Tamberi e Maino si raccontano: ecco i loro consigli ai campioni del futuro
La Gazzetta dello Sport

Tamberi e Maino si raccontano: ecco i loro consigli ai campioni del futuro

Martedì 9 giugno 2026
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I mantra di Gimbo e la sua "leggerezza", i sogni di Maino e gli "occhi di tigre" tatuati: tutto sulle due stelle dello sport, entrambi Ambassador del progetto "Tutti in Campo" del Gruppo Selex

Sara Federico 9 giugno - 17:16 - MILANO

I mantra di Gimbo e la sua "leggerezza", i sogni di Maino e gli "occhi di tigre" tatuati: tutto sulle due stelle dello sport, entrambi Ambassador del progetto "Tutti in Campo" del Gruppo Selex

Gianmarco Tamberi

Quando guardiamo negli occhi un campione come Gianmarco Tamberi, Oro olimpico a Tokyo 2020 e campione del mondo di salto in alto a Budapest 2023, ci chiediamo se, anche oggi dopo quasi 20 anni di successi ad altissimi livelli, si lascia ancora sorprendere dall’impegno e dalla passione dei giovanissimi aspiranti a diventare dei campioni come lui. La risposta è sì, e ce lo conferma lui stesso: “L’aspetto più bello del vedere i bambini fare sport è la felicità con cui lo fanno, perché per loro l’obbiettivo non è l’unico traguardo da raggiungere, ma hanno tanta voglia di divertirsi e migliorarsi, sempre con il sorriso sulle labbra. Sono il nostro esempio, che noi adulti e professionisti non dovremmo dimenticare mai”. Infatti Gimbo Tamberi, ci confessa proprio di lasciarsi ispirare dalla “leggerezza” dei più piccoli ogni giorno, scegliendo orari di allenamento in cui ci sono più bambini: “Mi trasmettono allegria, felicità e la forza di spingermi ogni giorno oltre i limiti. Non dobbiamo mai dimenticarci come abbiamo cominciato a fare sport”. Ed effettivamente, lui non lo dimentica, anzi porta sempre con sè le sue origini e i suoi primi allenamenti all’Atletica Osimo, la realtà marchigiana in cui ha iniziato, che ha creduto in lui e gli ha “spiegato le ali” per usare le sue parole. Ma un ringraziamento speciale lo dedica alla Robur Osimo, la squadra di basket in cui è cresciuto: “La pallacanestro resta il mio primo amore, l’ho praticato dai 4 ai 17 anni, poi nel 2009 nella gare studentesche, mi sono accorto di essere molto portato per il salto in alto e l’atletica leggera, purtroppo nel basket si salta in modo diverso..” commenta scherzosamente. Ma il suo mantra, quello che ancora oggi lo accompagna nelle competizioni internazionali, nasce proprio lì, nel sui anni alla Robur Osimo: “C’era un allenatore che poi è venuto a mancare, che ha fatto un capolavoro con la prima squadra, portandoli dalla Serie C alla A2, vincendo i campionati anno dopo anno. 'Non mollare mai' diceva sempre, e ricordo che avevo in cameretta una sua foto con questa frase, che mi ha aiutato molto nella mia carriera e anche in tutti i problemi che ho avuto nello sport” aggiunge. Come sapete, dal 2011, al mantra si aggiunge il suo rito scaramantico per cui è conosciuto in tutto il mondo come “half shave” per la sua “barba a metà”: “Era la vigilia di una gara molto importante, non arrivavo al massimo della forma poiché ero reduce da infortuni fisici e avevo molta paura di deludere le aspettative”, ci racconta. A proposito della “leggerezza” di cui ci parlava, “Per rompere a tensione, ho deciso di presentarmi in pedana con metà barba. Ha funzionato e mi ha portato fortuna, perché in quell’occasione sono migliorato di 11 cm”. E chissà quanto ancora Gimbo continuerà a sorprenderci e ad emozionarci.

VIDEO: Gimbo Tamberi per il Gruppo Selex: "Ecco il mio mantra"

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