Mondiale stile... Super Bowl: 30' di stop a fine 1° tempo in finale, halftime Show e pause per gli spot
La Gazzetta dello Sport

Mondiale stile... Super Bowl: 30' di stop a fine 1° tempo in finale, halftime Show e pause per gli spot

Mercoledì 10 giugno 2026
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Nella finale del 19 luglio a New York, intervallo lungo per lo spettacolo di Coldplay, Madonna e Shakira. I tempi si dilatano anche per le pubblicità camuffate da cooling break (anche se facesse freddo)

Nella finale del 19 luglio a New York, intervallo lungo per lo spettacolo di Coldplay, Madonna e Shakira. I tempi si dilatano anche per le pubblicità camuffate da cooling break (anche se facesse freddo)

Dal nostro inviato  Fabio Licari 10 giugno 2026 (modifica alle 15:35) - NEW YORK English version

Quelli che scrissero le regole del calcio oltre centocinquanta anni fa staranno storcendo il naso. La regola 7, per esempio. Prescrive un intervallo rigorosamente di quindici minuti tra i due tempi. Da un po’ è ignorata o calpestata, anche per motivi nobili, sia chiaro, leggi salute dei giocatori. Approfittando dello scenario americano da Super Bowl, con una finale al MetLife Stadium, dove una volta c’era il Giants Stadium, il 19 luglio assisteremo all’Halftime Show: uno spettacolo diretto da Chris Martin, il frontman dei Coldplay, con Madonna, Shakira e la boy-band Bts. Una iniziativa che sosterrà – almeno c’è una cosa positiva – il Fifa Global Citizen Education Fund per raccogliere 100 milioni di dollari e aiutare l’accesso all’istruzione ai bambini tutto il mondo. Un dollaro per ogni biglietto venduto sarà devoluto per progetti sociali. Molto bello. 

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NON PER LA BBC

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Lo spettacolo del SuperBowl dura poco meno di quindici minuti. Pur senza una comunicazione ufficiale sui tempi previsti, questo Halftime dovrebbe quindi durare circa trenta minuti, il doppio di quanto previsto. Molto meno bello. Anche se ormai gli intervalli non sono meno lunghi di sedici/diciassette minuti e, in Italia, il Milan è stato multato più di una volta per un allungamento probabilmente “scientifico”. Non tutti sono d’accordo con la novità. Secondo voci non ancora confermate, ma credibili, la Bbc – lì è nato il calcio, non a New York – non trasmetterà lo show ma tornerà in studio per una più lunga analisi tecnica con Shearer, Azpilicueta, Giroud e Rooney. Niente Halftime, siamo inglesi. 

ECCEZIONE O REGOLA?

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Sarà comunque il futuro a dire dove stiamo andando o, meglio, dove sta andando il calcio. L’Halftime può essere spiegato con lo scenario americano che si presta a queste variazioni. Ma tra quattro anni in Spagna, Portogallo e Marocco (più Argentina, Uruguay e Paraguay)? Diventerà un appuntamento fisso? Cambierà la regola? Domande non campate per aria, perché anche le singole partite dureranno un po’ di più e non soltanto per i legittimi recuperi che servono a garantire circa 60’ effettivi. Questo Mondiale istituzionalizza di fatto il time-out e le partite da quattro tempi. Tre minuti di stop verso il 22’ di ogni tempo. Tre minuti utilissimi per rinfrescarsi, visto il caldo. Per dare indicazioni come nel basket. E per le tv. 

VIVA I TIME-OUT

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Infatti, i due break si svolgeranno anche se le previsioni indicano “storm”, tempesta: ricordiamo Chelsea-Benfica rinviata ore e ore per una tempesta mai avvenuta al Mondiale per club un anno fa. Anche se c’è freddo. Il motivo è un altro. Aprire una nuova finestra pubblicitaria per le tv nell’evento più importante del mondo. Le tv avranno 2’10” di spot, perché devono cominciare non prima di 20 secondi dal fischio finale del primo tempo e chiudere a 30 secondi dall’inizio del secondo tempo. In totale, 4’20” in più di spot a partita. Milioni. E sei minuti in più (minimo) di durata del match. Si cominciò con le pause (giuste) a Brasile 2014 per il caldo, i “cooling break” sono aumentati e ora siamo qui. 

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LE COSE COME STANNO

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A qualche tecnico piace il time-out, perché di questo si tratta: consente di dare indicazioni e sistemare la squadra. Non a tutti i ct, però. Secondo Deschamps questo “cambia completamente il calcio, magari una squadra va benissimo e tre minuti fermano tutto”. A pensarci bene… D’altra parte, meglio chiamare le cose come stanno. Mercedes Blanquez, responsabile marketing e pubblicità di Movistar+, ha detto: “Sono spazi pubblicitari qualificati. Nella nostra strategia come piattaforma, diamo grande importanza alle interruzioni pubblicitarie di alto valore sia per l’utente che per i brand; pause più brevi che generano maggiore attenzione e notorietà”. Tutto chiarissimo. Sperando che non sia un passo verso il tempo effettivo e la trasformazione del calcio in uno sport diverso.

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