Ascoli in B, il sindaco tifoso esulta: "Al Del Duca sempre in curva, a casa le foto di Rozzi e Mazzone"
Marco Fioravanti, oltre che primo cittadino, è tifoso sfegatato dei bianconeri sin da bambino: "Come diceva il Presidentissimo, l’Ascoli è degli ascolani. È la vittoria del popolo. Vedere la piazza gremita di tifosi mi ha fatto emozionare"
Marco Fioravanti, oltre che primo cittadino, è tifoso sfegatato dei bianconeri sin da bambino: "Come diceva il Presidentissimo, l’Ascoli è degli ascolani. È la vittoria del popolo. Vedere la piazza gremita di tifosi mi ha fatto emozionare"
Oscar Maresca 9 giugno - 16:16 - MILANOIl sindaco di Ascoli, Marco Fioravanti, ha ancora la voce roca dopo i lunghi festeggiamenti per il ritorno in Serie B della squadra di Tomei: "Al Del Duca seguo tutte le partite in Curva Sud, prima della finale di ritorno contro l’Union Brescia insieme al presidente Passeri abbiamo fatto il giro del campo. Ho pianto guardando il popolo ascolano negli occhi. I tifosi meritavano questa promozione". Il club marchigiano ha superato la formazione di Corini ai playoff conquistando l’ultimo posto a disposizione per la B: torna dopo due anni raggiungendo Vicenza, Arezzo e Benevento. "Al gol del 3-0 ho infilato la maglia celebrativa e sono corso in campo per abbracciare i giocatori, l’allenatore, il presidente. Ho alzato il trofeo insieme a loro. Da tifoso, prima che da sindaco, è stata una gioia immensa. Ho ancora i brividi". In Piazza del Popolo c’erano oltre 15mila tifosi ad abbracciare la squadra: "Ci siamo affacciati dalla terrazza del Caffè Meletti, ho ringraziato pubblicamente mister Tomei facendo una promessa. Nel prossimo consiglio comunale proporrò la sua nomina come cittadino onorario di Ascoli. Se lo merita, è la prima vittoria da tecnico dopo i tanti anni da vice con Di Francesco".
VIDEO: Video, intervista a Fabio Pecchia: "Promozione? Di A conosco solo... Ascoli"Sindaco, la voce non è ancora tornata, però ne è valsa la pena.
"Assolutamente sì. Seguo l’Ascoli in curva fin da quando ero bambino. La retrocessione di due anni fa è stata una tragedia. Ho lottato tanto per tenere in vita il club incontrando decine di imprenditori, poi lo scorso anno il presidente Passeri ha rilevato il 100% della società ed è iniziato il percorso che ci ha portati fino in Serie B".
Neanche il tempo di festeggiare, che è subito tornato al lavoro per programmare la prossima stagione.
"Domenica sera abbiamo conquistato la B, lunedì mattina ero allo stadio per incontrare la dirigenza del club e definire gli interventi da attuare al Del Duca. Vogliamo chiudere il cantiere della Curva Sud e cominciare la riqualificazione della Nord per consentire all’impianto di ospitare partite e grandi eventi".
È la sua prima promozione in B da sindaco, come ci si sente?
"Come diceva il Presidentissimo Rozzi, l’Ascoli è degli ascolani. È la vittoria del popolo. Vedere la piazza gremita di tifosi mi ha fatto emozionare, è un ricordo che porterò sempre nel cuore. E non solo...".
Cioè?
"A casa ho una parete interamente dedicata all’Ascoli: c’è la foto del presidente Rozzi e quella di Carletto Mazzone. Adesso aggiungerò anche la gigantografia di questa squadra che alza il trofeo".
Il sindaco Fioravanti e il presidente Passeri sotto la curva
Come il Presidentissimo, pure lei è molto scaramantico.
"Lui mangiava i lupini prima di ogni partita, poi lanciava un po’ di sale dietro la porta. Io il sale ce l’ho sempre in tasca quando vado allo stadio. Ma per la finale contro l’Union Brescia ho aggiunto un altro rito".
Adesso dovrà svelarlo.
"Ho indossato i calzini rossi, simbolo di Rozzi. Direi che hanno portato fortuna. L’ho conosciuto da piccolo, quando frequentavo lo stadio da tifoso. Qualche tempo fa i suoi figli mi hanno regalato una spilla bianconera che apparteneva a lui, la custodisco gelosamente".
Con Mazzone invece ha avuto un rapporto speciale.
"Ero presidente del consiglio comunale quando nel 2019 abbiamo dedicato la Tribuna Est a Carletto. Era emozionatissimo, non amava i riflettori. Ricordo la sua timidezza durante il giro di campo, quasi si sentiva fuori posto, nonostante avesse dedicato la vita all’Ascoli. La sua umiltà lo ha reso, per noi, il più grande di tutti".
Costantino Rozzi e Carlo Mazzone
Sindaco, lei era nella chiesa di San Francesco in Piazza del Popolo anche nel giorno del funerale di Mazzone.
"Dall’altare gli ho dedicato un pensiero davanti al popolo ascolano. Ma c’è una frase che non dimenticherò mai: 'Carletto era un uomo d'altri tempi, mai fuori dal tempo'. Questa vittoria è anche per lui".
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