Sarà il Mondiale più ricco di sempre: ecco quanto valgono le squadre
Il valore di mercato delle nazionali è schizzato. Lo spagnolo del Barça, da solo, vale 292 milioni. La Fifa punta a ricavare 10 miliardi di dollari da questa edizione: nel 2006 erano stati 2,3...
Il valore di mercato delle nazionali è schizzato. Lo spagnolo del Barça, da solo, vale 292 milioni. La Fifa punta a ricavare 10 miliardi di dollari da questa edizione: nel 2006 erano stati 2,3...
Marco Iaria Giornalista 10 giugno 2026 (modifica alle 09:58) - MILANO English versionLamine Yamal e Kylian Mbappé, Gianni Infantino e Donald Trump. Benvenuti al più grande spettacolo dopo il Big Bang. Soldi e potere, potere e soldi. Domani comincerà un Mondiale mai così ricco. Certo, sarà il primo a 48 squadre, in nome del globalismo che è la cifra di questa presidenza Fifa. Ma non è solo questo. L’industria del pallone, capace di resistere persino a una pandemia, è in continua crescita: più pubblico, più sponsor, più investitori. E la Coppa del Mondo, ospitata dagli Usa, cioè dall’economia che, tra crisi del petrolio e minaccia cinese, continua a trainare il pianeta, con Canada e Messico al suo fianco, ne è il manifesto. Sapete qual è il valore di mercato aggregato dei 1.248 giocatori nelle liste delle 48 nazioni partecipanti? Ben 13 miliardi di euro, secondo le rilevazioni di Football Benchmark e Transfermarkt. Il valore delle prime dieci squadre è aumentato di un miliardo rispetto all’edizione 2022. È il player trading, bellezza. Le stelle del calcio globale, con il loro talento e il loro seguito amplificato dai new media che abbattono ogni barriera, sono asset pregiatissimi, capaci di brillare ancor di più grazie alla loro “scarsità”.
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—Prendete Lamine Yamal: a 18 anni ha già vinto da protagonista un Europeo con la Spagna e due titoli della Liga con il Barcellona, i suoi video artigianali da teenager impazzano sui social, tanto che su TikTok ha più follower di tutti (44 milioni). È il neo-calcio nella sua massima espressione e il suo valore teorico di mercato è ormai schizzato a 292 milioni per Football Benchmark, quasi raddoppiato un anno fa, quando il club blaugrana l’ha blindato fino al 2031 con una clausola rescissoria da un miliardo. Dopo di lui c’è Mbappé, l’alter ego nel Clásico: l’attaccante del Real Madrid vale 221 milioni e trascina la Francia al primo posto tra le nazionali, con una quotazione di 1,6 miliardi, proprio davanti alla Spagna (1,5 miliardi). Un tempo, i protagonisti del Clásico erano Lionel Messi e Cristiano Ronaldo, al loro ultimo Mondiale, destinato a mettere in scena una staffetta generazionale. Se il calcio, in questo secolo, si è trasformato in un business senza confini geografici, il merito è anche loro, che dopo aver fatto grande l’Europa dei top club sono andati a caccia di nuovi territori, perfettamente in linea con le mire espansionistiche di questo sport, tra America e Medio Oriente. L’avanzata del denaro è andata di pari passo con una polarizzazione sempre più marcata. Le cinque nazionali con la valutazione più alta (Francia, Spagna, Inghilterra, Germania e Portogallo) sommano 6,5 miliardi di euro e rappresentano la metà del valore complessivo delle 48 partecipanti. I primi cinque giocatori (Lamine Yamal, Mbappé, Haaland, Bellingham e Olise) valgono da soli l’8% del totale dei 1248 presenti. D’altra parte, il Mondiale è bello anche perché è vario: Giordania e Qatar valgono appena 19 milioni. Queste valutazioni riflettono – pure troppo, visti i debiti di certi club – il costante incremento dei fatturati. La Fifa, come l’Uefa, è da tempo un attore protagonista nella lotta tra i detentori dei diritti per accaparrarsi fette di mercato. Nessun evento sportivo può vantare il giro d’affari della Coppa del Mondo di calcio. L’edizione di quest’anno, potendo sfruttare il formato extralarge e la vetrina statunitense, toccherà i 10 miliardi di dollari. L’Olimpiade di Parigi ne ha incassati la metà.
affari
—La progressione rispetto ai Mondiali precedenti è impressionante: 2,3 miliardi nel 2006; 3,7 nel 2010; 4,8 nel 2014; 5,4 nel 2018; 6,3 nel 2022. Crescono tutte le voci, soprattutto la biglietteria: si prevede di triplicare i proventi di quattro anni fa, a quota 3 miliardi (compresa l’hospitality). Le polemiche per i prezzi folli dei tagliandi? Alla Fifa non interessano. I costi organizzativi sono stimati in 3,8 miliardi, compresi gli 871 milioni di dollari destinati alle nazionali qualificate sotto forma di montepremi e rimborso spese. Questo vuol dire che la rassegna iridata dovrebbe generare per Zurigo un utile di almeno 6 miliardi di dollari. Ne verranno distribuiti 2,7 nel prossimo quadriennio alle 211 federazioni affiliate e alle confederazioni continentali. Tutti felici e contenti.
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