Agyt Kabayel, zero glamour, due bandiere e una missione: fermare Usyk
La Gazzetta dello Sport

Agyt Kabayel, zero glamour, due bandiere e una missione: fermare Usyk

Mercoledì 10 giugno 2026
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Il pugile tedesco di origine curda conta su una carriera solida ma lontana dai riflettori. Il suo stile basterà per battere l'ucraino?

Queste righe cominciano da un'ingiustizia: ricordarsi di lui perché il match con Usyk sta diventando realtà. Quest'ammissione doverosa è il fascio di luce che illumina tutto il cammino compiuto da un atleta che ha già ampiamente dimostrato tutto il suo valore in un crescendo di risultati spesso trascurati dai riflettori; dando lustro a due popoli e incarnando, anche, il simbolo di una riuscita integrazione: mai dimenticate, da lui, né le origini curde rivendicate con sempre maggiore orgoglio né le possibilità che la sua famiglia ha ottenuto in Germania. Attraverso la boxe continua a omaggiare due mondi, con il suo valore a fare da ponte. Agyt Kabayel nasce a Leverkusen nel 1992, cresce a Bochum ed è figlio di una famiglia curda originaria della Turchia. In Germania si porta addosso con naturalezza una doppia identità: tedesco per nascita, curdo per radici. Questa cosa non l’ha mai nascosta, anzi. Negli ultimi anni ha parlato spesso della propria appartenenza culturale e del senso di rappresentanza che sente verso il popolo curdo. La storia sua storia è una di quelle che nel pugilato moderno stanno diventando rare: non ha nulla del personaggio costruito a tavolino, niente "hype" all'americana, nessuna aggressiva rivendicazione via social. Solo chilometri all'alba, palestra dura e una lunga sensazione di relativa invisibilità. Nel frattempo: Campione Europeo EBU dei Pesi Massimi; titolo continentale WBA; titolo intercontinentale WBC-NABF e WBA; titoli WBC "Continental Americas" e WBO-NAB; titolo mondiale ad interim WBC dei Pesi Massimi.

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