MotoGP al lavoro sulla sicurezza: allo studio file in griglia da 2 moto (invece di 3)
Dopo gli incidenti di Montmelò e Ungheria, nella prova di Brno si sperimenterà una maggiore spaziatura al via tra piloti e poi in Germania anche un allungamento dello spazio tra una fila e l'altra. Ezpeleta: "Stiamo studiando un disegno di partenza diverso con più spazio tra i piloti". Ma il dibattito è aperto
Dopo gli incidenti di Montmelò e Ungheria, nella prova di Brno si sperimenterà una maggiore spaziatura al via tra piloti e poi in Germania anche un allungamento dello spazio tra una fila e l'altra. Ezpeleta: "Stiamo studiando un disegno di partenza diverso con più spazio tra i piloti". Ma il dibattito è aperto
Giorgio Burreddu Collaboratore 9 giugno - 19:06 - MILANO La partenza della MotoGP in UngheriaPiù distanze, meno densità, meno rischio. Anche se l’equazione non è semplice (né immediata), la MotoGP si interroga sulla sicurezza. Domande necessarie dopo l’incidente sul circuito di Barcellona, con Johann Zarco finito nel groviglio di un tamponamento a catena, e dopo il nuovo caos alla prima curva in Ungheria. Quella di modificare la griglia di partenza e renderla più simile alla Formula 1 non sarebbe però una rivoluzione. Ma un accorgimento sì. Più spazio tra i piloti, e quindi meno rischio. In una griglia a due: non più tre moto per fila, quindi, ma due soltanto. Una soluzione che allungherebbe lo schieramento e cambierebbe anche il peso delle qualifiche, perché partire dietro vorrebbe dire partire ancora più lontano.
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—La prima prova è prevista a Brno, il prossimo 21 giugno, per il GP della Repubblica Ceca. E poi già dal Sachsenring, in Germania, il 12 luglio, dovrebbe arrivare un primo intervento concreto: tre metri in più tra una fila e l’altra. L’idea era stata confermata al Mugello da Carlos Ezpeleta, direttore sportivo MotoGP. "Stiamo studiando un disegno di partenza diverso con più spazio tra i piloti", aveva detto. Le scuderie hanno detto sì, ma certo la prima prova nel prossimo appuntamento del calendario dovrà dare risposte. Anche perché poi la modifica sarà sottoposta alla Grand Prix Commission, che dovrà approvarla per modificare il regolamento. Ezpeleta non ha nascosto che "modificare la griglia è un cambiamento molto, molto grande nel campionato e a volte, vista la distanza tra la linea di partenza e l’ultima curva, bisognerebbe apportare modifiche più consistenti ai circuiti". Non mancano comunque le contraddizioni, come parlare di maggiore sicurezza e poi puntare su un circuito cittadino come Adelaide nel 2027, nonostante la rassicurazione di tutti gli standard moderni.
sprint e abbassatori
—Non tutti, però, pensano che il distanziamento sia (l’unica) soluzione. Carlo Pernat, manager e uomo dei motori di lunga data, dice: "Non puoi fare 44 partenze. Questo mondiale ne vale tre dei nostri vecchi. Bisogna mettere mano alle Sprint Race. In questo bisogna guardare alla Formula 1. Farne sei, sette: avrebbero un senso diverso". I troppi ingorghi iniziali rischiano di tramutarsi in un ribaltamento dello spettacolo: "Perché quando cadi il sabato, ed è già successo, magari succede che tre o quattro piloti forti non partono l’indomani. La gente ha pagato il biglietto, e poi lo show?". Com’è ovvio, anche per Pernat al centro c’è però la sicurezza. Il resto viene dopo. "I piloti devono fare un’associazione, e mettere anche loro le carte in tavola. Come fanno le case e tutti gli altri", dice Pernat. C’è poi l’altro grande tema: gli abbassatori. I dispositivi che aiutano le moto in partenza e in accelerazione saranno vietati dal 2027, ma ora si discute se anticipare almeno il divieto al momento dello start. Anche qui, però, il paddock non appare compatto. C’è chi vorrebbe togliere subito tutto e chi, come Massimo Rivola, invita a non reagire di pancia. "Stiamo parlando con la MotoGP, con loro, per capire cosa si può fare per migliorare la sicurezza", ha detto dopo l’incidente in Ungheria. La sicurezza va migliorata, ma servono soluzioni da gestire al meglio. Anche per non snaturare l’essenza della MotoGP. È chiaro che una serie di soluzioni potrebbero aiutare a evitare imbottigliamenti alla prima curva. Le moto sono più veloci, più sofisticate, più difficili da gestire nel traffico. E la prima curva è stata spesso una lotteria. Brno dirà se questa strada funziona.
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