Gestione del caldo e accelerazioni: sarà un Mondiale a due velocità. E occhio alla Norvegia di Haaland
La Gazzetta dello Sport

Gestione del caldo e accelerazioni: sarà un Mondiale a due velocità. E occhio alla Norvegia di Haaland

Mercoledì 10 giugno 2026
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Il clima imporrà ai commissari tecnici di gestire il ritmo. Non ci sarà l'Italia ma i motivi di interesse non mancheranno, a cominciare dalla nazionale dell'attaccante del City

Su, non fate finta che non vi interessi. C’è il Mondiale, ragazzi. Senza l’Italia, maledizione. Ma è pur sempre il Mondiale, che magari all’inizio gli butti un occhio distratto perché tanto non ci sono gli azzurri, poi ti appassioni alle storie inattese e alla fine ti inchiodi sul divano perché sul cartellone gli attori da Oscar non mancano: Yamal e la Spagna che cerca la seconda stella, la Francia con la sua incredibile batteria di attaccanti, Leo e Cristiano all’ultimo ballo (se poi davvero sarà così, perché con loro due non si può mai dire), il Brasile di Ancelotti, la voglia di gol di Kane. Ci divertiranno, ci divertiremo. Ma che Mondiale sarà? Non si possono fare paragoni tra momenti storici diversi, ma uno sguardo a quanto accaduto nel 1994 (la precedente edizione americana: all’epoca senza sconfinamenti in Messico e Canada, ma la sostanza non cambia) è inevitabile. Quella volta in semifinale arrivarono la Svezia (battuta dal Brasile, poi campione) e la Bulgaria (sconfitta dall’Italia). Due nazionali inattese che, al di là di qualche buona individualità (soprattutto Andersson e Stoichkov), furono brave ad adattarsi alle terribili condizioni climatiche. Questa sarà una chiave importante: il dispendio energetico farà la differenza ancor più che in passato perché il nuovo format extralarge prevede ben otto gare per vincere. 

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