Lo spoiler di Hamilton: "Red Bull col motore più potente". Max perde altro terreno e medita sul futuro
Il pilota di Maranello ha anticipato il report della Fia sulla potenza dei propulsori. Essendo quello delle Red Bull al top, non potrà essere migliorato. Mettendo in forse anche la permanenza di Verstappen
Il pilota di Maranello ha anticipato il report della Fia sulla potenza dei propulsori. Essendo quello delle Red Bull al top, non potrà essere migliorato. Mettendo in forse anche la permanenza di Verstappen
Giorgio Burreddu Collaboratore 9 giugno - 21:57 - MILANOMeriti o colpe vanno dati a Lewis Hamilton. A Monaco, la sua dichiarazione a Sky Uk ha fatto spoiler: "Credo che ieri o oggi sia arrivata la notizia secondo cui la Red Bull ha il motore più potente, seguita dalla Mercedes. E poi ci siamo noi della Ferrari, più indietro. Quindi ora abbiamo a disposizione questi gettoni per cercare di sviluppare il motore e colmare il divario". In pratica: la Fia dovrebbe finalmente pubblicare il suo rapporto sulla potenza dei nuovi motori 2026. E sorpresa: il propulsore della Mercedes non sarebbe il riferimento da seguire. Tant’è che avrebbe il diritto di sviluppare il proprio motore nel 2026 e anche nel 2027. Un bel vantaggio per Kimi Antonelli (e George Russell, ovviamente) e comunque per una macchina che sta già andando più che veloce. Chi potrebbe farne le spese, invece, è la Red Bull. La scuderia austriaca è considerata la più potente del rapporto. E questo non pone solo quesiti sul futuro della macchina, ma apre squarci interrogativi sulla posizione di Max Verstappen.
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—E’ l’Aduo, l’Additional Development and Upgrade Opportunities. Una specie di giudice pensato per riequilibrare il livello dei propulsori dopo un esame della loro potenza, con presunte differenze di potenza e con i meno fortunati che possono sperare di ottenere possibilità supplementari di sviluppo. Vale a dire: intervenire sulla power-unit per migliorarla con aggiornamenti e ore extra di lavoro. L’Equipe ha posto l’accento sull’incognita di questi dati. "Perché la Federazione continua a lavorare nell’ombra, senza trasparenza", ha scritto il quotidiano francese. Questo rapporto è stato redatto dalla Fia e dai team per evitare situazioni come quella del 2014, quando la Mercedes aveva schiacciato la Formula 1 grazie a un motore superiore agli altri. Ma come sempre in questo sport, l’ingegno e la capacità di gestire le situazioni al volo sono fondamentali tanto quanto i piloti e le macchine. Durante i primi test in Bahrain, lo scorso inverno, tutti avevano notato che il motore Red Bull aveva molta potenza sul dritto. E Toto Wolff, scaltro come una faina, aveva insistito su questo dettaglio. L’Aduo, secondo gli esperti, si calcola solo sulla potenza del motore termico e non su tutto ciò che gli sta intorno. E più tardi, quando si è cominciato a capire che il motore della Ferrari (comunque in ritardo) avrebbe potuto beneficiare di questo vantaggio, Wolff è tornato alla carica.
La Ferrari di Hamilton a Montecarlo. Lapresse
regolamento
—Il regolamento permette ai motori in ritardo del 2% di sviluppare una novità motore nel 2026 e una seconda nel 2027. E a quelli che sono oltre il 4% di farne due a stagione. Calati nella realtà odierna, questi numeri dicono insomma che Mercedes, in ritardo su Red Bull del 2%, avrebbe la possibilità di uno sviluppo. Un piccolo, grande paradosso. Le Frecce d’Argento hanno già sei vittorie in sei gare, e cinque di queste sono di Kimi Antonelli. Sempre secondo lo spoiler by Hamilton, Ferrari avrebbe invece un ritardo del 4% (dunque intervento nel 2026 e nel 2027). Audi si attesterebbe nella fascia ritardo dal 4 al 6%, mentre Honda in quella 8-10%. Poco o tanto, queste percentuali rischiano di stravolgere equilibri e situazioni. Soprattutto per la casa austriaca. Poiché, essendo Red Bull il riferimento, non avrà il diritto di fare nulla l’anno prossimo per le performance. Mentre Mercedes potrebbe ancora rimettere mano a una vettura già quasi perfetta. E ovviamente tutto questo vale anche per la McLaren, che monta gli stessi motori dei leader del Mondiale. La questione non è solo legata al titolo Costruttori (che comunque conta), c’è anche il discorso piloti. Su una Red Bull così, cosa ci farà Verstappen? La Mercedes lo corteggia da anni. I mancati sviluppi potrebbero aprire nuovi scenari.
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