE A SEI ZAMPE
—Per commercializzare il prodotto e far fronte a un boom automobilistico che portò le vetture circolanti nel nostro Paese da 400.000 nel 1958 a oltre 5 milioni nel 1963, l'Eni affidò ai progettisti Marcello Nizzoli e Mario Olivieri la creazione di un innovativo distributore di benzina. Concepito nel 1958 e installato nel 1963, il nuovo distributore aveva forme squadrate e moderne, con i lati di colore rosso fiammante e una facciata bianca e gialla. Sulla facciata di quel distributore spiccava l'immagine scelta dall'Eni per commercializzare la benzina Supercortemaggiore: il cane a sei zampe. Nel 1952, Enrico Mattei indisse un grande concorso pubblico per trovare un marchio specifico per la sua nuova benzina. Il bozzetto vincitore, presentato ufficialmente da Giuseppe Guzzi ma ideato in realtà dal noto scultore Luigi Broggini, raffigurava uno stranissimo cane nero a sei zampe che sputava una grande fiammata rossa. Questo animale, le cui sei zampe simboleggiano le quattro ruote dell'automobile unite alle due gambe del guidatore, fu quello selezionato da Mattei e dal 1953 divenne il logo ufficiale non solo dell'Agip e della benzina Supercortemaggiore, ma dell'intera Eni. Ancora oggi il logo di Eni è lo stesso cane a sei zampe, seppur con diverse piccole modifiche stilistiche che si sono succedute negli anni. Il successo del marchio fu consolidato anche grazie a una memorabile campagna pubblicitaria.
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La benzina Supercortemaggiore venne pubblicizzata anche all'interno di Carosello attraverso spot televisivi di enorme impatto diretti da Luciano Emmer. Alla sceneggiatura e realizzazione di questi cortometraggi partecipò anche un giovane Dario Fo, insieme ad attori del calibro di Franca Valeri e Gabriele Ferzetti. Raccontando le avventure di eroi improbabili come Don Chisciotte, che si scontravano con la modernità (simboleggiata proprio dalle auto a benzina) lo spot entrava nelle case degli italiani e si chiudeva sempre con una frase destinata a rimanere nell'immaginario collettivo: "Supercortemaggiore, la potente benzina italiana".
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