Nba Finals: Castle e Anunoby, gli eroi (non) per caso che stanno incidendo quanto Wemby e Brunson
La Gazzetta dello Sport

Nba Finals: Castle e Anunoby, gli eroi (non) per caso che stanno incidendo quanto Wemby e Brunson

Mercoledì 10 giugno 2026
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Stanotte Gara 4 tra Spurs e Knicks può decidere le Finals. Il francese e il play saranno gli Mvp a seconda di dove andrà il titolo, ma con Fox e Towns che si nascondono nei finali, i grandi protagonisti sono l'ex UConn e OG. Letali in attacco e in difesa

Stanotte Gara 4 tra Spurs e Knicks può decidere le Finals. Il francese e il play saranno gli Mvp a seconda di dove andrà il titolo, ma con Fox e Towns che si nascondono nei finali, i grandi protagonisti sono l'ex UConn e OG. Letali in attacco e in difesa

Riccardo Pratesi Collaboratore 10 giugno - 13:09 - MILANO

Si sono presi la scena, un po’ a sorpresa. Il copione delle Finals 2026 li prevedeva come personaggi immancabili, ma di contorno. E invece Stephon Castle e OG Anunoby si sono rivelati primattori per Spurs e Knicks nella serie playoff che assegna il titolo Nba. La guardia di San Antonio e l’ala di New York “rischiano” di diventare l’ago della bilancia, addirittura. Gara 4, in programma stanotte dalle 2.30 ora italiana, sarà probabilmente quella che deciderà la serie, nella sostanza. La vittoria del 3-1 al Madison Square Garden garantirebbe alla franchigia della Grande Mela un vantaggio difficile da colmare, quella del 2-2 dei texani permetterebbe loro di ribaltare l’inerzia e riguadagnare il vantaggio del fattore campo. Come finirà è da scoprire, il pronostico è aperto, ma una cosa è certa: Castle e Anunoby saranno decisivi. Ecco come e perché. 

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AGO DELLA BILANCIA

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Sì, Victor Wembanyama e Jalen Brunson sono i primi terminali offensivi di San Antonio e New York. Ma il gigante francese ha dimostrato di faticare a crearsi un buon tiro in volata contro la difesa schierata, col raddoppio di marcatura in agguato. I suoi pasticci di Gara 2 sono ancora negli occhi di tutti. Diventa immarcabile in situazione dinamica, quando può indossare gli stivali delle sette leghe e saltare in testa agli avversari. Ma ha bisogno di spazio, senza movimenti spalle a canestro e in avvicinamento al tabellone nel traffico dell’area dei Knicks. Brunson sta tirando col 37% dal campo, col 31% da 3. Certo, nel 4° quarto ha segnato quasi 10 punti per gara, canestri favolosi e decisivi, ma senza l’efficienza abituale. Perché la difesa di Castle e Vassell, che già avevano limitato Shai Gilgeous-Alexander contro Oklahoma City, stritola gli avversari di perimetro. Wemby e Brunson vinceranno l’Mvp in caso di trionfo delle loro squadre, ma per il lieto fine hanno bisogno di una mano. I nomi naturali da fare come primo soccorso sarebbero dovuti essere De’Aaron Fox e Karl-Anthony Towns. Ma a conti fatti si tratta della risposta sbagliata. Il regista degli Spurs ha toppato Gara 1 e Gara 3. Incostante, inaffidabile. Segna canestri da applausi, ma pasticcia oltre l’inverosimile. E l'intollerabile per chi intasca uno stipendio da massimo salariale. Realizzatore puro, stenta a mettere in ritmo i compagni, a fare la cosa giusta al momento giusto. Pare correre a mille all’ora su un cornicione. Certi equilibrismi sono miracolosi, ma si sa che prima o poi finirà per cadere. Towns non ha segnato neanche un punto nel 4° periodo. Zero. Troppo poco coraggio per giustificare lo stipendio da più pagato dei Knicks. Invece Castle e Anunoby non tremano sotto pressione. Duri per fisico e attitudine. Agonisti feroci. 

MR CASTLE

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Le prodezze di Gara 3 hanno impressionato tutti. Prima la tripla dell’allungo Spurs a 2’ dalla fine, poi con 6” rimasti da giocare, sul +2, è andato in lunetta. Tutto il Garden gli urlava contro. Lui, 21 anni, ha pensato solo a fare quel che sa fare meglio. Canestro. Due volte di fila. La retina che si muove, Manhattan ammutolisce, a San Antonio il popolo Spurs tira un sospiro di sollievo grande come il Texas. Castle è arrivato in neroargento via Draft. Come Wemby, Dylan Harper e Devin Vassell. Scelta numero 4 del Draft di due anni fa. Subito matricola dell’anno, ora i paragoni illustri già si sprecano. Ai playoff nell’era moderna prima dei 22 anni solo Magic Johnson ha esibito più gare da almeno 15 punti, 5 rimbalzi e 5 assist (o stoppate) di lui, undici. Castle lo segue con 10 davanti a LeBron James. E difende come un forsennato, grosso e atletico. Su tutto e tutti, marca Brunson e Towns. Quel motore non cala mai di giri. In attacco s’è preso il ruolo di regista in teoria prenotato da Fox. Ha già dimostrato di essere un vincente conquistando il titolo nell’unica stagionale collegiale, per Uconn. Adesso dice: “Mi aspetto di vincere le prossime tre partite”. La forza della spensieratezza, la spavalderia della gioventù. 

MR ANUNOBY

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I suoi numeri offensivi alle Finals fanno stropicciare gli occhi: 20.7 punti per partita tirando col 54.3% dal campo, col 44.4% da 3 punti e con l’88.9% dalla lunetta. E dire che è considerato uno specialista difensivo…Alto e grosso, Anunoby, nato a Londra, di origini nigeriane, marca tutti: lunghi e piccoli, sotto canestro e sul perimetro. Gioca persino centro quando Coach Brown vara il quintetto senza lunghi di ruolo, per sparigliare la carte sul parquet, come fatto in Gara 3. OG è il giocatore preferito di Anne Hathaway, l’attrice di New York che ha confessato di avere la sua maglietta. Insomma, Anunoby ha già vinto…Quantomeno un titolo Nba, con Toronto nel 2019, ma allora era infortunato, non giocò quelle Finals vinte dai Raptors su Golden State. Stavolta c’è. Fa sentire tutto il suo peso, e non è una piuma. I Knicks l’hanno portato nella Grande Mela via trade, hanno costruito tutto il quintetto base così, via mercato, vale anche per Brunson, Towns, Hart e Bridges. Il grande mercato non ha bisogno del Draft per attingere talento. Anunoby gioca con la rabbia del sottovalutato, di chi vuole dimostrare al mondo che si è sbagliato su di lui. “Se penso che le mie doti in attacco siano sottostimate? Sì, lo credo”. Non ha paura neppure a parole, proprio come sul parquet. 

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CAMBIARE LA STORIA

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Un obiettivo per due. Gli Spurs vogliono diventare la prima squadra a vincere le Finals rimontando da 0-2 dopo due sconfitte in casa. I Knicks inseguono il primo trionfo di franchigia dal lontano 1973. E la prima accoppiata stagionale titolo-coppa, alzata battendo proprio San Antonio, a Las Vegas. Per cambiare il copione consueto entrambe hanno bisogno di chi ha già dimostrato di saperlo fare. Di Castle e di Anunoby. L’esito di Gara 4 dipenderà tanto, forse addirittura soprattutto, da quei due. Che, parola loro, non hanno finito di stupire.

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