Origi, inno al talento sprecato: era un grande bomber, così diventò solo un peso
Ai tempi del Liverpool segna una doppietta al Barcellona in semifinale e poi vince la Champions, poi in rossonero si spegne e finisce dimenticato da tutti, ma non dal bilancio del club. Vita piena di episodi surreali, da quell'aneddoto con la regina del Belgio al... delfino col suo nome
Il suo idolo è sempre stato Ronaldo il Fenomeno. Eppure, quando arrivò al Milan nell'estate 2022, Divock Origi tirò fuori un altro nome: Marco Van Basten. "Ho visto i video dei suoi anni al Milan su YouTube, i suoi gol, il suo impatto. Incredibile". Un paragone che, sulla carta, sembra quasi blasfemo. E infatti lo è. Però un filo che lega Van Basten e Origi esiste davvero, anche se è sottile come un capello. Entrambi hanno detto addio al calcio molto prima del previsto. L'olandese, tre Palloni d'oro, si ritirò ufficialmente a 30 anni dopo una lunga battaglia con le caviglie. Origi ha chiuso a 31, dopo oltre due anni passati praticamente ai margini e senza giocare una partita ufficiale dall’aprile 2024. Divock è stato un personaggio di culto, l’uomo che ha eliminato il Barcellona di Messi con una doppietta, che ha deciso una finale di Champions con il Liverpool, che in Belgio ha dato il nome perfino a un delfino e che una volta è stato scambiato per Lukaku dalla regina del Belgio. Una carriera piena di episodi improbabili, conclusa in modo altrettanto particolare: lontano dai riflettori, con la testa già rivolta alla moda e ai suoi progetti imprenditoriali.